L’Università dell’Insubria è tra i protagonisti della quarta edizione del Digital Innovation Forum, in programma dal 14 al 16 ottobre a Villa Erba, a Cernobbio, uno dei principali appuntamenti dedicati alle politiche per l’innovazione digitale, alla competitività industriale e allo sviluppo delle tecnologie del futuro. La Rettrice Maria Cristina Pierro è intervenuta oggi, giovedì 15 ottobre nel panel «Chi saranno gli architetti dell’innovazione tecnologica dei prossimi 10 anni?», dedicato all’evoluzione della formazione universitaria, alle nuove competenze e al rapporto tra ricerca, innovazione e mondo del lavoro.
Al confronto hanno partecipato Elena Maria Baralis, prorettrice del Politecnico di Torino, Silvia Conforto, prorettrice per le politiche relative al trasferimento tecnologico dell’Università Roma Tre, Davide Dattoli, fondatore ed Executive Chairman di Talent Garden, Euclide Della Vista, coordinatore nazionale della filiera ICT degli ITS Academy, Mario Carpentieri, prorettore alla Ricerca del Politecnico di Bari, e Fabio Petroni, Group Leader dell’European Molecular Biology Laboratory di Roma. Nella stessa giornata Alan Baratz, CEO di D-Wave Quantum, sul tema delle opportunità del calcolo quantistico per il sistema industriale italiano.
Nel suo intervento, la Rettrice ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico e la crescente disponibilità di dati stiano trasformando profondamente il modo di produrre, trasmettere e utilizzare la conoscenza, rendendo necessario un ripensamento dei percorsi formativi universitari.
L’università è chiamata non soltanto a trasmettere competenze disciplinari, ma anche a sviluppare la capacità di integrare saperi differenti, affrontare problemi complessi e utilizzare le nuove tecnologie in modo critico ed eticamente responsabile. Un cambiamento che richiede metodologie didattiche innovative, capaci di avvicinare teoria e pratica attraverso laboratori, ricerca e progetti interdisciplinari.
In questa prospettiva si inserisce anche l’istituzione, all’Università dell’Insubria, del Teaching and Learning Center, il centro speciale dedicato alla promozione di approcci formativi innovativi e coerenti con le esigenze di un territorio in continua evoluzione tecnologica.
«Ricerca scientifica e innovazione tecnologica al servizio di una didattica universitaria d’eccellenza» è il principio indicato dalla Rettrice per affrontare la sfida della formazione del futuro, preparando le nuove generazioni non soltanto a utilizzare gli strumenti disponibili, ma anche a governare le tecnologie che verranno.
Venerdì 16 ottobre, alle 13, il Digital Innovation Forum sarà seguito da un appuntamento di particolare rilevanza per il territorio e per l’Università dell’Insubria: l’inaugurazione del Volta B1, il primo quantum annealer industriale d’Italia, dotato di oltre 4.400 qubit superconduttivi e considerato una delle infrastrutture quantistiche più avanzate d’Europa.
La cerimonia è in programma a Villa Saporiti, a Como, con collegamento a Villa Erba, nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della morte di Alessandro Volta.
L’iniziativa rappresenta un’opportunità strategica per lo sviluppo della ricerca scientifica, della formazione avanzata e delle collaborazioni tra università, istituzioni e imprese. In questo contesto si inserisce il contributo dell’Università dell’Insubria, che ha istituito il Centro Alessandro Volta per il Calcolo Quantistico – CAV Insubria, affidandone la direzione scientifica al professor Ugo Moschella, ordinario di Fisica teorica.
Il Centro nasce con l’obiettivo di offrire a ricercatori e giovani studiosi uno spazio dedicato alle attività scientifiche avanzate, allo sviluppo di collaborazioni interdisciplinari e allo studio di nuove applicazioni delle tecnologie quantistiche.
La Rettrice Maria Cristina Pierro ha sottolineato il significato scientifico e formativo dell’iniziativa, evidenziando come il valore di una grande infrastruttura di ricerca non risieda soltanto nella sua capacità tecnologica, ma soprattutto nelle competenze e nelle opportunità che può generare per studenti, dottorandi, ricercatori e partner del territorio.
Il calcolo quantistico e quello ad alte prestazioni potranno favorire l’integrazione tra fisica, chimica, scienze della vita, modelli quantitativi e applicazioni industriali, aprendo nuove prospettive per la soluzione di problemi complessi e lo sviluppo di metodologie innovative.
Le grandi infrastrutture di ricerca devono essere anche grandi infrastrutture formative: è questa la visione che accompagna l’impegno dell’Università dell’Insubria nel campo delle tecnologie quantistiche, con l’obiettivo di contribuire alla crescita scientifica, economica e industriale del territorio e alla competitività dell’Italia nei settori tecnologici di frontiera.
Per l’Università dell’Insubria, la partecipazione al Digital Innovation Forum e il coinvolgimento nel progetto Volta B1 rappresentano due momenti di un percorso comune, che pone al centro la ricerca scientifica, la formazione di nuove competenze e il dialogo con il territorio per affrontare le sfide dell’innovazione.
- Il programma completo è disponibile sul sito del Digital Innovation Forum 2026.