La moda non è soltanto una questione di stile, ma anche uno specchio dei cambiamenti della società e delle conquiste dei diritti. È questo il filo conduttore di «Vestire la libertà. Moda, diritto e emancipazione femminile», la terza edizione dei «Martedì della moda», promossa dal Museo della Seta di Como in collaborazione con l'Università dell'Insubria, la Cattedra Unesco sui diritti delle donne e la Città Creativa Unesco.
Dopo il primo appuntamento dedicato ai pantaloni, la rassegna prosegue martedì 3 novembre con «La rivoluzione sopra il ginocchio: la minigonna tra emancipazione e stereotipi», in programma al Museo della Seta, in via Castelnuovo 9 a Como, dalle 18 alle 19.
Relatrice sarà Barbara Pozzo, professoressa ordinaria di Diritto privato comparato all'Università dell'Insubria, titolare della Cattedra Unesco «Gender Equality and Women's Rights in the Multicultural Society» e Accademica dei Lincei.
Simbolo di trasformazione culturale e di emancipazione femminile, la minigonna ha segnato profondamente l'immaginario collettivo, diventando anche un elemento centrale nel dibattito sulla libertà delle donne, sugli stereotipi e sulle convenzioni sociali.
L'incontro offrirà l'occasione per approfondire il rapporto tra abbigliamento e autodeterminazione, mostrando come un capo di moda possa assumere significati che vanno oltre la dimensione estetica e diventare espressione delle tensioni e dei cambiamenti che attraversano la società.
Attraverso questo percorso, la rassegna invita a osservare la storia del costume da una prospettiva giuridica e culturale, mettendo in relazione le trasformazioni della moda con l'evoluzione del ruolo delle donne e dei loro diritti.
Il ciclo si concluderà il 1° dicembre con un incontro dedicato al bikini, alla morale e alla rappresentazione del corpo femminile.
L'appuntamento è aperto al pubblico e si concluderà con uno spazio dedicato alle domande e al confronto con la relatrice.