Università degli studi dell'Insubria

STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO

A.A. di erogazione 2018/2019
Insegnamento obbligatorio

Laurea Magistrale Ciclo Unico 5 anni in GIURISPRUDENZA
 (A.A. 2018/2019)
L'insegnamento è condiviso, tecnicamente "mutuato" con altri corsi di laurea, consultare il dettaglio nella sezione Mutuazioni
Anno di corso: 
1
Tipologia di insegnamento: 
Base
Sede: 
Como - Università degli Studi dell'Insubria
Settore disciplinare: 
STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO (IUS/19)
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
10
Ciclo: 
Primo Semestre
Ore di attivita' frontale: 
60
Dettaglio ore: 
Lezione (60 ore)

Il corso è volto a prendere contezza dello sviluppo del diritto italiano ed europeo e, dunque, delle radici più o meno lontane del diritto odierno ma anche della diversità delle esperienze giuridiche del passato rispetto a quella attuale ancora collegata, seppure nella presente crisi, ad un modello costituzionale e codificatorio. Attraverso la storia si mira a far raggiungere allo studente la consapevolezza della specificità e della relatività delle soluzioni e delle dinamiche giuridiche di ieri come di oggi, contribuendo a fargli acquisire una più solida capacità di valutazione critica delle problematiche connesse al diritto.
Più in particolare, l’insegnamento si pone l’obiettivo di far cogliere la profonda connessione tra elaborazioni giuridiche, istituzionali e scientifiche, e società, e il rilevante contributo della scienza giuridica e del giurista nello sviluppo del diritto.
Lo studente al termine del corso deve sapersi muovere con appropriato linguaggio nei diversi periodi storici cogliendone le peculiarità in termini di istituzioni, fonti del diritto, ruolo del diritto e del giurista.

Conoscenze di base della storia medievale e moderna.

Il corso si apre con un breve sguardo d’insieme sul diritto dell’alto medioevo, essenzialmente consuetudinario, con cenni ai regni romano-germanici, all’ordinamento feudale, alle istituzioni e al diritto della Chiesa, la quale, nata all’interno dell’Impero, viene via via a porsi come entità distinta e poi anche contrapposta ad esso. Si accenna poi alla rinascita economica e culturale che si sviluppa nei secoli XI e XII, con l’organizzazione dei Comuni cittadini e di altre forme associative all’interno di essi, con la creazione delle Università e con il sorgere dei primi stati monarchici. In questo clima rinnovato si “riscoprono” i testi giustinianei, il cui studio viene affrontato prima dai Glossatori, che vedono il Corpus iuris come un “libro caduto dal cielo”, e in seguito dai Commentatori, che con le loro approfondite analisi preparano le sistematizzazioni successive; con i giuristi dotti inizia anche l’attività consiliare, di supporto alla prassi giudiziaria e alle allegazioni degli avvocati. Un approccio del tutto diverso agli stessi testi è quello della Scuola Culta, che, sulla scia del pensiero umanistico, mira a ricostruire nella sua originaria purezza il diritto romano classico. L’affermarsi dei regimi assoluti porta con sé una tendenza dei sovrani ad accentrare in sè il potere legislativo e il potere giurisdizionale attraverso l’istituzione dei cosiddetti “Grandi Tribunali”, la cui giurisprudenza condiziona l’applicazione del diritto all’interno dei vari Stati. Nel frattempo fioriscono e si diffondono le idee del giusnaturalismo, che vengono poi ulteriormente sviluppate dagli illuministi e aprono nuovi orizzonti con riflessi di grande rilievo, preparatori della codificazione. Il corso si chiude con una breve panoramica della diffusione del diritto comune in alcuni Stati europei.

Il corso si svolge nel primo semestre attraverso 60 ore di lezioni frontali (corrispondenti ai 10 crediti formativi previsti per la materia) arricchite e integrate da materiali didattici forniti a lezione o inseriti nella piattaforma e-learning (brani del diritto giustinianeo, dei testi dei glossatori, dei commentari di Bartolo da Sassoferrato e di Baldo degli Ubaldi, dei consilia, dei trattati, delle decisioni dei Grandi Tribunali, delle compilazioni legislative settecentesche).Il corso potrà essere integrato dall’approfondimento di determinati temi ad opera di docenti di altri Atenei, che, a titolo gratuito, contribuiscano, con seminari o conferenze, ad un ampliamento delle nozioni di base.

L’apprendimento è costantemente monitorato all’inizio di ciascuna lezione, in cui vengono richiamati, in forma dialogica tra la docente e gli studenti, i concetti fondamentali analizzati nella lezione precedente, con possibilità da parte degli studenti di chiedere chiarimenti e dare spunto ad eventuali approfondimenti. Tutti gli studenti sono invitati a partecipare, anche per acquisire la capacità di parlare dinanzi ad un uditorio. Al termine del corso, la verifica finale si svolge dinanzi alla Commissione accreditata presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture mediante un esame finale orale sull’intero programma, con attribuzione del voto in trentesimi; le modalità di interrogazione seguono il metodo del ‘cono rovesciato’, muovendo da una domanda di carattere generale per poi passare a domande di taglio e contenuto più specifici, al fine di accertare l’acquisizione delle conoscenze richieste (70%) e di valutare le abilità comunicative (10%), il corretto uso dei termini tecnico-giuridici (10%), l’organizzazione logica e ordinata del discorso (10%), rispettoso della concatenazione degli eventi e consapevole dell’evoluzione storica dei principi e degli istituti, ma non scevro da collegamenti e raffronti atti a dimostrare il grado di assimilazione del materiale studiato.

A. CAVANNA, Storia del diritto moderno in Europa. Le fonti e il pensiero giuridico, vol. 1, Milano, Giuffrè, 2005. Eventualmente, ulteriori materiali saranno comunicati a lezione.

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A.A. 2019/2020

Anno di corso: 1
Curriculum: PERCORSO COMUNE

A.A. 2017/2018

Anno di corso: 1
Curriculum: PERCORSO COMUNE