Università degli studi dell'Insubria

ECONOMIA MONETARIA/MONETARY ECONOMICS

A.A. di erogazione 2013/2014

Laurea Magistrale in ECONOMIA E DIRITTO DI IMPRESA
 (A.A. 2012/2013)
Anno di corso: 
2
Tipologia di insegnamento: 
Caratterizzante
Settore disciplinare: 
ECONOMIA POLITICA (SECS-P/01)
Crediti: 
6
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' frontale: 
40
Dettaglio ore: 
Lezione (40 ore)

Mod.1 L’obiettivo del corso è quello di fornire un contributo alla comprensione degli effetti economici delle imposte , con particolare attenzione al contesto istituzionale italiano.

Economia delle Istituzioni
Mod. 2 Economia Monetaria e Creditizia
Il corso è dedicato all’analisi del ruolo della finanza e delle istituzioni finanziarie ed è diviso in due parti. La prima parte considera: i) la relazione tra moneta, credito e finanza; ii) la spiegazione della presenza delle istituzioni finanziarie; iii) la relazione tra finanza e sviluppo economico. La seconda parte analizza le spiegazioni delle cause della recente crisi finanziaria che ha provocato la più pesante crisi economica dopo la Grande Depressione degli anni ’30.

Prerequisiti: 

Mod.1 nessuno
Mod.2 Aver sostenuto gli esame di Microeconomia e di Macroeconomia

Mod.1
L’obiettivo del corso è quello di fornire un contributo alla comprensione degli effetti economici delle imposte , con particolare attenzione al contesto istituzionale italiano. Il corso è organizzato in tre moduli: effetti delle imposte; imposte e imprese; imposte e redistribuzione.
Le imposte modificano le risorse nella disponibilità degli agenti economici e i prezzi relativi dei fattori. Attraverso questi due canali possono determinare impatti anche significativi in termini di efficienza ed equità. La prima parte del corso introduce i metodi e gli strumenti per svolgere un’analisi degli effetti delle imposte nelle moderne economie, con particolare attenzione alle caratteristiche di incidenza delle imposte, e agli effetti delle imposte sull’efficienza economica.
Il secondo modulo è invece dedicato all’analisi della tassazione delle attività d’impresa, con particolare enfasi sulla tassazione delle società di capitali. E’ questo uno degli strumenti impositivi più importanti nei sistemi tributari moderni, non tanto per l’entità del gettito, quanto per gli effetti in termini di condizionamento delle scelte delle imprese. Per tali ragioni, questo strumento è oggetto di particolare interesse da parte degli studiosi, i quali mirano ad individuare forme compatibili con gli obiettivi ed i principi su cui si fondano gli Stati moderni. Il modulo analizza in particolare le interferenze del sistema fiscale nel processo decisionale delle imprese con specifico riferimento alle scelte di distribuzione degli utili, di investimento e di finanziamento. Il quadro analitico entro il quale sarà sviluppata l’analisi rappresenta uno strumento adeguato per interpretare le riforme della tassazione dei redditi d’impresa introdotte nel nostro paese a partire dalla fine degli anni Novanta.
Nelle società moderne lo Stato ha il potere di modificare la distribuzione del reddito operata dal mercato e lo esercita utilizzando una molteplicità di strumenti. Il terzo modulo è orientato allo studio delle imposte come strumento di attuazione degli obiettivi redistributivi perseguiti dall’intervento pubblico. Dopo una presentazione dei principali indicatori statistici comunemente utilizzati, l’attenzione sarà concentrata sull’impatto redistributivo dell’imposta personale sul reddito, in particolare nel sistema tributario italiano.

Mod.2
1. Finanza e sviluppo economico secondo la teoria neoclassica
a) Le decisioni finanziarie fondamentali
b) Il ruolo della finanza secondo la teoria neoclassica
c) Mercato della moneta e mercato del credito secondo la teoria neoclassica.
d) Intermediari finanziari e asimmetrie informative
e) La finanza come fattore di sviluppo economico.

2. Le conseguenze dell’impiego di una moneta bancaria
a) Il dibattito Cannan-Schumpeter circa la natura della moneta bancaria
b) Hicks e le tre fasi dell’evoluzione del sistema bancario
c) Wicksell e la distinzione tra tasso naturale di interesse e tasso di interesse monetario.

3. La teoria Keynesiana del credito e delle istituzioni finanziarie
a) La natura monetaria del tasso di interesse: la teoria della preferenza per la liquidità.
b) Moneta bancaria e credito nell’analisi di Keynes: la relazione tra moneta, decisioni di investimento e incertezza.

4. La relazione tra struttura finanziaria e sviluppo economico
a- L’analisi di Schumpeter
b- Un approccio Keynes-Schumpeter
c- Sistemi finanziari basati sulle banche e sistemi finanziari basati sul mercato: l’analisi di Rajan e Zingales

5. Speculazione e crisi finanziarie
a) Speculazione e intraprendenza nell’analisi di Keynes
b) La crisi dei mutui subprime e il ruolo della finanza
c) La crisi dei mutui subprime e la politica monetaria americana.
d) La BCE e la crisi.

Mod.2
. Finanza e sviluppo secondo la teoria neoclassica
-B.McCallum: Monetary Economics, Macmillan, 1989, pp. 25-30.
-M. Pagano: Financial markets and growth, European Economic Review, 37, pp. 613-622, 1993.
- Y. Chou: Modelling financial innovation and economic growth: why the financial sector matters to real economy, Journal of Economic Education, 2007, winter, pp. 78-89.
-R. Merton, Z. Bodie: Design of financial systems: towards a synthesis of function and structure, Journal of investment management, vol. 3, n.1, pp. 1-23, 2005.

2. Le conseguenze dell’impiego di una moneta bancaria
-E.Cannan: The meaning of bank deposits, Economica, 1921, Jan., pp. 28-36
-J.Schumpeter: Bank credit and the ‘creation’ of deposits, History of Economic Theory, pp. 1110-1117, 1954.
-J. Hicks: Una teoria della storia economica, Utet 1971, pp. 108-111.
-BCE, Il tasso di interesse reale naturale nell’area dell’euro, Bollettino Mensile, 2004, maggio

3. La teoria keynesiana del credito e delle istituzioni finanziarie
J.M.Keynes: A monetary theory of production, 1933. C.W. vol. XIII, pp.408-411.
J.M.Keynes: The distinction between a co-operative economy and an entrepreneur economy, 1933, C.W. vol. XXIX, pp. 76-87.
J.M.Keynes: La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936, cap. 13, La teoria generale del tasso d i interesse.
-M.Arcelli: L’economia monetaria e la politica monetaria dell’unione europea., Cedam, nona edizione, 2007, cap. 7, La domanda di moneta quale fondo di valore, pp. 165-190.
-G.Bertocco: The role of credit in a keynesian monetary economy, Review of Political Economy, 17, 4, pp. 489-511, 2005.

4. La relazione tra struttura finanziaria e sviluppo economico
- R.Rajan, L. Zingales Salvare il capitalismo dai capitalisti, Einaudi 2004, capp.1-5.
-G.Bertocco: The characteristics of a monetary economy: a Keynes-Schumpeter approach, Cambridge Journal of Economics, 31, 1, pp.101-122, 2007.
-G.Bertocco: Finance and development: is Schumpeter’s analysis still relevant?, Journal of Banking and Finance,32, pp. 1161-1175, 2008.

5. Speculazione e crisi finanziarie
-J.M.Keynes: La Teoria generale del reddito, dell’occupazione e della moneta, 1936, cap. 12, Lo stato dell’aspettativa a lungo termine.
-S.Rossi: Miseria e nobiltà della finanza, Il Mulino, 6, dicembre 2008, pp.1055-1065.
-G.Tabellini: Idee e regole per il mondo dopo la tempesta. Il Sole 24 ore 7-5-2009.
-G.Tabellini: Il mondo ritorna a correre L’Italia non si fermi. Il Sole 24 ore 24-6-2009.
P.Krugman: Gli errori degli economisti, Internazionale, 18 settembre 2009, pp.30-39.
-J. B. Taylor: Fuori Strada. Come lo Stato ha causato, prolungato e aggravato la crisi finanziaria. IBL libri, 2009; cap. 1: Cosa ha causato la crisi finanziaria, pp. 25-38.
-B.Bernanke: Monetary policy and housing bubble, speech at the annual meeting of the AEA, January, 3, 2010.
-BCE, La risposta della BCE alla crisi finanziaria, BCE bollettino mensile, ottobre 2010, pp. 61-77.