Università degli studi dell'Insubria

DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE

A.A. di erogazione 2018/2019
Insegnamento obbligatorio

 (A.A. 2018/2019)
Anno di corso: 
1
Tipologia di insegnamento: 
Caratterizzante
Settore disciplinare: 
DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE (M-PED/03)
Crediti: 
1
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' frontale: 
12
Dettaglio ore: 
Lezione (12 ore)

La professione di educatore comporta la responsabilità di progettare e realizzare l’insieme degli interventi educativi finalizzati allo sviluppo globale della persona e ad una positiva integrazione sociale dei soggetti. Pertanto l’educatore svolge un’azione tesa a promuovere le condizioni psicologiche, relazionali ed ambientali che favoriscono lo sviluppo delle potenzialità di crescita ed autonomia delle persone in condizioni di bisogno.
Gli obiettivi del corso sono quindi rivolti a stimolare:
- Acquisizioni di strumenti teorico-pedagogici per una strutturazione di un pensiero critico.
- Acquisizioni di elementi base per osservarsi e interrogarsi nella funzione lavorativa e nella relazione, ossia consapevolezza delle proprie caratteristiche personali, dei propri limiti e delle proprie capacità operative e relazionali .
- Capacità di lettura e di comprensione del bisogno degli individui nella loro complessità e nel contesto in cui sono inseriti.
- Capacità di relazione intesa come la consapevolezza di vivere in rapporti interpersonali e di gruppo finalizzati all’operatività professionale.
- Capacità di lavoro in équipe.

nessuno

La conoscenza del sé: l’educatore ha come strumento principale nel suo lavoro se stesso, per questo motivo è necessario un percorso di conoscenza di se.
La coppia: indagare gli accadimenti delle relazioni interpersonali diventa strumento di lavoro, i meccanismi che si instaurano nelle relazioni a due diventano oggetto di riflessione e coscienza.
La famiglia educante: la famiglia vista sia come luogo dell’intervento educativo sia come passato pedagogico di ciascuno. Evoluzione dei modelli familiari dal dopoguerra ad oggi
La relazione d’aiuto: nella relazione d’aiuto si identifica la ricerca di un proprio senso professionale da valutare attentamente.
Nuovi e vecchi media: i media sono dei persuasori occulti, la loro conoscenza e il loro utilizzo in senso pedagogico diventano un’emergenza educativa impellente.
Nel segno del femminile: il percorso del genere femminile ha dato origine alla pedagogia della differenza. Prevenire la violenza sulle donne implica un cambiamento culturale dove il rispetto per l’altro è un elemento base di convivenza.
Il tempo dell’educare: il tempo dell’educazione è il tempo del rispetto delle diversità, la valorizzazione delle differenze, la presa in carico nel rispetto dell’altro.
La cura: prendersi cura del malato e non della patologia, restare accanto nel dolore, sostenere nei percorsi di riabilitazione e di guarigione o solo di accompagnamento nella sofferenza. La cura come divenire pedagogico di ricerca.
Il ruolo dell’educatore: dal lavoro pedagogico alle didattiche del cambiamento; forme diverse di comunicazione; didattiche implicite ed esplicite ossia modalità organizzative, osservative, di programmazione e identificazione degli obiettivi. Chi è e chi è chiamato ad essere l’educatore professionale.

La relazione d’aiuto di Andrea Canevaro; Istruzioni per rendersi infelici di Paul Watzlawich; Dalla parte dei genitori di Daniele Novara; L’ospite inquietante di Umberto Galimberti; La fine della famiglia di Roberto Volpi; Internet ci rende stupidi? di Nicholas Carr; La pedagogia della lumaca di Gianfranco Zavalloni; L’epoca delle passioni tristi di Benasayag e Schmit; L’educatore imperfetto di Sergio Tramma;
Testo di lettura:
Edu©are. La cura del malato in ospedale, di Marchini, Vender oppure La pedagogia del coraggio di Voglino, Corni, Varano.