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L'Insubria ha ospitato il Congresso SIP-Lo 2026 dedicato a giovani e salute, con focus sulle nuove forme di disagio, il digitale, le dipendenze e la continuità delle cure

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La salute mentale di adolescenti e giovani adulti sta attraversando una fase di profonda trasformazione, con quadri clinici sempre più complessi e bisogni che richiedono nuove modalità di diagnosi, presa in carico e continuità delle cure. È stato questo il tema al centro del Congresso SIP-Lo 2026 «Hot Topics in Salute Mentale», che si è svolto giovedì 1° ottobre nell’Aula Magna Granero Porati dell’Università degli Studi dell’Insubria, a Varese.

L’appuntamento, organizzato dalla Sezione Regionale Lombarda della Società Italiana di Psichiatria (SIP-Lo), ha riunito specialisti, ricercatori e operatori sanitari per confrontarsi sulle nuove sfide poste dalla salute mentale nelle fasi dell’adolescenza e della prima età adulta. L’obiettivo è stato mettere in relazione competenze diverse e favorire una maggiore integrazione tra servizi e professionisti coinvolti nella presa in carico dei giovani.

Negli ultimi anni la letteratura scientifica internazionale ha evidenziato non soltanto un aumento della prevalenza di disturbi emotivi e comportamentali, ma anche l’emergere di quadri clinici caratterizzati da una crescente complessità. Vulnerabilità individuali, fattori neurobiologici, contesti relazionali e condizioni sociali si intrecciano infatti in modo sempre più stretto, mentre le tradizionali categorie diagnostiche appaiono talvolta insufficienti a descrivere percorsi evolutivi caratterizzati da manifestazioni eterogenee e mutevoli.

In questo scenario, un ruolo sempre più rilevante è assunto dall’ecosistema digitale. Gli ambienti online non rappresentano soltanto lo sfondo delle esperienze dei giovani, ma possono influenzare processi di sviluppo, costruzione dell’identità, qualità delle relazioni e modalità di espressione del disagio psicologico. Particolare attenzione è rivolta all’esposizione a contenuti potenzialmente dannosi e ai meccanismi algoritmici che possono amplificarne la diffusione, soprattutto tra i giovani più vulnerabili.

Parallelamente, clinici e ricercatori osservano condizioni caratterizzate da disregolazione emotiva, comportamenti autolesivi, crisi comportamentali, utilizzo di nuove sostanze psicoattive e forme di sofferenza collocate all’intersezione tra psicopatologia, neurosviluppo e contesto ambientale. Cresce inoltre l’attenzione verso fattori trasversali quali sonno, metabolismo, infiammazione, relazioni familiari e continuità delle cure nel determinare gli esiti di salute mentale lungo le traiettorie evolutive.

«La salute mentale dei giovani ci pone davanti a bisogni nuovi, spesso complessi e trasversali, che richiedono di superare risposte frammentate. Il Congresso di Varese vuole essere uno spazio concreto di confronto per costruire linguaggi comuni e percorsi integrati tra i diversi servizi coinvolti nella presa in carico», ha sottolineato Giovanni Migliarese, presidente SIP-Lo.

Di fronte a questa evoluzione, la sfida riguarda quindi anche l’organizzazione dei servizi. Sempre più importante diventa la costruzione di percorsi integrati capaci di mettere in relazione Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psichiatria, Pediatria, servizi per le dipendenze, emergenza-urgenza, famiglie, scuola e territorio, favorendo l’intercettazione precoce del disagio, la continuità assistenziale e interventi personalizzati.

Il programma del Congresso ha affrontato le nuove traiettorie psicopatologiche dell’adolescenza e della giovane età adulta, le esotossicosi e le nuove sostanze psicoattive, i disturbi del neurosviluppo e le criticità emergenti nei contesti di urgenza. Ampio spazio è stato dedicato inoltre al ruolo delle famiglie, all’integrazione tra Neuropsichiatria Infantile, Psichiatria, Pediatria, SerD e servizi dell’emergenza, nonché all’impatto del digitale sullo sviluppo cerebrale e sulla costruzione dell’identità.

Una parte dei lavori è stata dedicata alla discussione di casi clinici complessi, con l’obiettivo di tradurre il confronto scientifico in indicazioni utili per la pratica clinica e organizzativa.

«La sfida non è soltanto riconoscere fenomeni clinici che cambiano, ma organizzare servizi capaci di intercettarli precocemente e accompagnare i giovani senza discontinuità nei passaggi più delicati. La società scientifica può contribuire mettendo in relazione competenze ed esperienze e favorendo proposte condivise», ha evidenziato Bernardo Dell’Osso, professore ordinario di Psichiatria dell’Università Statale di Milano e presidente eletto SIP-Lo.

La scelta dell’Università degli Studi dell’Insubria come sede del Congresso ha sottolineato il valore del dialogo tra ricerca, formazione, assistenza sanitaria e territorio.

«Ospitare in Ateneo il Congresso SIP-Lo significa aprire l’Università al confronto con i professionisti, i servizi e le realtà che ogni giorno incontrano il disagio dei giovani e delle loro famiglie. Come docente dell’Università dell’Insubria e responsabile scientifica dell’iniziativa, considero particolarmente importante che formazione, ricerca e pratica clinica dialoghino con il territorio per promuovere prevenzione, intercettazione precoce e continuità delle cure», ha dichiarato Camilla Callegari, professoressa ordinaria di Psichiatria dell’Università degli Studi dell’Insubria e componente del Direttivo SIP-Lo.

 

(Nella fotografia, da sinistra: Giovanni Migliarese, Camilla Callegari e Bernardo Dell'Osso)

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