STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO

A.A. di erogazione 2017/2018
Insegnamento obbligatorio

Laurea Magistrale Ciclo Unico 5 anni in GIURISPRUDENZA
 (A.A. 2015/2016)
Anno di corso: 
3
Tipologia di insegnamento: 
Base
Sede: 
Como - Sant'Abbondio
Settore disciplinare: 
STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO (IUS/19)
Crediti: 
9
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' frontale: 
55

Il corso intende analizzare il fenomeno giuridico nella sua dimensione storica, al fine di far comprendere agli studenti che lo strumentario tecnico attualmente in uso è frutto di una tradizione europea più che millenaria. L’attenzione sarà focalizzata dapprima sull’evoluzione del pensiero giuridico e delle fonti dal tardo impero romano fino al Settecento, e poi sulle origini della codificazione penale, sia sostanziale che processuale, nel contesto europeo. Per quanto riguarda il profilo sostanziale, il corso si collega all’insegnamento di diritto penale.

Oltre alla propedeuticità degli esami di Istituzioni di diritto privato e di Diritto costituzionale, è essenziale la conoscenza dei fondamenti del diritto penale, acquisibili nel corso di Diritto penale svolto nello stesso semestre.

Il corso si apre con un breve sguardo d’insieme sul diritto dell’alto medioevo, essenzialmente consuetudinario, con cenni ai regni romano-germanici, all’ordinamento feudale, alle istituzioni e al diritto della Chiesa, la quale, nata all’interno dell’Impero, viene via via a porsi come entità distinta e poi anche contrapposta ad esso. Si accenna poi alla rinascita economica e culturale che si sviluppa nei secoli XI e XII, con l’organizzazione dei Comuni cittadini e di altre forme associative all’interno di essi, con la creazione delle Università e con il sorgere dei primi stati monarchici. In questo clima rinnovato si “riscoprono” i testi giustinianei, il cui studio viene affrontato prima dai Glossatori, che vedono il Corpus iuris come un “libro caduto dal cielo”, e in seguito dai Commentatori, che con le loro approfondite analisi preparano le sistematizzazioni successive; con i giuristi dotti inizia anche l’attività consiliare, di supporto alla prassi giudiziaria e alle allegazioni degli avvocati. Un approccio del tutto diverso agli stessi testi è quello della Scuola Culta, che, sulla scia del pensiero umanistico, mira a ricostruire nella sua originaria purezza il diritto romano classico. L’affermarsi dei regimi assoluti porta con sé una tendenza dei sovrani ad accentrare in sè il potere legislativo e il potere giurisdizionale attraverso l’istituzione dei cosiddetti “Grandi Tribunali”, la cui giurisprudenza condiziona l’applicazione del diritto all’interno dei vari Stati. Nel frattempo fioriscono e si diffondono le idee del giusnaturalismo, che vengono poi ulteriormente sviluppate dagli illuministi e aprono nuovi orizzonti con riflessi di grande rilievo soprattutto nel campo penale, sostanziale e processuale, ponendo le basi dei principi su cui tuttora si fondano i sistemi giuridici del mondo occidentale. In tale campo eccelle, in particolare, il pensiero di Cesare Beccaria, che tanta influenza avrà sulle riforme successive, sia dei sovrani illuminati (come Maria Teresa d’Austria, i suoi figli, Giuseppe II e Pietro Leopoldo, e suo nipote Francesco II, o come Federico II di Prussia), sia dei rivoluzionari francesi. La disamina delle innovazioni legislative penalistiche, sia sostanziali che processuali, germogliate in questo fecondo periodo culminerà con le vicende dell’epoca napoleonica, analizzate tanto sul fronte francese quanto su quello italiano.

Il corso si svolge nel primo semestre attraverso 55 ore di lezioni frontali (corrispondenti ai 9 crediti formativi previsti per la materia) arricchite e integrate da materiali didattici forniti a lezione o inseriti nella piattaforma e-learning (brani del diritto giustinianeo, dei testi dei glossatori, dei commentari di Bartolo da Sassoferrato e di Baldo degli Ubaldi, dei consilia, dei trattati, delle decisioni dei Grandi Tribunali, delle compilazioni legislative settecentesche; per la parte penale, numerosi capitoli di “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, gli articoli più rilevanti della Constitutio Criminalis Theresiana, della Leopoldina, della Giuseppina, della Franciscana, del progetto lombardo del 1790-92, dei codici rivoluzionari francesi e dei codici napoleonici). Su alcuni di questi materiali viene richiesta agli studenti una lettura preventiva autonoma e la preparazione di un commento, al fine di stimolare le capacità critiche di ciascuno e favorire una discussione in aula che sviluppi le abilità comunicative.
Il corso potrà essere integrato dall’approfondimento di determinati temi ad opera di docenti di altri Atenei, che, a titolo gratuito, contribuiscano, con seminari o conferenze, ad un ampliamento delle nozioni di base.

L’apprendimento è costantemente monitorato all’inizio di ciascuna lezione, in cui vengono richiamati, in forma dialogica tra la docente e gli studenti, i concetti fondamentali analizzati nella lezione precedente, con possibilità da parte degli studenti di chiedere chiarimenti e dare spunto ad eventuali approfondimenti. Tutti gli studenti sono invitati a partecipare, anche per acquisire la capacità di parlare dinanzi ad un uditorio. Al termine del corso, la verifica finale si svolge dinanzi alla Commissione accreditata presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture mediante un esame finale orale sull’intero programma, con attribuzione del voto in trentesimi; le modalità di interrogazione seguono il metodo del ‘cono rovesciato’, muovendo da una domanda di carattere generale per poi passare a domande di taglio e contenuto più specifici, al fine di accertare l’acquisizione delle conoscenze richieste (70%) e di valutare le abilità comunicative (10%), il corretto uso dei termini tecnico-giuridici (10%), l’organizzazione logica e ordinata del discorso (10%), rispettoso della concatenazione degli eventi e consapevole dell’evoluzione storica dei principi e degli istituti, ma non scevro da collegamenti e raffronti atti a dimostrare il grado di assimilazione del materiale studiato.

I testi consigliati sono differenti per i frequentanti e per i non frequentanti:
Per i frequentanti:
Adriano CAVANNA, Storia del diritto moderno in Europa. Le fonti e il pensiero giuridico, vol. 2, Milano, Giuffrè, 2005, ISBN 88-14-11860-4, limitatamente alle parti qui di seguito indicate: Storia dell’Europa e del diritto: pp. 13-32; Le origini dell’idea di codificazione: pp. 33-68; Il tribunale della ragione: pp. 69-87; Montesquieu: pp. 117-135; L’Enciclopedia: pp. 136-138; Voltaire: pp. 139-157; Rousseau: pp. 158-167; Lumi lunari: pp. 174-189; Lumi solari: pp. 190-222; Area russa: pp. 225-228; Area prussiana: pp. 229-251; Area austriaca: pp. 253-256 (§ 1: La politica riformistica di Maria Teresa); pp. 260-263 (§ 3 A: Il riformismo di Giuseppe II); pp. 292-335; Leopoldina: pp. 337-358; Progetto lombardo: pp. 359-392; La Francia, pp. 395-430; 438-439 (§ 3 B: La Costituzione civile del clero); pp. 474-514; pp. 527-529 (§ 2: La restaurazione post-termidoriana); pp. 534-539 (§ 4 B: Nel diritto penale; § 5: Dall’illusione al disincanto); pp. 542-544 (§ 6 B: La divulgazione del pensiero di Jeremy Bentham); pp. 553-555 (§ 1: Napoleone, il ceto dei giuristi); pp. 590-606.
Per gli argomenti svolti a lezione che non trovano riscontro sul testo indicato, saranno predisposte delle schede sulla piattaforma e-learning consultabile sul sito dell’Università.
Per i non frequentanti:
Adriano CAVANNA, Storia del diritto moderno in Europa. Le fonti e il pensiero giuridico, vol. 1, Milano, Giuffrè, 1982, ISBN 88-14-03192-4, tutto.

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A.A. 2016/2017

Anno di corso: 3
Curriculum: PERCORSO COMUNE

A.A. 2015/2016

Anno di corso: 3
Curriculum: PERCORSO COMUNE

A.A. 2014/2015

Anno di corso: 3
Curriculum: PERCORSO COMUNE