Un percorso attraverso cinque secoli di storia per comprendere migrazioni, lavoro, sfruttamento e cittadinanza in una prospettiva globale. La Fondazione ISEC di Milano, in collaborazione con l’Università dell’Insubria, organizza il corso di formazione «L’Italia delle migrazioni nelle dinamiche globali. Tra lavoro libero e lavoro forzato dall’età moderna al presente», rivolto ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Il corso nasce con l’obiettivo di approfondire la dimensione storica dei processi di globalizzazione e di offrire agli insegnanti strumenti, fonti e spunti metodologici utili alla progettazione di percorsi didattici interdisciplinari. Al centro delle lezioni ci sarà il rapporto tra mobilità delle persone, lavoro libero e lavoro forzato, osservato lungo un arco temporale che dall’età moderna arriva fino al presente.
Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dell’Italia e degli italiani nella costruzione dell’economia globale. La penisola sarà analizzata sia come territorio di partenza, inserito nelle grandi correnti migratorie internazionali, sia, nella storia più recente, come luogo di arrivo e di impiego della manodopera migrante. Il percorso affronterà anche il coinvolgimento di operatori e reti italiane nell’organizzazione e nel trasporto di lavoratori sottoposti a forme di coercizione lungo le rotte tra Africa, Americhe e Asia, mettendo in evidenza quanto, nel corso della storia, il confine tra lavoro libero e lavoro forzato sia stato mutevole e controverso.
Il corso, gratuito e interamente online, si articola in cinque incontri, in programma tra novembre e dicembre 2026.
Ad aprire il percorso, giovedì 12 novembre dalle 16.30 alle 18, sarà Federica Morelli, di FBK-ISIG, con una lezione dedicata a «Libertà e coercizione nella storia del lavoro». Lunedì 16 novembre, sempre dalle 16.30 alle 18, Catia Brilli, dell’Università dell’Insubria e di FBK-ISIG, affronterà il tema «Lavoro libero e schiavitù nella storia delle diaspore italiane di età moderna».
Il terzo appuntamento è previsto giovedì 26 novembre, con Matteo Sanfilippo, dell’Università della Tuscia e del Centro Studi Emigrazione Roma, che parlerà di «Lavoro e migrazioni italiane dall’Unità a oggi». Mercoledì 2 dicembre sarà invece la volta di Simona Berhe, dell’Università di Firenze, con l'intervento «Colonialismo e lavoro: gli italiani in Africa». A chiudere il ciclo, giovedì 10 dicembre, sarà Giovanni Ferrarese, del CNR, con una lezione dedicata a «Il caporalato in Italia dal secondo dopoguerra a oggi». Tutti gli incontri si svolgeranno dalle 16.30 alle 18.
Il offre ai docenti strumenti da utilizzare anche nell’insegnamento della storia e dell’educazione civica, favorendo una riflessione sui rapporti tra migrazione, diritti, sfruttamento del lavoro e cittadinanza. L’obiettivo formativo è leggere il fenomeno migratorio nella lunga durata e collocare la storia italiana all’interno delle dinamiche globali del lavoro, interrogandosi anche sui confini, spesso incerti, tra libertà e coercizione nel passato e nel presente.
Il progetto scientifico è curato da Giorgio Bigatti, della Fondazione ISEC, e da Catia Brilli, dell’Università dell’Insubria e di FBK-ISIG.
Per iscriversi al corso è necessario scrivere all’indirizzo [email protected], indicando nella richiesta il titolo del percorso: «L’Italia delle migrazioni nelle dinamiche globali. Tra lavoro libero e lavoro forzato dall’età moderna al presente».