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All’Università dell’Insubria nasce il primo repertorio italiano delle competenze del Consulente di Etica Clinica

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Reato Picozzi
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L’Università degli Studi dell’Insubria ha sviluppato il primo repertorio italiano delle competenze del Consulente di Etica Clinica, uno strumento che definisce in modo sistematico le competenze necessarie per operare nei Servizi di Consulenza Etica Clinica.

Lo studio è stato realizzato da Francesca Reato, principal investigator del progetto, sotto la supervisione di Mario Picozzi, nell’ambito del Dottorato di ricerca in Medicina clinica e sperimentale e Medical Humanities, coordinato nella prima fase da Marco Cosentino e attualmente da Alessandro Squizzato.

Francesca Reato, dipendente di Asst Sette Laghi, svolge la professione infermieristica nella Direzione aziendale delle professioni sanitarie e sociali ed è direttrice delle Attività didattiche professionalizzanti del Corso di laurea in Infermieristica dell’Università dell’Insubria, sede di Varese. Mario Picozzi è professore associato di Bioetica e Medicina legale nel Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita, direttore del Centro di ricerca in etica clinica (Crec) dell’Ateneo e presidente del Gruppo interdisciplinare di bioetica clinica e consulenza etica in ambito sanitario (Gibce).

La ricerca, approvata dal Comitato etico per la ricerca dell’Università dell’Insubria e dal Collegio dei docenti del Dottorato, nasce dalla crescente complessità dell’assistenza sanitaria, che sempre più spesso pone professionisti, persone assistite e familiari di fronte a decisioni caratterizzate da incertezze e conflitti di natura etica.

La consulenza etica clinica supporta l’analisi e la gestione delle questioni valoriali che emergono nel percorso di cura e può essere richiesta da operatori sanitari, persone assistite, familiari o caregiver quando occorre affrontare decisioni particolarmente complesse. Il Consulente di Etica Clinica facilita il confronto tra le parti coinvolte, aiuta a chiarire i valori in gioco e sostiene processi decisionali trasparenti, argomentati e condivisi.

Tra le situazioni affrontate più frequentemente vi sono le decisioni di fine vita, la proporzionalità delle cure, le questioni relative al consenso informato, i conflitti tra professionisti e familiari e i problemi legati all’equa allocazione delle risorse sanitarie.

Il repertorio è stato costruito in coerenza con il Quadro europeo delle qualifiche (Eqf) e il Quadro nazionale delle qualifiche (Nqf). L’obiettivo è contribuire alla definizione di standard condivisi, favorire la professionalizzazione del Consulente di Etica Clinica e sostenere il percorso verso il riconoscimento pubblico della qualifica.

Il lavoro è stato presentato alla comunità scientifica internazionale durante la 20ª International Conference on Clinical Ethics and Consultation, il principale appuntamento mondiale dedicato alla consulenza etica clinica, che si è svolto a Cleveland (Ohio, Stati Uniti) dal 10 al 13 giugno 2026.

L’11 giugno Francesca Reato e Mario Picozzi hanno illustrato il contributo scientifico intitolato Constructing a Repertoire of Technical-Professional and Transversal Competencies for Clinical Ethics Consultants According to the European and Italian Qualifications Frameworks, proponendo un modello innovativo per la qualificazione del Consulente di Etica Clinica e confrontandosi con esperienze e approcci sviluppati in diversi contesti internazionali.

Con questo progetto, l’Università dell’Insubria contribuisce allo sviluppo della consulenza etica clinica in Italia, promuovendo l’integrazione tra ricerca, formazione e pratica clinica e sostenendo la definizione di standard di qualità per i professionisti coinvolti nei processi decisionali in ambito sanitario.

Data ultimo aggiornamento: