Università degli studi dell'Insubria

Insubria sempre più presente in Europa: cresciute del 50 per cento le domande Erasmus

Sono 447 gli studenti pronti a partire per un’esperienza all’estero; i corsi di laurea più richiesti sono Ingegneria e Chimica
Venerdì, 5 Aprile 2019
Giorgi Zamperetti a Kyoto

C’è grande soddisfazione all’Università dell’Insubria per gli ottimi risultati delle iscrizioni al programma Erasmus: chiuso il bando, i numeri mostrano un balzo in avanti che sfiora il 50 per cento. Sono ben 447 gli studenti, rispetto ai 301 del 2018, che hanno chiesto di trascorrere un periodo di studio o tirocinio Erasmus in una delle molte università europee consorziate con l’Insubria, che mette a disposizione borse che arrivano fino a 700 euro al mese, decisamente al di sopra rispetto ad altri atenei.

D’altro canto lo sviluppo dell’internazionalizzazione è un punto prioritario del programma del rettore Angelo Tagliabue e del prorettore Stefano Serra Capizzano, che hanno affidato questa importante delega a Giorgio Zamperetti, ordinario a Giurisprudenza e promotore di iniziative internazionali di successo, nonché di viaggi studio per gli studenti migliori (dopo il Giappone, gli Stati Uniti e la Cina, quest’anno la meta è la Russia).

I corsi di laurea che hanno avuto il maggiore incremento di iscrizioni Erasmus sono: per primi Ingegneria e Chimica (+ 140%), poi Giurisprudenza (+ 73%), Informatica (+ 71%) e Scienze della comunicazione (+ 70%). Anche Medicina ed Economia, che già partivano già da livelli significativi, registrano un discreto incremento (+ 25% circa).

Da segnalare il quasi raddoppio dell’Erasmus Traineeship (da 32 a 59 domande, + 85%), destinato a chi vuole non studiare ma svolgere un tirocinio professionale all’estero: quest’anno tra le mete è stata aggiunta anche la Svizzera, paese non coperto dai finanziamenti dell’Unione Europea e del cui costo si è fatto interamente carico l’Ateneo, interessato a gettare ponti nella vicina Confederazione.

Commenta Giorgio Zamperetti, supportato nella campagna motivazionale dall’Ufficio Internazionale e dalla Comunicazione: «Aver sfiorato un +50 per cento ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta, con iniziative mirate come gli affollatissimi Erasmus Days o il sostegno alla neonata associazione studentesca degli Insubria Erasmus Angels. Ma questi risultati devono essere per noi un punto di partenza per numeri ancora più importanti. Sono lieto che i ragazzi abbiano compreso il mio messaggio: la cosa peggiore è restare immobili».

E conclude Zamperetti: «Nella sana competizione tra tutti gli atenei in vista delle iscrizioni per il prossimo anno accademico abbiamo oggi un dato in più da offrire ai maturandi: scegliere l’Insubria vuol dire entrare in un ateneo che offre a tutti la reale possibilità di svolgere una parte degli studi all’estero con il nostro pieno sostegno finanziario. Partire, si badi, per poi tornare, perché le 7,3 imprese per km/q presenti nel territorio hanno bisogno dei nostri laureati, capitale umano imprescindibile per un duraturo successo imprenditoriale».

Ultima modifica: Venerdì, 5 Aprile, 2019 - 14:21