Salta al contenuto principale

Progetto VHisGeo: finanziamento europeo a Maddalena Napolitani per uno studio sulla cultura visiva delle scienze geologiche tra Europa e Giappone

Data di pubblicazione:
Immagine notizia
Immagine
Progetto VHisGeo
Paragrafo

L'Università dell'Insubria ottiene per la prima volta, in qualità di coordinatore, una Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Global Fellowship, finanziamento europeo dedicato alla promozione dell'eccellenza nella ricerca attraverso attività svolte in Europa e in Paesi extraeuropei. Il riconoscimento è stato assegnato alla ricercatrice Maddalena Napolitani per il progetto VHisGeo – Visual Histories of Geological Sciences and Technology. Mining Imagery across Europe and Japan in the Long Nineteenth Century, presentato con la supervisione del professor Ezio Vaccari.

Il progetto ha ottenuto dalla Commissione europea un finanziamento di 385mila euro, per una durata complessiva di 36 mesi. Le attività saranno coordinate dal Centro di Ricerca sulla Storia della Montagna, della Cultura Materiale e delle Scienze della Terra, presso il Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate (DiSTA), diretto dal professor Alberto Coen Porisini.

Immagine
Maddalena Napolitani con colleghi giapponesi

Le attività di ricerca, avviate a settembre 2026 e previste fino a settembre 2029, si svolgeranno in Italia, Francia e soprattutto in Giappone, dove saranno coordinate anche dal professor Nobumichi Ariga dell'Università Hitotsubashi di Tokyo, in qualità di associated coordinator.

«VHisGeo intende realizzare il primo studio comparativo della cultura visiva delle scienze geologiche in Europa e Giappone tra la fine del Settecento e l'inizio del Novecento – spiega Maddalena Napolitani –. Ci occuperemo di un campo di ricerca frammentato, in cui gli studi europei sono locali e solitamente si concludono prima del 1850, mentre gli studi giapponesi sulla cultura visiva dell'attività mineraria rimangono poco conosciuti all'estero. Analizzando gli emaki giapponesi – rotoli illustrati che spesso mostrano lavori sotterranei – insieme a immagini europee, dai trattati geologici illustrati francesi agli allestimenti espositivi (come le mostre industriali internazionali e dell'era Meiji), il progetto esplorerà contrasti e parallelismi nella visualizzazione delle scienze geologiche. Inoltre, definirà e digitalizzerà un corpus di fonti, ricostruirà i loro contesti di produzione e ricezione e ne traccerà i modelli di circolazione».

Immagine
Emaki giapponesi

«Il progetto combina storia della scienza, geoscienze e iconografia in un quadro transdisciplinare – aggiunge il professor Ezio Vaccari – e presenta una duplice innovazione, comparativa e metodologica, che colma una significativa lacuna storiografica».

La comunicazione dei risultati, oltre alle pubblicazioni scientifiche, comprenderà mostre tematiche e la partecipazione a eventi culturali, con l'obiettivo di evidenziare come le immagini abbiano plasmato la conoscenza scientifica e la percezione pubblica della Terra, offrendo al contempo una prospettiva storica agli attuali dibattiti sulla sostenibilità ambientale e sul patrimonio geologico.

Data ultimo aggiornamento: