Anche l’Università degli Studi dell’Insubria ricorda Franco Zecchillo, tenente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, vittima dello schianto dell’elicottero in Bosnia.
Classe 1961, tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare all’Ospedale di Legnano, si trovava nel Paese balcanico in qualità di ausiliario dell’Esercito italiano nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea, che fornisce supporto e addestramento ai militari bosniaci.
Tenente della Croce Rossa dal 1990, Zecchillo aveva maturato una grande esperienza nelle attività di soccorso e negli interventi in situazioni di emergenza. Autore di numerose pubblicazioni, aveva tenuto diversi corsi ed era stato relatore di numerose tesi di laurea all’Università degli Studi dell’Insubria.
A nome della comunità accademica e della rettrice Maria Cristina Pierro, il professor Roberto De Ponti, ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università dell’Insubria e direttore della Cardiologia 1 dell’Asst Sette Laghi di Varese, ne ricorda il contributo professionale e umano.
«Apprendiamo con sorpresa e sgomento la prematura scomparsa di Franco Zecchillo a seguito dell’incidente aereo in Bosnia. Franco era un tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, una professione spesso poco conosciuta. Aveva dedicato la sua vita al lavoro di tecnico perfusionista nella sala operatoria di cardiochirurgia, gestendo la circolazione extracorporea attraverso una macchina che mantiene in vita il paziente durante gli interventi cardiochirurgici, quando il cuore viene fermato.
Per anni aveva insegnato con dedizione e passione nel nostro Ateneo, nell’ambito del corso di Metodi e tecniche di ecocardiografia del corso di laurea in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare. Con la sua esperienza e le sue competenze aveva formato generazioni di studenti, contribuendo a estendere l’impiego del tecnico perfusionista anche in ambito diagnostico cardiologico, in risposta alle esigenze del mondo sanitario.
Amato dagli studenti, era per loro anche un punto di riferimento nell’orientamento durante il percorso universitario. Il pensionamento non aveva fermato il suo spirito attivo: aveva continuato a impegnarsi in ambito ordinistico e nel volontariato con la Croce Rossa Italiana.
Il destino ha voluto che proprio in quest’ultimo ambito la sua vita avesse una tragica conclusione. La sua scomparsa prematura non cancellerà il ricordo di una persona che è stata riferimento e guida per tanti ex studenti, oggi professionisti e a loro volta docenti, né la stima di tutto il corpo docente e la gratitudine per il servizio che Franco ha svolto per il nostro Ateneo».