Al via il progetto Ritmo, per lo studio dei rischi idrogeologici e la salvaguardia del patrimonio culturale dell’Insubria

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È stato presentato mercoledì 11 febbraio «Ritmo - Rischi idrogeologici e cambiamenti climatici: salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale nel territorio montano dell’Insubria», progetto finanziato nell'ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, e cofinanziato dall’Unione europea, dallo Stato italiano, dalla Confederazione elvetica e dal Canton Ticino L’iniziativa coinvolge università, enti di ricerca e realtà territoriali di entrambi i Paesi.

Capofila del progetto sono l’Università dell’Insubria per l’Italia e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana per la Svizzera. Tra i partner figurano il Parco regionale Campo dei Fiori, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, la Comunità Montana del Piambello, l’Associazione Transnazionale Guide Ufficiali del Monte San Giorgio e l’Associazione naturalistica e storico-culturale del sud delle Alpi “I Lepontini”.

Ritmo si concentra sull’area transfrontaliera dell’Insubria, in particolare nei territori di Varesotto e Mendrisiotto, un’area di grande valore paesaggistico e culturale che comprende aree protette e siti Unesco, nonché la Riserva della Biosfera Unesco Ticino Val Grande Verbano.

Il progetto punta a definire i rischi idrogeologici, con un focus sia sulla valutazione dei fenomeni franosi e delle instabilità di versante sia sul patrimonio culturale e paesaggistico potenzialmente esposto. Obiettivo generale è la realizzazione di un nuovo strumento multidisciplinare per migliorare la conoscenza di tali rischi, in un contesto particolarmente vulnerabile a eventi meteorologici e idrogeologici estremi rafforzati dal cambiamento climatico.

La partnership permetterà di verificare l’efficacia di questo nuovo strumento direttamente su due scenari del territorio, il primo nel Parco Campo dei Fiori, in particolare su Villaggio Cagnola di proprietà dell’Ente; e il secondo sull’asta del Torrente Trallo, nella Comunità Montana del Piambello.

La definizione del rischio frane sarà raggiunta attraverso l’analisi della pericolosità e la costruzione di scenari evolutivi, mediante la cartografia delle frane presenti sul territorio e l’integrazione dei dati già disponibili con quelli raccolti attraverso indagini mirate.

«Il progetto Ritmo nasce con l’obiettivo di rappresentare uno strumento scientifico avanzato per accrescere la conoscenza e la consapevolezza sul rischio frane in un territorio vulnerabile e densamente popolato come quello dell’Insubria. Si tratta di un’area che, purtroppo, negli ultimi anni è stata interessata da eventi di forte impatto, anche in relazione agli effetti del cambiamento climatico, come dimostrano gli episodi che hanno colpito il Varesotto e il Comasco o in questi giorni il Centro-sud della nostra Penisola. Ritmo, tuttavia, non vuole essere un prodotto statico destinato a rimanere chiuso in un cassetto. Al contrario, intende diventare un’occasione concreta di dialogo e confronto continuo con la popolazione locale, promuovendo partecipazione, consapevolezza e responsabilità condivisa. Per questo motivo il partenariato riunisce realtà territoriali altamente competenti in materia e associazioni che, al termine del progetto, saranno chiamate a raccoglierne e valorizzarne l’eredità» - dichiara Alessandro Maria Michetti, professore ordinario dell’Università dell’Insubria e coordinatore del progetto.

Rilevanti saranno altresì le attività di formazione, informazione, monitoraggio attivo e coinvolgimento dei portatori di interesse finalizzate al rafforzamento della resilienza degli spazi territoriali in un’ottica di un adattamento proattivo ai cambiamenti climatici. 

Data ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2026