Il progetto è incentrato nella Regione transfrontaliera dell’Insubria, in particolare nei territori di Varesotto e Mendrisiotto. Quest’area include siti di grande interesse paesaggistico e culturale, con la presenza di aree protette e siti UNESCO.
La sfida comune che il progetto si propone di affrontare è quella di far riconoscere che le analisi del rischio idrogeologico, con particolare riferimento a fenomeni franosi e instabilità di versante, devono tenere conto contestualmente e in modo operativo da un lato dell’incremento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni stessi, a causa di eventi meteorologici estremi, imputabili al cambiamento climatico, e, dall’altro, degli impatti sempre più gravosi sul patrimonio territoriale esposto e sulle sue forme di fruizione e produzione di valori territoriali.
Il rischio si caratterizza quindi in modo più esplicito come origine di danno e di perdita di risorse, in particolare quelle legate al patrimonio paesaggistico e culturale in quanto tale e per ciò che esso rappresenta per lo sviluppo sostenibile del territorio.
L’obiettivo generale è sviluppare una metodologia interdisciplinare innovativa e strumenti operativi a supporto dei processi decisionali, in grado di migliorare la conoscenza e la gestione del rischio idrogeologico considerando contemporaneamente pericoli, esposizione e vulnerabilità del patrimonio territoriale. Le attese sono per un rafforzamento della resilienza da intendersi in duplice chiave:
- come consolidamento della conoscenza a supporto di una gestione dei rischi idrogeologici più efficace ed efficiente;
- come maggiore consapevolezza della funzione fondamentale di azioni di adattamento per ridurre perdite di valori paesaggistici e culturali non rinnovabili e impatti sullo sviluppo socioeconomico.
Uno dei principali risultati attesi è la realizzazione di due prodotti integrati:
- una metodologia innovativa di analisi del rischio idrogeologico basata su un approccio interdisciplinare;
- uno strumento di monitoraggio di facile utilizzo, inizialmente destinato a operatori esperti (guide dei parchi e dei siti culturali coinvolti nel progetto e volontari di Protezione Civile) e successivamente esteso a un pubblico più ampio tramite attività di formazione e diffusione.
Il progetto si muove su quattro assi principali di azione, che saranno realizzati sul macrosistema territoriale transfrontaliero che presenta non solo importanti omogeneità dal punto di vista fisico, paesaggistico e naturale, ma anche nelle tipologie prevalenti di patrimonio culturale:
- Definizione del pericolo frane, come tipologia di eventi idrogeologici estremamente influenzati dai cambiamenti climatici, per il quale saranno realizzati strumenti conoscitivi e di supporto alla pianificazione;
- Analisi del patrimonio paesaggistico e culturale esposto, che comprende elementi di stima dei valori e del ruolo di risorse la cui perdita o danneggiamento ha impatti significativi anche sullo sviluppo socioeconomico delle comunità locali, considerandone le funzioni d’uso, i principali servizi e infrastrutture ad esso associati, l’indotto per le economie locali ed elementi di accessibilità e mobilità;
- Individuazione di aree interne al territorio di progetto dove sperimentare le attività proposte dal progetto e gli output finali. Si tratta di attività di analisi, di progettazione e anche di intervento mirate a incrementare la salvaguardia del patrimonio esposto.
- Rafforzamento della resilienza degli spazi territoriali e percorsi di Public Engagement e Capacity Building in cui si intende mettere a punto, sperimentare e collaudare la metodologia output del progetto, nell’ambito di un percorso che comprenderà attività di comunicazione e formazione attiva.
Le novità rappresentate dal progetto sono molteplici:
- la scelta di lavorare su una metodologia conoscitiva dei rischi idrogeologici fortemente interdisciplinare;
- lavorare in modo estensivo sul valore e sul ruolo socioeconomico del patrimonio paesaggistico e culturale nell’affrontare aspetti di gestione del rischio e di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici;
- l’affrontare in modo rinnovato il tema del coinvolgimento dei portatori di interesse e delle comunità locali, con un lavoro volto al rafforzamento della consapevolezza sui valori territoriali in gioco e al loro coinvolgimento diretto nelle attività conoscitive.
L’eredità non è più soltanto quella di, pur fondamentali, dati scientifici, metodologie, piani esecutivi e piccoli interventi mirati, ma la comprensione dell’importanza che la partecipazione diretta all’osservazione attiva del proprio patrimonio territoriale, pur guidata, contribuisce a ridurre perdite di valori storici, culturali, identitari e socioeconomici.
RSO 2.4 Promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza
Rafforzamento della resilienza del patrimonio culturale e paesaggistico attraverso strategie conoscitive e operative, strumenti e interventi sul territorio per contrastare in modo più efficace ed efficiente gli impatti dei fenomeni franosi indotti e/o esacerbati dai cambiamenti climatici sul patrimonio stesso e sugli elementi che ne determinano la fruizione, la valorizzazione e l’accessibilità, in modo da ridurre i valori persi a causa di danni e perdite permanenti di risorse non rinnovabili.
Università degli Studi dell’Insubria
- DiSAT
Prof. Alessandro Maria Michetti (Responsabile scientifico)
Prof. Franz Livio
Prof. Andrea Pozzi
Dott.ssa Maria Francesca Ferrario
Dott. Marco Pizza
PhD Student: Maria Cristina Ciapparelli
- DiECO
Prof.ssa Elena Maggi
Prof. Andrea Vezzulli
Dott.ssa Giulia Pesaro
Dott.ssa Chiara Casoli
PhD Student: Irene De Angeli
- Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana - Capofila svizzero (Cantone Ticino)
- Ente Parco regionale Campo dei Fiori (Varese)
- Comunità Montana del Piambello (Varese)
- Fondazione Lombardia per l’Ambiente (Milano)
- Associazione Transnazionale Guide Ufficiali del Monte San Giorgio (Cantone Ticino)
- I Lepontini – Associazione naturalistica e storico-culturale del sud delle Alpi (Cantone Ticino)
- Regione Lombardia (Milano)
- Società Astronomica G.V. Schiaparelli (Varese)
- Riserva della Biosfera "Ticino Val Grande Verbano" (Milano)
- Comunità Montana Valli del Verbano (Varese)
Il progetto RITMO ha preso avvio nel gennaio 2026 e avrà una durata complessiva di 30 mesi.
Le attività sono state ufficialmente inaugurate durante il kickoff meeting dell’11 febbraio 2026, ospitato presso la sede Sant’Abbondio dell’Università degli Studi dell’Insubria a Como. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto e consolidamento del partenariato, oltre che di apertura del progetto agli stakeholder e alla cittadinanza.
- 897.904,55 €
- 80.000 CHF (contributo svizzero)
L’area di progetto coincide con la regione transfrontaliera dell’Insubria, comprendente Varesotto e Mendrisiotto, territori accomunati da caratteristiche paesaggistiche, ambientali e culturali di grande valore. La presenza di aree protette e siti UNESCO rende particolarmente importante la tutela di questo patrimonio, oggi sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Negli ultimi anni, l’aumento di eventi meteorologici estremi – tra cui siccità prolungate, alluvioni e precipitazioni intense – ha determinato una crescita del rischio idrogeologico, con fenomeni di instabilità di versante, frane e colate detritiche che minacciano sia le comunità locali sia il patrimonio culturale e naturale dell’area prealpina. Gli eventi verificatisi tra luglio 2024 e aprile 2025 hanno evidenziato in modo concreto la vulnerabilità del territorio, causando danni significativi a infrastrutture e manufatti.
Il progetto nasce quindi dalla necessità di sviluppare strumenti condivisi per la gestione integrata del rischio, superando il limite amministrativo della frontiera e adottando una visione unitaria del sistema territoriale.
Tra gli elementi innovativi vi sono:
- lo sviluppo di strumenti conoscitivi per una gestione integrale del rischio;
- la possibilità di monitorare l’evoluzione dei fenomeni naturali in relazione ai cambiamenti climatici;
- il coinvolgimento attivo delle comunità locali nelle attività di osservazione e monitoraggio;
- il rafforzamento delle strategie di prevenzione, mitigazione e adattamento climatico.
- Autorità pubbliche locali
- Autorità pubbliche regionali
- Gruppi di interesse e ONG
- Università e organizzazioni di ricerca
- Cittadini
Il progetto prevede la definizione del pericolo frane attraverso la creazione di un database transfrontaliero omogeneo relativo alle aree soggette a instabilità di versante e fenomeni franosi, attivi o potenziali. Verranno inoltre analizzati i cambiamenti climatici e lo storico degli eventi verificatisi nell’area di studio.
Sulla base di tali dati sarà sviluppato un sistema empirico di suscettibilità a frana, costruito utilizzando diversi predittori territoriali (pendenza, esposizione, uso del suolo, spessore del suolo), successivamente integrato con la mappatura dei beni culturali per ottenere mappe di rischio.
Il progetto analizzerà inoltre esposizione, vulnerabilità e impatti socioeconomici del patrimonio paesaggistico e culturale, valutando le possibili perdite in termini di conservazione, accessibilità, fruizione turistica e valore territoriale.
Sono previste attività pilota in aree particolarmente esposte al rischio idrogeologico, tra cui:
- il Villaggio Cagnola di Varese;
- il bacino del Torrente Trallo nella Comunità Montana del Piambello.
In tali contesti saranno progettati e realizzati interventi mirati di consolidamento e riduzione della vulnerabilità.
Un ulteriore elemento centrale sarà la realizzazione di uno strumento partecipato di monitoraggio, semplice da utilizzare e destinato inizialmente a operatori esperti e successivamente a cittadini e soggetti territoriali coinvolti, attraverso attività di formazione e capacity building.
Il progetto produrrà contenuti interdisciplinari innovativi e strumenti operativi a supporto della gestione del rischio idrogeologico e della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
Tra i principali risultati attesi:
- realizzazione del database multidisciplinare “Landslide Hub”;
- definizione di linee guida per strategie locali di adattamento e prevenzione;
- costruzione di un quadro conoscitivo sugli elementi esposti;
- sviluppo di una metodologia sperimentale per la stima del danno potenziale;
- mappatura e analisi del rischio frane;
- progettazione e realizzazione di interventi nei casi studio individuati;
- aggiornamento di strumenti e banche dati esistenti.
Il progetto prevede inoltre numerose attività formative rivolte a differenti target:
- formazione di tecnici ed esperti per le attività di monitoraggio territoriale;
- formazione dei cittadini per favorire la partecipazione attiva alle attività di osservazione del rischio;
- attività didattiche per le scuole dedicate ai temi del rischio idrogeologico e della prevenzione.
La collaborazione tra università, enti territoriali e associazioni coinvolte consentirà di consolidare nel tempo le attività sviluppate dal progetto, favorendo la continuità delle azioni di monitoraggio, sperimentazione e divulgazione anche oltre la conclusione delle attività progettuali.
Il progetto punta non solo alla produzione di dati e strumenti tecnici, ma anche alla costruzione di una partecipazione attiva delle comunità locali nella conoscenza, osservazione e tutela del patrimonio territoriale. Pertanto sono previste diverse iniziative specifiche dedicate al coinvolgimento degli stakeholder territoriali e della cittadinanza, con un approccio orientato al Public Engagement e alla Citizen Science.
In particolare sono previsti:
- Primo Evento RITMO
Villaggio Cagnola (Varese, località Rasa)
Sede Parco Regionale Campo dei Fiori (Brinzio)
16 giugno 2026
Evento dedicato al dialogo e al confronto sulle principali sfide ambientali affrontate dal progetto, rivolto a Pubbliche Amministrazioni, gestori di aree protette e organizzazioni del terzo settore.
L’iniziativa include attività di capacity building e formazione sul monitoraggio attivo e partecipato, con il coinvolgimento delle organizzazioni associate e degli stakeholder locali.
Comunicato stampa
- Secondo Evento RITMO
Periodo 5 (mesi 17–20)
Evento intermedio finalizzato alla presentazione dei risultati preliminari e dello stato di avanzamento del progetto, rivolto a Pubbliche Amministrazioni, gestori di aree protette e organizzazioni del terzo settore.
L’incontro rafforza le attività di capacity building attraverso sessioni formative dedicate al monitoraggio attivo e partecipato e momenti di confronto con gli stakeholder territoriali.
- Evento Finale RITMO
Periodo 8 (mesi 29–30)
Evento conclusivo dedicato alla presentazione dei risultati finali del progetto e delle opportunità di replicabilità e trasferibilità transfrontaliera delle azioni sviluppate.
L’iniziativa coinvolge reti europee, stakeholder locali e partner istituzionali, promuovendo un confronto sul mantenimento dei risultati, sulla continuità del monitoraggio attivo e sul rafforzamento delle capacità degli attori territoriali.
- Meeting delle Riserve della Biosfera UNESCO
Periodo 7 (mesi 25–28)
Organizzazione Meeting di 3 giorni nella Riserva MAB Ticino Valgrande Verbano, con invito alle Riserve della Biosfera UNESCO e agli stakeholder, per presentare e disseminare i risultati di progetto con atti dei seminari, restituzione delle idee, soluzioni, report finale per la sostenibilità futura.
- Aree pilota: Percorsi partecipativi per la conoscenza e la resilienza del territorio
Organizzazione di attività aperte alla cittadinanza, inerenti le aree pilota, per sensibilizzare, formare e coinvolgere le comunità locali sui temi del rischio idrogeologico, della tutela del patrimonio territoriale e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
- Attività di produzione e diffusione di contenuti informativi e multimediali
L’attività prevede la realizzazione di contenuti informativi e strumenti di supporto rivolti a Pubbliche Amministrazioni, enti gestori e associazioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico e culturale. Questi materiali rafforzano la loro capacità di diffondere conoscenza e sensibilizzare i cittadini, ampliando la portata comunicativa del progetto attraverso i canali istituzionali e associativi. A completamento, l’attività include la produzione di contenuti multimediali, come video e reportage fotografici, finalizzati a documentare le iniziative di coinvolgimento degli stakeholder e a promuovere una maggiore consapevolezza nella popolazione sui temi affrontati dal progetto.
- Attività didattiche e visite guidate per le scuole
L’attività prevede la realizzazione di percorsi didattici rivolti alle scuole, con l’obiettivo di divulgare in modo semplice ed efficace i temi legati al rischio idrogeologico e alle principali modalità di gestione e prevenzione.
A queste iniziative si affiancano visite guidate, in contesto transfrontaliero e con il supporto delle associazioni partner, pensate per favorire il senso di appartenenza al territorio, mostrare sul campo gli aspetti trattati dal progetto e permettere alla cittadinanza di sperimentare direttamente le soluzioni sviluppate nei luoghi reali.
In questa sezione saranno inseriti lo stato di avanzamento del progetto e i risultati raggiunti.
Operazione cofinanziata dall’Unione Europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato italiano, Fondo di Rotazione, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Svizzera.