Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026: all’Università dell’Insubria cresce la presenza femminile e l’occupazione post-laurea

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È stato presentato mercoledì 11 febbraio 2026 il Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026, l’indagine annuale che analizza differenze e tendenze di genere nei percorsi universitari e negli esiti occupazionali delle laureate e dei laureati degli atenei italiani, offrendo un quadro aggiornato su scelte formative, performance negli studi e inserimento nel mercato del lavoro.

Di seguito sono riportati i principali dati relativi all’Università dell’Insubria.

SCELTE FORMATIVE, ESPERIENZE DURANTE GLI STUDI E PERFORMANCE DI STUDIO DI LAUREATE E LAUREATI 2024

I laureati 2024 dell’Università dell'Insubria sono complessivamente pari a 2.261 (si tratta di 1.585 laureati di primo livello, 390 magistrali biennali e 286 a ciclo unico). La componente femminile è complessivamente pari al 56,0%: 54,8% nei percorsi di laurea di primo livello, 52,1% in quelli magistrali biennali e 67,8% nei percorsi di laurea a ciclo unico (sul complesso dei laureati, il valore è pari a 59,9%: 59,4% nei percorsi di laurea di primo livello, 57,8% in quelli magistrali biennali e 69,4% nei percorsi di laurea a ciclo unico).

Il 21,3% delle donne ha almeno un genitore laureato, -3,8 punti percentuali rispetto al 25,1% degli uomini (sul complesso dei laureati, i valori sono pari a 29,7% tra le donne e 36,0% tra gli uomini, con un differenziale in punti percentuali pari a -6,3).

Mettendo in relazione il percorso di studio dei laureati con quello dei genitori, è possibile individuare il fenomeno dell’“ereditarietà” del titolo di laurea, ossia la quota di laureati che conseguono il titolo nello stesso gruppo disciplinare di uno dei genitori. Limitando l’analisi ai soli laureati a ciclo unico con almeno un genitore laureato, emerge che ottengono il titolo nello stesso gruppo disciplinare di uno dei genitori il 27,8% delle donne, -2,5 punti percentuali rispetto al 30,3% degli uomini (sul complesso dei laureati, i valori sono pari a 33,2% tra le donne e 45,2% tra gli uomini, con un differenziale in punti percentuali pari a -12,0).

Per quanto riguarda il percorso pre-universitario, è in possesso di un diploma liceale (classico, scientifico, linguistico, …) il 62,3% delle donne e il 48,8% degli uomini, con un differenziale pari a +13,5 punti percentuali (sul complesso dei laureati, i valori sono pari a 77,9% e 65,6% rispettivamente, con un differenziale in punti percentuali pari a +12,3).

Durante gli studi universitari, laureate e laureati possono arricchire il proprio bagaglio formativo attraverso diverse esperienze, tra cui il tirocinio curriculare: tra i laureati del 2024 dell'Università dell'Insubria il 60,6% delle donne ha svolto questa esperienza, con un differenziale di +7,6 punti percentuali rispetto al 53,0% degli uomini (sul complesso dei laureati i valori sono rispettivamente pari a 64,7% e 55,3%, con un differenziale pari a +9,4 punti percentuali).

In termini di regolarità negli studi, la quota di laureati in corso (ossia di coloro che conseguono il titolo nei tempi previsti dagli ordinamenti) è pari a 65,8% tra le donne e 57,0% tra gli uomini, con un differenziale pari a +8,8 punti percentuali (sul complesso dei laureati tali valori sono, rispettivamente, pari a 60,9% e 55,4%, con un differenziale di +5,5 punti percentuali).

ESITI OCCUPAZIONALI DI LAUREATE E LAUREATI

I laureati di secondo livello del 2019 dell'Università dell'Insubria contattati a cinque anni dal titolo sono 492 (di cui 224 magistrali biennali e 268 magistrali a ciclo unico).

Il tasso di occupazione è pari al 96,1% tra le donne, +1,5 punti percentuali rispetto al 94,6% osservato tra gli uomini (sul complesso dei laureati, i valori sono pari all’88,2% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini, con un differenziale pari a -3,7 punti percentuali).

Anche rispetto ad alcune caratteristiche del lavoro svolto si evidenziano delle differenze di genere. A un lustro dal titolo il 15,1% delle donne e il 17,2% degli uomini svolge un’attività in proprio (sul complesso dei laureati le quote sono rispettivamente pari a 14,7% e 15,8%), il 43,8% delle donne e il 33,3% degli uomini ha un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato (rispettivamente 52,1% e 57,8% sul complesso dei laureati), mentre il 6,8% delle donne e il 4,6% degli uomini ha un contratto a tempo determinato (sul totale i valori sono rispettivamente pari a 16,4% e 9,6%).

È naturale che queste differenze siano legate anche alle diverse scelte professionali maturate da uomini e donne. Il settore pubblico assorbe il 45,2% delle donne e il 51,7% degli uomini, con un differenziale pari a -6,5 punti percentuali (sul complesso dei laureati, la quota di occupati in tale settore è pari al 41,2% tra le donne e il 31,3% tra gli uomini, evidenziando un differenziale di +9,9 punti).

Le differenze di genere si confermano anche dal punto di vista retributivo: a cinque anni dal titolo, le donne dichiarano di percepire 2.065 euro netti mensili, rispetto ai 2.177 euro degli uomini (sul complesso dei laureati, le retribuzioni sono pari a 1.722 euro mensili netti per le donne e 2.012 euro per gli uomini).

LAUREATE E LAUREATI NEI PERCORSI STEM

Focalizzando l’attenzione sulle discipline di studio in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) tra i laureati del 2024 dell'Università dell'Insubria la componente femminile è il 41,6%; sul complesso dei laureati STEM tale quota è pari a 41,1%.

Tra coloro che hanno genitori laureati, conseguono la laurea nel medesimo ambito disciplinare di uno dei genitori il 23,4% delle donne e il 7,5% degli uomini (sono rispettivamente il 17,9% e il 16,3% sul complesso dei laureati STEM).

L’Indagine sulla Condizione occupazionale a cinque anni dal conseguimento del titolo di secondo livello dei laureati dell'Università dell'Insubria mostra elevati livelli occupazionali: tra i laureati STEM il tasso di occupazione è pari all’89,3% per le donne e al 91,7% per gli uomini, con un differenziale di -2,4 punti percentuali (sul complesso dei laureati STEM, i valori sono rispettivamente pari a 91,1% e 94,8%, con un differenziale pari a -3,7 punti percentuali).

Tra i laureati STEM la retribuzione mensile netta è, in media, pari a 1.930 euro tra le donne e 2.182 euro tra gli uomini (sul complesso dei laureati STEM, le retribuzioni sono rispettivamente pari a 1.842 euro e 2.125 euro).

In termini di caratteristiche del lavoro svolto, tra i laureati STEM svolge un’attività in proprio il 4,0% delle donne e il 18,2% degli uomini; i contratti alle dipendenze a tempo indeterminato riguardano invece il 60,0% delle donne e il 45,5% degli uomini, mentre i contratti alle dipendenze a tempo determinato riguardano, rispettivamente, il 20,0% e il 18,2%. Sul complesso dei laureati STEM, l’attività in proprio coinvolge il 16,7% delle donne e il 12,8% degli uomini, il contratto di lavoro a tempo indeterminato è maggiormente diffuso tra gli uomini (68,8% rispetto al 55,0% osservato tra le donne), mentre il lavoro a tempo determinato caratterizza in maggior misura la componente femminile (12,5% rispetto al 7,1% osservato tra gli uomini).

Data ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2026