Un anno di pandemia: dopo 650mila ore di lezione online, dal 22 febbraio si torna in aula con la web app

Giovedì, 18 Febbraio 2021
infermieri

A un anno esatto dall’annuncio della chiusura degli atenei per l’emergenza Covid19, da lunedì 22 febbraio sono nuovamente consentite le lezioni in presenza per alcuni insegnamenti del primo anno dei corsi di laurea triennali e magistrali, salvo nuove e diverse indicazioni legate all’evoluzione della pandemia.

Il graduale ritorno alla normalità è regolato da un rigoroso protocollo di sicurezza. I posti disponibili nelle aule sono distanziati e limitati numericamente ed è necessario prenotarli con la nuova web app Student Booking di Cineca, che consente di accedere al calendario delle lezioni e scegliere quella di interesse. Ma è comunque assicurata la didattica a distanza per tutti i corsi del secondo semestre ed è anche già in programma per venerdì 9 aprile la seconda edizione dell’open day online.

In questo anno di pandemia sono notevoli i numeri registrati dall’Insubria sul web, numeri resi possibili e monitorati dai Servizi Informatici dell’ateneo, che ha anche agevolato gli studenti più in difficoltà distribuendo 1411 schede telefoniche Tim per la connessione.

Google Analytics restituisce una linea costante tra i 4 e gli 8.000 utenti connessi nei mesi di regolare attività accademica, con punte che sfiorano i 10.000, per un totale di quasi 2.000.700 sessioni di lavoro e oltre 18 milioni di visualizzazioni della piattaforma E-learning. Quasi 650mila le ore impiegate in video time su Microsoft Teams per lezioni, live event e seminari e circa 46.000 gli esami sostenuti a distanza.

Un capitolo a sé per la XX Stagione musicale in streaming: i concerti annullati durante il lockdown sono stati riproposti in diretta Facebook, totalizzando sinora circa dieci ore di ottima musica seguite da più di mille ascoltatori per ogni appuntamento e fruibili sempre online.

Questi numeri, che raccontano un’Insubria in crescita, sono confermati dai dati classici: i nuovi immatricolati sono 4.192, su un totale di 12.444 studenti, nell’ordine più 1 e più 3 per cento rispetto all’anno accademico 2019-2020.

E durante la pandemia l’ateneo ha raggiunto anche un altro traguardo significativo: con 2046 nuovi laureati, ha superato la quota di 30.000 dottori proclamati dal 1998, anno della sua fondazione. Una popolazione di ex studenti premiata nel mondo del lavoro, con percentuali di impiego ben retribuito che, secondo l’ultima indagine Almalaurea, sono intorno all’85 per cento, nettamente superiori rispetto alle medie nazionali.

Una giornata particolarmente significativa è stata quella del 14 marzo 2020, quando nove nuovi infermieri si sono laureati con una seduta molto particolare al collegio Cattaneo di Varese, a porte chiuse: docenti e studenti hanno indossato le mascherine di protezione e rispettato le distanze, consapevoli delle nuove responsabilità imposte dall’emergenza Coronavirus e, nel contempo, dell’importanza di dare il proprio contributo. È stata di fatto l’ultima laurea in presenza del lockdown e la fotografia dei nostri infermieri è diventata un simbolo della battaglia contro il virus.

Sul fronte della ricerca scientifica, sono trenta i progetti dell’Università dell’Insubria per lo sviluppo di collaborazioni per l’identificazione di terapie e sistemi di diagnostica, protezione e analisi per contrastare il Coronavirus e altre emergenze virali del futuro. Tra gli enti finanziatori, Regione Lombardia, i ministeri dell’Università e della ricerca, dello Sviluppo economico e della Salute.

Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi hanno promosso per esempio lo «Studio prospettico osservazionale multicentrico per l’Identificazione di fattori di Rischio prognostici in fase acuta e post-acuta nei Pazienti affetti da polmonite da SARS-CoV-2». Per il progetto internazionale Essence, sono stati destinati all’Insubria 350mila euro per il settore di ricerca coordinato dal professor Cristiano Termine per lo studio e la creazione di app volte a contrastare l’isolamento di anziani e bambini costretti ad assistenza e istruzione domiciliare a causa del virus.

 

(Nella fotografia, l’immagine simbolo dei nove infermieri che si sono laureati in presenza il 14 marzo 2020 a Varese, nel rispetto delle norme anti-Covid)

Autore: Ufficio Stampa
Ultima modifica: Sabato, 20 Febbraio, 2021 - 10:56