Il 4 e 5 dicembre l’Università dell’Insubria ospita un appuntamento internazionale dedicato a una ferita storica che continua a interrogare il presente: il convegno dal titolo «Le “syndrome algérien”. Enjeux littéraires, mémoriels et politiques d’un passé qui ne passe pas».
Le due giornate si svolgeranno a Varese, nell’aula magna di via Ravasi e nella sala Risorgimento di Villa Mirabello, e riuniranno una ventina di ricercatrici e ricercatori provenienti da Italia, Francia, Polonia e Algeria. L’iniziativa, organizzata dal professor Fabio Libasci del Dipartimento di Scienze umane e dell'innovazione per il territorio, Disuit, Università dell'Insubria, e dalla professoressa Barbara Sommovigo dell’Università di Pisa, punta a esplorare le persistenze del passato coloniale algero-francese nelle scritture letterarie, nelle narrazioni memoriali e nelle dinamiche politiche contemporanee.
Dalla “décennie noire” agli spettri postcoloniali, dalle voci femminili ai romanzi noir, i panel si addentrano in un paesaggio complesso, dove la memoria non smette di bussare e la letteratura diventa dispositivo critico, archivio emotivo e terreno di confronto civile.