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Lingue d’origine, scuole ereditarie e comunità: all’Insubria due giornate di confronto sulle nuove realtà linguistiche in Italia

Quando:
Dal al , 9.30 - 12.30
Argomento: Didattica e formazione, Ricerca e innovazione
Destinatari: Futuri studenti, Studenti, Laureati, Enti e imprese, Personale
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lingue-ereditarie

Giovedì 1° e venerdì 2 ottobre l’Università dell’Insubria ospita nella sede di Sant’Abbondio, a Como, le «Giornate di studio sulle lingue e scuole ereditarie in Italia», due incontri dedicati alle lingue d’origine, alle pratiche linguistiche delle comunità migranti e alle esperienze delle scuole ereditarie presenti sul territorio italiano. 

L’appuntamento rientra nelle attività del Centro di Ricerca sulle Minoranze (CERM), afferente al Dipartimento di Scienze teoriche e applicate di Ateneo. I lavori si svolgeranno nell’aula S.0.5 di via Sant’Abbondio 12. 

La prima giornata, giovedì 1° ottobre, si apre alle 9.30 con i saluti istituzionali di Alberto Coen Porisini, direttore del Dipartimento di Scienze teoriche e applicate, seguiti dall’introduzione di Daniele Brigadoi Cologna dell’Università dell’Insubria. Il programma scientifico prende il via con Francesca Moro, dell’Università di Napoli L’Orientale, che parlerà del tagalog come lingua ereditaria, soffermandosi sui mutamenti sintattici e lessicali. A seguire Lino Panzeri, dell’Università dell’Insubria, affronterà il tema della possibile tutela giuridica delle lingue ereditarie nella prospettiva italiana. 

Dopo la pausa, Olga Irimciuc dell’Università dell’Insubria approfondirà politiche e pratiche dell’insegnamento del romeno in Lombardia; Giada De Luca, dell’Università di Pavia, presenterà un confronto tra le pratiche linguistiche della comunità Habesha a Bologna e in provincia di Teramo; Rosalba Nodari, dell’Università di Siena, illustrerà invece le strategie di valorizzazione della lingua d’origine nella comunità bengalese di Arezzo. 

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà in particolare sulle comunità sinofone e sui percorsi educativi transnazionali. Tommaso Pellin, dell’Università di Bologna, interverrà sul rapporto tra scuola italiana e scuola cinese nell’educazione dei giovani sinodiscendenti; Andrea Scibetta e Davide Francolino, dell’Università per Stranieri di Siena, parleranno della didattica del cinese a studenti transnazionali tra Italia e Cina. Seguirà l’intervento della ricercatrice indipendente Albana Muco, dedicato all’albanofonia e alle scuole ereditarie in Italia. La giornata si concluderà con gli interventi di studentesse e studenti del corso di laurea in Scienze della mediazione interlinguistica e interculturale dell’Università dell’Insubria. 

La seconda giornata, venerdì 2 ottobre, sarà introdotta alle 9.30 da Paola Bocale dell’Università dell’Insubria. Daniele Brigadoi Cologna proporrà quindi una riflessione sul rapporto tra scuola italiana e scuole ereditarie e sulle prospettive di una possibile svolta transculturale. Il confronto proseguirà attraverso le esperienze concrete di diverse realtà attive sul territorio: la Scuola ucraina Solomiya Krushelnytska di Milano, la Scuola bulgara P. Yavorov di Milano, il Centro Intercultura Cinese e Italiana di Como, la Prima scuola cinese di Milano e MIX Italy Associazione culturale di Milano. La discussione conclusiva è prevista alle 12. 

Le due giornate mettono così in dialogo studio linguistico, dimensione educativa, tutela giuridica e pratiche delle comunità, offrendo uno spazio di confronto tra università, scuole, associazioni e studenti sul ruolo che le lingue ereditarie assumono nei contesti plurilingui contemporanei.

Il comitato scientifico e organizzativo è composto dai docenti Alessandra Barotto, Chiara Bertulessi, Paola Bocale, Daniele Brigadoi Cologna, Ilaria Fiorentini e Lino Panzeri.

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