Martedì 31 marzo alle ore 9.30, nella Sala Conferenze del Collegio Carlo Cattaneo dell’Università dell’Insubria, a Varese, si terrà un evento informativo dedicato al progetto Interreg SAI «Salvaguardia Aquae Insubriae. Salvaguardare i laghi, proteggere la vita: innovazione e natura in azione».
L’incontro sarà l’occasione per presentare gli obiettivi dell’iniziativa e il contributo dei partner italiani e svizzeri coinvolti nel progetto, nato per tutelare la qualità delle acque dei laghi insubrici, Maggiore e Lugano-Ceresio, attraverso un sistema di monitoraggio innovativo basato su tecnologie automatiche e open source.
Coordinato da Ats Insubria in collaborazione con Supsi, il progetto si sviluppa secondo l’approccio One Health, integrando il controllo delle acque balneabili e potabili, della fauna ittica e della resistenza antimicrobica, con l’obiettivo di proteggere l’ecosistema, la salute pubblica e il benessere umano. La progettualità punta inoltre a promuovere una gestione condivisa e coordinata delle risorse ambientali, valorizzando le competenze scientifiche e tecniche dei partner: Ats Insubria, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, Laboratorio cantonale del Dipartimento della sanità e della socialità del Canton Ticino, Università degli Studi dell’Insubria e Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna.
Da gennaio 2026, per l’Università dell’Insubria partecipa al progetto il Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita. Il contributo scientifico dell’Ateneo è affidato all’Unità di ricerca in Biotecnologie microbiche, coordinata dalla professoressa Flavia Marinelli, che studierà le comunità microbiche presenti nelle acque lacustri attraverso approcci di isolamento e metagenomica.
In particolare, i ricercatori analizzeranno il cosiddetto resistome ambientale, cioè l’insieme dei geni microbici responsabili della resistenza agli antibiotici e della loro diffusione nell’ambiente acquatico. I dati raccolti saranno integrati con le analisi sulla presenza di antibiotici, Pfas e altri contaminanti chimici condotte dagli altri partner del progetto.
La dimensione transfrontaliera dei laghi insubrici rende indispensabile una collaborazione stretta tra Italia e Svizzera. Il progetto SAI coinvolge inoltre il Dipartimento della sanità e della socialità del Canton Ticino e Izsler, con un finanziamento complessivo di oltre 880mila euro e una durata di 30 mesi.
La partecipazione dell’Ateneo a SAI si inserisce nel più ampio impegno del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita in progetti di ricerca europei, nazionali e regionali dedicati alla protezione della biodiversità, agli effetti del cambiamento climatico su animali, piante e microrganismi e allo studio dell’antibiotico-resistenza, temi strategici per la sostenibilità e la salute dei territori.
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