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Carcere, rieducazione e diritti: un convegno e una mostra fotografica il 19 ottobre nel Chiostro di Sant’Abbondio a Como

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Guardare al carcere attraverso gli occhi di chi lo vive, interrogarsi sul significato della pena e sulle possibilità concrete di rieducazione, riflettere sulle condizioni di fragilità delle persone detenute e sul ruolo delle istituzioni e della società civile. Sono i temi al centro del convegno «Le istanze rieducative nel sistema penitenziario italiano tra risorse scarse, stigma sociale e il pericolo di vittimizzazione secondaria. La casa circondariale di Como vista con gli occhi di chi la abita», in programma lunedì 19 ottobre a Como, dalle 10 alle 16 nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio, organizzato dal Dipartimento di Diritto economia e culture dell’Università dell’Insubria.

L’iniziativa riunirà docenti, ricercatori, rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria, operatori del diritto e del terzo settore per approfondire il rapporto tra il principio costituzionale della finalità rieducativa della pena e le difficoltà della sua applicazione concreta, tra scarsità di risorse, sovraffollamento, stigma sociale e situazioni di particolare vulnerabilità.

Il convegno sarà anche l’occasione per inaugurare una mostra ospitata dal 19 ottobre al 19 novembre nel Chiostro di Sant’Abbondio, che riunirà opere fotografiche e testimonianze realizzate nell’ambito di due progetti sviluppati con le persone detenute della Casa circondariale di Como: «Corpi riflessi» e «Bassone: quale umanità?».

La giornata si aprirà alle 10 con i saluti istituzionali di Giuseppe Colangelo, direttore del Dipartimento di Diritto economia e culture dell’Università dell’Insubria. Seguirà la presentazione del convegno e della mostra a cura di Giulia Barone, ricercatrice di Diritto processuale penale dell’Ateneo. La prima sessione, in programma dalle 10.30 alle 12.30, sarà dedicata a «Il principio rieducativo della pena tra utopia e realtà» e sarà presieduta da Stefano Marcolini, professore ordinario di Diritto processuale penale dell’Università dell’Insubria.

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Interverranno Thomas Di Candia, avvocato del Foro di Busto Arsizio e PhD dell’Università dell’Insubria, con un approfondimento sull’attuazione del principio rieducativo nella legislazione penitenziaria, Martino Villani, del Csv Insubria, e Maria Trimarchi, dirigente dell’Ufficio di esecuzione penale esterna distrettuale di Como, sul rapporto tra scarsità di risorse e percorsi rieducativi. Il confronto proseguirà con Beppe Nessi e Zef Karaci, della Caritas di Como, che porteranno una riflessione sulla vita all’interno della Casa circondariale del Bassone, e con Francesco Picozzi, dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, che affronterà il tema del sovraffollamento carcerario.

Dalle 13.30 alle 15, la seconda sessione sarà dedicata a «Tratta di esseri umani, identità di genere e detenzione: profili di vulnerabilità, tutela e trattamento penitenziario», sotto la presidenza di Chiara Perini, professoressa ordinaria di Diritto penale dell’Università dell’Insubria. Sara Bianca Taverriti, ricercatrice di Diritto penale dell’Insubria, e Tiziana Bianchini, della Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, approfondiranno la duplice condizione delle persone autrici di reato e vittime di tratta, tra esigenze di protezione, non punibilità e rischio di vittimizzazione secondaria. Laura Castegnaro, della Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, e Carmela Rusciano, funzionaria e mediatrice culturale, presenteranno il progetto «Corpi riflessi», dedicato alla particolare condizione delle detenute transgender. Sofia Ciuffoletti, ricercatrice dell’Università di Firenze, affronterà invece il rapporto tra trattamento rieducativo e questioni di genere.

Dalle 15 alle 16 è prevista la tavola rotonda conclusiva «La rieducazione del condannato: una sinfonia tra istituzioni e società civile», coordinata da Gilda Ripamonti, ricercatrice di Diritto penale all’Università dell’Insubria e Garante dei diritti dei detenuti di Como. Parteciperanno Benedetta Rossi, magistrata di sorveglianza dell’Ufficio di Varese, Rossella Padula, del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Lombardia, Roberta Galati, direttrice della Casa circondariale di Como, Maria Manzella, comandante della struttura, e fra Ferdinando Genetti, cappellano della Casa circondariale. L’obiettivo è mettere a confronto esperienze e responsabilità differenti per riflettere sulle possibilità di costruire percorsi rieducativi capaci di coinvolgere non soltanto l’amministrazione penitenziaria, ma anche le istituzioni e le realtà sociali del territorio.

Accanto al convegno, dal 19 ottobre al 19 novembre 2026 il Chiostro di Sant’Abbondio ospiterà una mostra che riunisce due progetti artistici e fotografici realizzati con il coinvolgimento delle persone detenute della Casa circondariale di Como.

La prima rassegna, «Corpi riflessi», presenta opere fotografiche realizzate da alcune detenute transgender nell’ambito di un laboratorio artistico sulla consapevolezza del corpo, coordinato dalla Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione. Il progetto nasce con l’obiettivo di prevenire la vittimizzazione secondaria delle donne vittime di tratta e offrire uno spazio di espressione e riflessione sulla propria identità. Attraverso immagini e parole, le opere compongono un racconto collettivo che intreccia l’esperienza della detenzione, il rapporto con il proprio corpo e il desiderio di riappropriarsi della propria identità e dei propri diritti.

«Bassone: quale umanità?» è invece una rassegna composta da 24 pannelli realizzati nella primavera del 2024 dalla Caritas di Como, in collaborazione con il «Settimanale della Diocesi», la scuola di falegnameria di Cometa e uno storico studio grafico comasco, come contributo di riflessione per il Giubileo 2025 «Pellegrini di speranza». Una parte delle immagini proviene dalla mostra fotografica realizzata circa dodici anni fa nell’ambito del progetto «Click ti racconto», nato per mostrare ai familiari delle persone detenute la quotidianità all’interno del Bassone. A queste si aggiungono fotografie più recenti, che contribuiscono a restituire uno sguardo sulla vita e sulle esperienze di chi abita la struttura penitenziaria comasca.

Le due esposizioni, riunite in un unico percorso, invitano il pubblico a osservare il carcere da una prospettiva diversa, attraverso immagini e testimonianze che mettono al centro le persone, le loro storie e la loro dignità.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.30, nel Chiostro di Sant’Abbondio, in via Sant’Abbondio 12 a Como.

Il coordinamento scientifico del convegno è affidato a Giulia Barone, Stefano Marcolini e Gilda Ripamonti dell’Università dell’Insubria. La mostra congiunta è curata da Laura Castegnaro e Beppe Nessi. Il convegno è accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Como e dà diritto al riconoscimento di 6 crediti formativi in materia ordinaria.

Per altre informazioni: [email protected]

 

(Nelle immagini, due fotografie della mostra)

Data ultimo aggiornamento: