Il Centro di ricerca Smarter dell’Università dell’Insubria è partner scientifico del progetto nazionale «Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili 2023–2026», promosso da Open Fiber ed Enea insieme al Comune di Pitigliano, con il supporto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
Il progetto, presentato il 6 ottobre a Roma a un panel istituzionale di primo piano, ha sviluppato a partire dall’esperienza del borgo Pitigliano un modello di borgo digitale sostenibile ad alto potenziale di scalabilità e replicabilità tecnologica in altri piccoli Comuni, mettendo in relazione la rete Ultra BroadBand (UBB) di Open Fiber, la tecnologia Edge Computing, servizi data-driven e l'Urban Platform V-ERA.
All’interno di questo percorso, il Centro Smarter ha fornito il proprio contributo sul piano della metodologia scientifica, lavorando sia alla fase di assesment del territorio sia alla scalabilità e alla replicabilità del Borgo Digitale. In particolare, è stato utilizzato l’Urban Check-Up Model (Ucum), la metodologia di assesment territoriale sviluppata dal Centro per analizzare e valutare il livello di digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi urbani, individuare le priorità di innovazione ed orientare le amministrazioni nelle scelte di investimento. Il Centro Smarter ha inoltre sviluppato, nell'ambito del progetto, una innovativa metodologia multidimensionale di clusterizzazione dei piccoli comuni italiani, al fine di permettere la scalabilità del progetto pilota nei piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, che rappresentano il 70% del totale.
Il lavoro del Centro Smarter ha assunto una rilevanza che va oltre la sperimentazione di Pitigliano: la metodologia Ucum è stata digitalizzata da City Green Light, partner del progetto, ed integrata nella piattaforma Enea PELL (Public Energy Living LAB) come uno degli strumenti sviluppati da Enea per accompagnare la transizione digitale ed energetica dei territori, ed è oggi proposta ai Comuni come standard di assesment. Il tool Ucum ENEA riporta anche il logo dell’Università dell’Insubria, a testimonianza del contributo scientifico apportato dall’Ateneo.
Per l’Università dell’Insubria si tratta di un risultato che valorizza il rapporto tra ricerca di base e ricerca applicata, mostrando come una metodologia sviluppata all’interno di un centro di ricerca possa tradursi in uno strumento concreto, validato a livello nazional, a supporto delle amministrazioni pubbliche e dei processi di innovazione del territorio.
«Con l’Urban Check-Up Model partiamo da una fotografia del livello di innovazione dei servizi data-driven e dell'adeguatezza del modello gestionale adottato dall'Amministrazione rispetto ai bisogni dei cittadini e agli obiettivi di transizione del Comune, individuando i gap da colmare e le priorità verso cui indirizzare gli investimenti in innovazione. Pitigliano ci ha permesso di sperimentare gli strumenti sviluppati dal Centro Smarter e di costruire - insieme all'econsistema dei partner di progetto - una road map strutturata in quattro fasi, che può essere replicata in molti altri borghi e Unioni di Comuni, accelerando e guidando i percorsi di innovazione digitale dei territori», spiega Roberta Rita Pezzetti, Direttrice scientifica del Centro di ricerca Smarter dell’Università dell’Insubria.
Di seguito in allegato il comunicato stampa diffuso da Open Fiber e il programma dell'evento: