Chi siamo
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Il Centro di Ricerca in Etica Clinica (CREC) si è costituito nel 2016 presso il Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università degli Studi dell’Insubria e negli anni è diventato un punto di riferimento nazionale per lo studio delle questioni etiche soprattutto in ambito sanitario.
Il Centro nasce dall’esigenza di promuovere lo studio della bioetica e dell’etica clinica attraverso attività di ricerca, formazione e consulenza in ambiente universitario e ospedaliero.

Obiettivi:

  • Promuovere e sviluppare l’Etica Clinica e la Consulenza Etica in ambito sanitario, al fine di migliorare la cura delle persone.
  • Stimolare lo scambio, il dialogo e il confronto tra i soggetti coinvolti nella cura.
  • Condurre attività di formazione, raccolta di documentazione e ricerca in collaborazione con centri nazionali e internazionali, impegnandosi a pubblicare i risultati.
  • Svolgere attività di consulenza in etica clinica, etica della ricerca, etica dell’organizzazione in ambito sanitario.
Direzione e Coordinamento Scientifico
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Afferenti CREC
  • Direttore - Prof. Mario Picozzi
  • Segretaria e Coordinatore Scientifico - Dott.ssa Elena Ferioli
  • Anna Maria Arcari - Dipartimento di Economia - DIECO
  • Sergio Balbi - Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita - DBSV
  • Giovanni Bernardini - Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita - DBSV
  • Jutta Maria Birkhoff - Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita - DBSV
  • Paolo Grossi - Dipartimento di Medicina e Chirurgia - DMC
  • Paolo Severgnini - Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita - DBSV
  • Paolo Marino Cattorini; Fabio Banfi; Giulio Corgatelli; Anna Emanuela Costanzo; Silvia Siano; Federico Nicoli; Alessandra Gasparetto; Davide Battisti; Massimiliano Zonza

Abenavoli Alessandra

Arcari Anna Maria

Balbi Sergio

Banfi Fabio

Barile Stefania

Battisti Davide

Battisti Zeno

Benasayag Miguel

Bernardini Giovanni

Birkhoff Jutta Maria

Bissolotti Luciano

Bombelli Raffaella

Bonaccorso Alessia

Bonometti Stefano

Bracale Marcella

Capulli Emma

Cattorini Paolo Marino

Ceruti Silvia

Cilione Marco

Conti Adelaide

Corgatelli Giulio

Costanzo Anna Emanuela

Dahò Margherita

Dalla Gasperina Daniela

De Battisti Zeno

Del Vecchio Mario

Di Bella Roberto

Esquirol Josef Maria

Ferioli Elena

Ferrari Marco

Ferrario Omar

Filippini Aurelio

Fray Paulo

Gasparetto Alessandra

Grossi Paolo

Grossi Alessandra

Latronico Nicola

Macchi Barbara

Maggiani Alberto

Marchetti Valter

Mazzagatti Roberto

Merlano Gianluca

Montaguti Elena

Nespoli Antonella

Nicoli Federico

Nuti Sabina

Oblatore Lucia

Paganini Massimiliano

Parati Eugenio

Pellegrini Edda

Passaro Elvira

Picozzi Mario

Piffer Istvan

Pistoni Anna

Prisco Ada

Proserpio Tullio

Reato Francesca

Rimedio Antonio

Riva Michele

Robone Silvana

Roggi Sara

Santangelo Elio

Sattin Davide

Sepe Margherita

Severgnini Paolo

Siano Silvia

Talamona Adele

Testa Jacopo

Vannini Candida

Viganò Vittoria

Zonza Massimiliano

Aderire al Centro

Per informazioni su come poter aderire al Centro, scrivere a [email protected]

Prossimamente

JOURNAL CLUB con il CREC

Il journal club è un appuntamento informale con cadenza approssimativamente mensile in cui esporre e discutere articoli scientifici dalla letteratura e soprattutto le personali ricerche/pubblicazioni.

Obiettivo: Condivisione delle conoscenze in un ambiente aperto in cui tutti i membri si sentano a proprio agio nel manifestare pensieri e opinioni.

Area di interesse: Bioetica, Etica Clinica, Deontologia, Medicina Legale

Moderatori di discussione: Dott.ssa Elena Ferioli

Relatori: Dottorandi, Specializzandi e membri Aderenti del CREC

Frequenza: mensile

Durata singolo incontro: 60 minuti 

Sede: Piattaforma TEAMS

Periodo: giugno-dicembre 2024

 

Titolo: Managing brain-hype: Understanding and discriminating overemphasized brain-based allegations

Relatore: Dott.ssa Vassallo Marta

Data: 19 giugno 2024

Orario 12:00-13:00

Piattaforma TEAMS Link

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_Yzg2ODgxY2QtMzAwYi00M2QyLWE5NGYtZTEzY2E2ZDFmYWQ1%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%229252ed8b-dffc-401c-86ca-6237da9991fa%22%2c%22Oid%22%3a%2272165b85-072b-4fc0-8d17-7c5743d1b0ff%22%7d

 

 

      

Linee di Ricerca
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Ricerca
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Biobanche di Ricerca

La richiesta di istituire biobanche oggi diventa sempre più impellente. Una biobanca è una struttura dove si raccolgono per un tempo lungo materiale biologico e dati di natura biomedica correlati al campione, che può provenire sia da pazienti che da cittadini

Da un lato si riconosce il ruolo che le biobanche possono avere sia nell’acquisire nuove conoscenze sia nel favorire nuovi trattamenti di diagnosi e cura, dall’altro è necessario riflettere sulle delicate e complesse questioni giuridiche ed etiche ad esse sottese.

In un’ottica di buona pratica gli esperti del CREC affrontano le sfide e le criticità della ricerca avanzata e del biobanking e le questioni etiche, legali e sociali connesse (consenso informato; proprietà; riservatezza dei dati; ritorno dei risultati; informazioni genetiche; etc).

Attualmente il CREC vorrebbe istituire una biobanca di ricerca come una infrastruttura caratterizzata da una appropriata cornice etica e quindi responsabile della custodia dei campioni biologici e dei dati correlati in accordo con un modello di fiducia caritatevole. Quindi diventa cruciale rispondere ad alcune inevitabili domande: come la biobanca può rispettare la fiducia in essa riposta? Quali risorse possono promuovere questa finalità? I professionisti che lavorano nell’ambito delle biobanche di ricerca necessitano di una formazione specifica?

Questo credito di fiducia deve essere alimentato e confermato dalle scelte etiche della biobanca, assicurando la massima trasparenza e tracciabilità delle decisioni. Lo scopo della biobanca è divenire un soggetto etico che assicuri la fiducia pubblica e che definisca i criteri etici a cui si ispira rendendoli pubblici. Nel nostro modello proponiamo le potenziali parti coinvolte che siano in grado di garantire il raggiungimento di questo scopo: il consenso informato, un codice etico della biobanca e un servizio di consulenza etica specifico per le biobanche di ricerca (BECS). Il nostro scopo è quindi offrire una Carta dei Principi e un servizio BECS per aiutare scienziati, ricercatori, operatori sanitari, pazienti, donatori, politici, comitati etici a riconoscere e gestire le implicazioni etiche delle biobanche di ricerca. Un questionario di esplorazione finalizzato ad identificare la propensione ad utilizzare un servizio BECS rappresenta una nostra futura e successiva ricerca.

Chi siamo:

Elena Ferioli

 

Documenti
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Consenso Informato

Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la Legge n. 219 del 22/12/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. Questa legge ha lo scopo di regolare le delicate questioni del consenso ai trattamenti sanitari (il cosiddetto consenso informato), della Pianificazione condivisa delle cure e delle scelte relative alla fase finale della vita (le cosiddette Disposizioni Anticipate di Trattamento o DAT, conosciute come testamento biologico o biotestamento). In realtà, la Legge n. 219/2017 affronta diversi temi, difende il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e tutela l’autodeterminazione, cioè il diritto di ogni persona di poter fare scelte libere e consapevoli riguardo la propria vita e la propria salute.

Chi siamo:

Mario Picozzi

Silvia Ceruti

Alessandra Grossi

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Consulenza etica

Quotidianamente i mass media riportano casi sanitari che sollevano questioni bioetiche. Questa è anche l’esperienza di tanti operatori sanitari ed amministratori come pure di pazienti/famiglie, che affrontano dubbi e conflitti riguardanti la pratica clinica: dalla fecondazione assistita all’uso delle cellule staminali, dai criteri di assegnazione degli organi per trapianti al consenso alle cure, dalla richiesta di sospendere le terapie alla pretesa di trattamenti di potenziamento delle capacità psico-fisiche, dall’allocazione di risorse sempre più limitate alla necessità di assicurare le cure appropriate, senza tralasciare gli aspetti etici relativi alla valutazione di tecnologie sanitarie. In realtà le questioni bioetiche non riguardano solo casi eccezionali, ma anche la pratica clinica ordinaria. Tutti i soggetti coinvolti nell’azione di cura avvertono la domanda etica: Cosa è bene fare in questa situazione? Nessuno ne è estraneo o esentato: dal paziente all’équipe curante, dalla famiglia all’istituzione sanitaria. Pertanto l’etica è parte integrante e non accessoria della pratica clinica.

La consulenza etica in ambito sanitario è “un servizio svolto da un individuo o un gruppo per rispondere alle domande poste da pazienti, familiari, tutori, operatori sanitari o altre persone coinvolte nell’assistenza, in ordine a incertezze o conflitti tra valori che emergono nella pratica clinica” (The Report of the American Society for Bioethics and Humanities, Core Competences for Healthcare Ethics Consultation, 2a ed. 2011).

L’obiettivo del CREC e delle sue ricerche è quello di poter istituire un servizio di consulenza etica per contribuire al miglioramento della cura dei malati, sia nelle modalità sia nei risultati, attraverso l’identificazione, l’analisi e la risoluzione dei problemi etici.

Auspicabilmente la consulenza di etica clinica dovrebbe essere inserita in un Servizio di bioetica, dotato di un singolo consulente etico o di una piccola équipe. Questo Servizio garantirebbe continuità e sostenibilità delle attività riguardanti, oltre alla consulenza etica nei diversi ambiti, la formazione degli operatori, il supporto al lavoro dei comitati etici, la ricerca in ambito bioetico, lo sviluppo dell’etica nell’ente sanitario.
Il CREC ritiene indispensabile che negli ospedali e case di cura, nelle aziende sanitarie, nelle residenze socio-assistenziali, negli hospice, si offra la possibilità di poter usufruire di una consulenza etica, conferendo un riconoscimento istituzionale laddove servizi di questo tipo siano, seppur informalmente, già operativi.
 

Il CREC promuove iniziative di formazione professionalizzante per consulenti di etica clinica.

 

Chi siamo:

Mario Picozzi

Federico Nicoli

Silvia Ceruti

Elena Ferioli

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Fine Vita

Fino a pochi decenni fa, i ritmi e le cadenze della vita, dal suo inizio al suo termine, erano sostanzialmente dettati dalla natura che faceva il suo corso con limitati interventi da parte dell’uomo. Con il procedere delle scienze della vita, della biologia e della medicina, con la diffusione delle terapie di sostegno vitale (come ventilatori meccanici, dialisi, nutrizione e idratazione artificiali), si è giunti a poter influenzare sempre di più il corso dell’esistenza, spostandone in termini quantitativi e qualitativi il limite ultimo.  

In Italia il tormentato percorso verso una legislazione in tema di fine vita ha raggiunto la sua prima meta con l’approvazione della Legge n.219 del 22 dicembre 2017, recante “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.

Tuttavia, ancora oggi sono sempre vivi ed accesi dibattiti e riflessioni sulla morte come “scelta di vita”, in contrapposizione alle evoluzioni progressive della scienza e della tecnologia, che invece consentono di prolungare artificialmente la sopravvivenza umana, molto spesso anche contro la volontà dello stesso paziente o dei suoi più stretti congiunti. 

Il tema del fine vita, coinvolge questioni di grande attualità nel nostro Paese. Anche il legislatore si sta interrogando su come regolare questa delicata fase della vita, alla luce delle diverse sensibilità presenti nell’opinione pubblica.
Campi di studio ed di aggiornamento da parte degli studiosi del CREC:

  • Lo stato della questione sull’eutanasia in Italia
  • La storica decisione della Consulta del 2019 sul suicidio assistito

Chi siamo:

Mario Picozzi

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GenETICA

L'avvento della genetica e delle sue applicazioni è forse la rivoluzione medica, biologica e sociale più profonda lasciataci in eredità dal Novecento. I test diagnostici, le modificazioni del genoma di intere generazioni, la possibilità non solo di curare gli individui, ma di potenziare le capacità umane sono solo la superficie di un mutamento che investe tanto la comprensione di noi stessi quanto un numero sempre maggiore di pratiche quotidiane. Il quadro complessivo che si profila è quello di una sfida culturale che l'etica non può sottovalutare.
La ricerche sono rivolte a studiare i principali problemi teorici sollevati dalla genetica e dalle sue applicazioni: la nozione di beneficenza, l'idea di libertà e di giustizia, i principi di precauzione e responsabilità.
In modo particolare gli esperti indagano le più note pratiche già operanti nella medicina contemporanea da un punto di vista biotecnologico, genetico e bioetico:

  • Tecnologie di diagnostica genetica e genetica medica
  • Medicina predittiva e test genetici
  • Biotecnologie e modificazioni genetiche
  • Editing del genoma umano
  • Potenziamento umano e Doping genetico
  • Farmacogenetica e farmacogenomica

Chi siamo:

Elena Ferioli

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Inizio Vita

Il CREC da anni si occupa delle questioni morali di inizio vita che occupano un posto di rilievo nel dibattito bioetico, in quanto lo sviluppo scientifico e tecnologico ha cambiato profondamente anche il modo di venire al mondo.
Tra i problemi di inizio vita che vengono più ampiamente trattati dalle ricerche del Centro rientrano:

  • Il tema della rilevanza morale che emerge in merito all’uso degli embrioni crioconservati e non più utilizzati a fini riproduttivi e alla creazione di embrioni (sia a partire da gameti che da cellule somatiche) per la ricerca.
  • Il dibattito sulla liceità morale degli interventi che in futuro potrebbero essere realizzati sugli embrioni non per finalità terapeutiche, ma migliorative, cioè rivolti al potenziamento (enhancement) di capacità fisiche e cognitive e non semplicemente alla prevenzione di malattie.
  • L'impatto delle più attuali biotecnologie riproduttive sul processo del nascere (clonazioneutero artificialegameti artificiali).
  • Le importanti questioni che emergono dalla capacità degli operatori sanitari di tenere in vita o, comunque, rianimare neonati con un’età gestazionale sempre più bassa. Esse riguardano i risultati che si possono attendere in termini di sopravvivenza e di qualità della vita, la sofferenza imposta ai piccoli pazienti, i danni che le pratiche di rianimazione possono causare e, soprattutto, la questione se agire per la sopravvivenza, anche per un tempo breve, sia sempre la migliore delle soluzioni, insieme a quella di chi debba decidere.    
  • Non ampia, ma non per questo meno rilevante è, infine, la discussione intorno al trattamento delle donne incinte cerebralmente morte, ma mantenute collegate a macchine vicarianti per permettere ai feti che hanno in grembo di raggiungere un adeguato stadio di sviluppo. 

 

Chi siamo:

Elena Ferioli

Alessia Bonaccorso

Silvia Siano

Vittoria Viganò

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AI

Il documento del Ministero dello Sviluppo Economico “Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale” ha come incipit la seguente affermazione: Obiettivo della Strategia Nazionale è delineare un piano coerente per consentire all’Italia di massimizzare i benefici e minimizzare i costi derivanti dal più importante cambio di paradigma tecnologico dei nostri tempi. L’IA deve essere al servizio delle persone, garantendo una supervisione umana, prevenendo i rischi di inasprimento degli squilibri sociali e territoriali potenzialmente derivanti da un suo utilizzo inconsapevole o inappropriato. L’IA deve essere progettata e realizzata in modo affidabile e trasparente, per una sua accettabilità consapevole e una intrinseca robustezza affinché sia adottabile in ogni ambito produttivo e capace di rispondere alle sfide sociali del nostro Paese.

In sintesi l’introduzione dell’IA deve ispirarsi a tre principi: antropocentrismoaffidabilità e sostenibilità.
Tra i sette settori prioritari citati nel documento è ricompreso quello inerente la “Salute e (il) benessere” con specifico riferimento al contributo che le nuove tecnologie possono dare in ambiti quali la genomica, la diagnostica per immagini, lo sviluppo di nuovi farmaci e vaccini, il tracciamento e la cura delle persone, il supporto alla diagnosi e alla prognosi.

Alla luce di quanto sopra sinteticamente riportato il CREC propone di istituire un gruppo di lavoro con focus sulle scienze cognitive, l’intelligenza Artificiale e l’etica delle nuove tecnologie che abbia tra i suoi scopi:

  • Studio del funzionamento delle menti naturali ed artificiali
  • Studio del funzionamento dell’intelligenza artificiale
  • Integrazione uomo – macchina
  • Studio e implementazione di un’etica inerente le nuove tecnologie
  • Formazione del personale sanitario circa i processi decisionali, il decision making, il problem solving, l’etica delle nuove tecnologie

Chi siamo:

Roberto Di Bella

Massimiliano Paganini

Elena Ferioli

Silvia Siano

 

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NanoETICA

Le nanotecnologie, ovvero la possibilità di utilizzare le caratteristiche della dimensione atomico-molecolare (compresa tra 1 e 100 nm) – e dunque le caratteristiche delle relazioni tra atomi – per costruire materiali e prodotti con proprietà specifiche legate alla dimensione, sono oramai entrate a pieno titolo nei pubblici dibattiti, ma ancor di più sono riuscite in breve tempo a entrare in ogni settore della vita umana, spaziando dalle scienze computeristiche, a quelle ingegneristiche, fino ad arrivare alle scienze mediche.

Il panorama attuale delle nanotecnologie appare abbastanza frastagliato con profonde ricadute nell’individuazione e nella valutazione delle problematicità bioetiche di queste tecnologie.

Le ricerche del CREC sono finalizzate in modo specifico allo studio della Nanomedicina e all’analisi dei rischi potenziali e delle implicazioni da un punto di vista biologico, medico ed etico-sociale e quindi il centro cerca di comprendere come la medicina oggi possa coniugare scienza, umanità, nuove tecnologia ed etica.

  • Il potenziale delle innovazioni nanotecnologiche nel campo della medicina per curare malattie
  • I rischi potenziali di salute posti dall'esposizione ai nanomateriali
  • Problemi sociali - gli effetti che la disponibilità di apparecchiature nanotecnologiche avrà sulla salute e sull'interazione umana
  • Il bisogno di regolamentazione

Chi siamo:

Vittoria Viganò

Elena Ferioli

Giovanni Bernardini

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NeuroETICA

La neuroetica è un campo disciplinare giovane e ancora fluido, dai confini elastici, nato dallo straordinario sviluppo delle neuroscienze cognitive e dalle loro potenziali ricadute teoretiche e pratiche, a livello etico, legale, sociale e politico.

Il carattere interdisciplinare fa della neuroetica uno spazio di intersezione tra vari campi del sapere – dalle neuroscienze alla filosofia, dalla psicologia al diritto, dall’estetica alla medicina, dalla genetica e alla teoria dell’evoluzione – tale da renderla naturalmente destinata a una collaborazione tra ricercatori di diversa impostazione, uniti dalla volontà di arrivare a una migliore comprensione dell’essere umano.

Chi siamo:

Mario Picozzi

Davide Sattin

Marta Vassallo

 

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Medicina Integrativa

I termini medicina integrativa e salute e medicina complementare e alternativa comprendono approcci e terapie curativi che storicamente non sono stati inclusi nella tradizionale medicina occidentale convenzionale.
Una notevole entità di informazioni sulla medicina complementare e alternativa è disponibile in pubblicazioni peer-reviewed, review evidence-based, documenti dell'expert panel consensus e libri di testo autorevoli; gran parte di essa è stata pubblicata in lingue diverse dall'inglese (p. es., tedesco, cinese). Molte terapie della medicina complementare e alternativa sono state studiate e sono risultate efficaci e/o paragonabili al trattamento convenzionale, mentre alcune sono risultate inefficaci o soggette a risultati contraddittori e incoerenti.
La medicina integrativa mira a combinare la medicina complementare e alternativa con la medicina tradizionale, laddove appropriato.

I pazienti non sempre volontariamente informano i medici circa il loro uso di queste terapie. Pertanto la ricerca è particolarmente interessata al tema del rapporto medico-paziente in riferimento all’utilizzo di medicine complementari.

Chi siamo:

Raffaella Bombelli

Elena Ferioli

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Osteopatia

L’Osteopatia è un sistema consolidato di assistenza alla salute che si basa sul contatto manuale per la valutazione, la diagnosi ed il trattamento della persona. Si tratta di una terapia manuale, complementare alla medicina classica, incentrata sulla salute della persona piuttosto che sulla malattia.

L’Osteopatia, o Medicina Osteopatica, è nata alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti d’America e si è diffusa nei primi anni del Novecento in Europa, in particolare in Francia e Inghilterra, dove è da tempo una medicina affermata. Il termine “Osteopatia” è stato coniato dal suo fondatore, il chirurgo americano Dr Andrew Taylor Still, che alla fine del XIX secolo scoprì le relazioni esistenti tra l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del corpo e la salute. L’innovazione di Still si concretizza nei Princìpi cardine di cui ancora oggi l’Osteopatia si avvale:

  • L’essere umano è un’unità dinamica di funzioni, il cui stato di salute è determinato da corpo, mente, e spirito.
  • Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e autoguarigione.
  • La struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate.
  • La terapia razionale si fonda sull’applicazione di tutti e tre i principi.

Il CREC da anni collabora ed interagisce con l’Accademia Italiana di Medicina Osteopatica (AIMO, Saronno) che ad oggi è l’unica scuola di osteopatia validata dalla prestigiosa University College of Osteopathy (UCO), già British School of Osteopathy BSO, con sede a Londra e creata nel 1917 da un diretto allievo di Andrew Taylor Still. UCO è la prima università di osteopatia istituita in Europa ed è riconosciuta come una delle istituzioni di osteopatia più prestigiose e valide al mondo.

Il 29/09/2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica del 7 luglio 2021, n. 131 che istituisce la Professione Sanitaria dell’Osteopata.

Il CREC, mirando a promuovere ricerche di alta qualità ed eticità, ha promosso la formazione di un Comitato di Revisione Etica composto secondo criteri di interdisciplinarità e indipendenza presso AIMO. Il Comitato esprime pareri su progetti di ricerca e promuove lo sviluppo della consapevolezza etica, facendo riferimento alla disciplina legale nazionale, comunitaria e internazionale e alle raccomandazioni del Comitato nazionale di Bioetica. Esulano dalle sue competenze le funzioni che la legge riserva ai comitati etici di altri enti, in particolare a quelli ospedalieri.
Inoltre le ricerche del CREC sono finalizzate a migliorare le conoscenze e gli approcci etici nella pratica clinica e nella sperimentazione in ambito osteopatico (consenso informato, segreto professionale, riservatezza, cartella clinica, codice deontologico, integrità della ricerca).

Chi siamo:

Elena Ferioli

Alessandra Abenavoli

Alberto Maggiani

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Medicina Transculturale

Da qualche tempo la nostra società, sempre più multietnica e in rapida trasformazione, è chiamata a confrontarsi con problemi nuovi determinati dall’incontro, spesso non privo di elementi di conflittualità, di culture e identità diverse. La cura della salute è uno di questi, senz’altro tra le sfide più importanti del nuovo secolo in quanto richiede una medicina culturalmente sensibile in grado di stabilire un contatto con altri universi simbolici e culturali, un nuovo approccio ai modelli interpretativi e terapeutici occidentali che spesso si rivelano incompatibili e inadeguati per l’immigrazione con i relativi problemi sociali e psicologici.

Con la medicina transculturale l’attenzione massima è per la persona nel suo complesso, quindi la conoscenza delle credenze e delle pratiche curative della cultura di appartenenza rende attento il personale sanitario al modo con cui i pazienti e le loro famiglie intendono la realtà clinica favorendo così la loro comprensione.
Il CREC con le sue attività di ricerca lavora affinché la competenza professionale dei professionisti sanitari sia adattata al bisogno relazionale dell'utente e alla conoscenza di specifici aspetti etico-deontologici e della normativa vigente in materia di immigrazione e di migrazione internazionale.

 

Chi siamo:

Jacopo Testa

Alessandra Grossi

Federico Nicoli

Istvan Piffer

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Trapianto organi

Il trapianto è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione di un organo o tessuto malato, quindi non più funzionante, con uno sano dello stesso tipo proveniente da un altro individuo che viene chiamato donatore.
Il trapianto è una prestazione sanitaria che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e, proprio per questo, è completamente gratuito. Si esegue in strutture pubbliche autorizzate dalle Regioni e dalle Province Autonome sulla base di determinati requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi.

Grazie ai progressi della medicina moderna e alla presenza di una rete organizzativa sempre più efficiente, oggi il trapianto è un intervento routinario in grado di salvare migliaia di vite ogni anno.
Si ricorre al trapianto quando una grave insufficienza d’organo o una grave malattia del sangue non è curabile con altri trattamenti medici; spesso, infatti, il trapianto è una terapia salvavita, come nel caso in cui la grave insufficienza riguardi il cuore, il fegato, i polmoni, l’intestino. Per il rene e il pancreas, il trapianto costituisce la terapia sostitutiva naturale, molto più efficace e tollerabile rispetto alla dialisi o alla somministrazione di insulina. In altri casi, si parla di intervento “migliorativo”, come per il trapianto di tessuti.

Alla base del trapianto c’è la donazione, un atto volontario, consapevole, gratuito e anonimo.
L’etica dei trapianti si trova al centro di un fascio di questioni di carattere antropologico, etico e giuridico, medico e politico. Nel trapianto si rispecchiano l’idea di persona, il rispetto dovuto ai defunti, le responsabilità delle famiglie, la volontarietà della donazione ed il consenso alla stessa, la definizione della morte, lo sviluppo delle tecniche chirurgiche, il ruolo dello stato nel disciplinare la sfera pubblica della promozione della salute e quelle relative alle scelte dei cittadini. Questi sono solo alcuni dei nodi che si presentano in modo intrecciato tutte le volte in cui nel centro di ricerca si pensa al tema dei trapianti.

Chi siamo:

Mario Picozzi

Paolo Grossi

Alessandra Grossi

Federico Nicoli

Le attività di Terza missione svolte dal CREC hanno fortissime interazioni con le realtà sociali, sanitarie, ed economiche presenti sul Territorio.
Queste virtuose e proficue sinergie – di alto valore culturale, scientifico e divulgativo – sono rivolte non solo a professionisti e addetti ai lavori, ma agli studenti, a un pubblico non accademico e, in generale, alla cittadinanza.
Sovente, le iniziative di terza missione si traducono in convegni scientifici multidisciplinari con taglio anche divulgativo, in giornate di approfondimento su temi di rilevanza etica e di attualità e cicli di incontri di aggiornamento.

Istituti secondari di secondo grado statali e paritari 

Il CREC, attraverso specifici progetti, organizza corsi di formazione finalizzati ad attivare nei giovani una sensibilizzazione alla comprensione delle implicazioni etiche connesse allo sviluppo scientifico e tecnologico della società pluralista postmoderna, con particolare riferimento alle questioni biomediche legate all’inizio e alla fine della vita. Ad oggi i destinatari dei progetti sono gli alunni di classe terza, quarta e quinta dell’indirizzo biomedico sanitario del Liceo delle Scienze Umane “A. Manzoni” di Varese. Referente: Prof.ssa Stefania Barile
I corsi consentono di sensibilizzare gli studenti verso le principali tematiche bioetiche e dell’etica clinica che influenzano la società attuale e futura, fornendo loro gli strumenti di pensiero adeguati a poter formulare e sostenere consapevolmente una propria posizione etica nell’esercizio diretto della pratica sanitaria, in merito a questioni che riguardano la medicina, la salute, la vita, in accordo con l’indirizzo di studi specifico (canale biomedico sanitario).

Il CREC ha inoltre avviato un progetto di orientamento, rivolto alle classi seconde sempre del Liceo delle Scienze Umane, denominato “Educare alla pro-socialità tra empatia, comunicazione e cura”, propedeutico all’educazione all’etica e alla pro-socialità quale strumento di prevenzione al disimpegno morale, funzionale alla formazione dei futuri cittadini di domani come protagonisti attivi e responsabili, sia nella sfera personale sia in quella comunitaria. Il corso, strutturato in collaborazione con la referente prof.ssa Stefania Barile, rientra nell’ambito dell’Educazione alla Civica e mira a fornire ai ragazzi spunti di riflessione, a partire dall’analisi di alcuni temi e autori contemporanei fondamentali, per rispondere alle sfide etiche, tecniche e psicosociali della complessità attuale, al fine di promuovere una formazione globale della persona. 

Cittadinanza

Il CREC pone particolare attenzione all’attività di sensibilizzazione e informazione attraverso l’organizzazione di eventi rivolti alla cittadinanza.

Consulenza Etica

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Clinica
Etica Clinica
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Biobanca
Biobanche
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Comitati Etici
Comitati Etici
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Formazione
Formazione

Per richiedere una discussione etica di casi è possibile scrivere all'indirizzo e-mail [email protected]

Contatti

Sede: Padiglione Antonini – Via O. Rossi 9 – 21100, Varese

 Per la mappa cliccare qui

Tel: +39 0332 217503/500
@: [email protected]

@: [email protected]

Il Centro di Ricerca in Etica Clinica afferisce al Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita (DBSV)