Università degli studi dell'Insubria
Coordinatore - Presidente
Crediti: 120
Durata: 2 Anni

schede informative

Fonte : testo redazionale
Fonte : Sua-CdS - quadro A3.b

L'ammissione al corso di laurea magistrale in Chimica è subordinata alla verifica del possesso dei
requisiti curriculari e all'adeguatezza della
personale preparazione.

Possono essere ammessi al corso di laurea magistrale in Chimica coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti curriculari:

-- una laurea appartenente alla classe delle lauree in Scienze e Tecnologie Chimiche (L-27, ex-DM 270/04) o della corrispondente classe 21 (ex-DM 509/99);
-- una laurea di altra classe conseguita presso un Ateneo nazionale, ovvero di un titolo di studio conseguito all'estero, purché riconosciuti idonei dal Consiglio di Corso di Studi.

Con riferimento a questi titoli, un'apposita Commissione composta da almeno quattro docenti del corso di laurea valuta la tipologia degli esami sostenuti, con particolare riguardo a quelli compresi nei Settori Scientifico-Disciplinari considerati di base e caratterizzanti per la classe L-27.

Successivamente alla verifica dei requisiti currisulari la Commissione valuta altresì la personale preparazione degli studenti interessati all'immatricolazione al corso di laurea magistrale mediante un
colloquio su argomenti e conoscenze relativi alle discipline degli insegnamenti di base e caratterizzanti di un corso di laurea della classe L-27.

Più in particolare, sono richieste:

-- solide conoscenze scientifiche di base nelle discipline matematiche e fisiche;
-- conoscenze approfondite e sistematiche nelle quattro aree fondamentali della Chimica;
-- conoscenze di base di Biochimica e di Chimica e tecnologia dei polimeri;
-- abilità informatiche di base;
-- conoscenza efficace della lingua inglese (livello B1)

adeguate al raggiungimento degli obiettivi formativi della classe LM-54. Il colloquio verifica inoltre la capacità di espressione orale mediante un adeguato lessico disciplinare e tecnico. Viene inoltre valutata la capacità di comprensione di un testo universitario a carattere scientifico redatto in lingua inglese.

Qualora giudichi la preparazione adeguata, la Commissione delibera l'ammissibilità al corso di laurea magistrale in Chimica. Qualora, in sede di colloquio, emerga la necessità di integrazioni formative in specifici Settori Scientifico-Disciplinari, tali integrazioni vengono quantificate in CFU che devono essere acquisiti dallo studente interessato all'immatricolazione al corso di laurea magistrale prima dell'ammissione al corso stesso, e.g. mediante iscrizione a corsi singoli del corso di laurea in Chimica e chimica industriale. Dopo aver effettuato tali integrazioni, la Commissione delibera sull'ammissibilità al corso di laurea magistrale.

Fonte : SuA-Cds – quadro A2.a

Profilo professionale: Esperto chimico (corrispondente alla figura del Chimico Senior dell'Albo professionale dei Chimici) http://www.chimici.it/cnc/index.php
Funzione in un contesto di lavoro:Funzioni di Esperto Chimico anche in ruoli gestionali e direttivi,
- in laboratori di analisi, di sintesi, di formulazione e di controllo qualità presso enti privati e pubblici operanti nel settore chimico o in altri settori interconnessi con le scienze e le tecnologie chimiche;
- nei reparti di produzione e di product management di industrie sia propriamente chimiche sia merceologicamente affini.
Competenze associate alla funzione:- capacità di progettare nuove reazioni chimiche, realizzare la sintesi di nuovi composti e nuovi materiali, mettere a punto metodi di sintesi innovativi e rispondenti a criteri sia di efficienza economica sia di sostenibilità ambientale;
- capacità di utilizzare metodologie adeguate e moderne per la determinazione strutturale e per l'analisi chimica nei più svariati contesti, ovvero per le esigenze dei laboratori di ricerca, ai fini del monitoraggio dei processi industriali, in fase di controllo e certificazione della qualità, in ambito clinico/forense/ambientale;
- capacità di utilizzare con padronanza le metodologie computazionali ai fini del trattamento statistico dei dati, dell'ottimizzazione dei processi produttivi, della soluzione di problemi strutturali e meccanicistici, per lo studio della correlazione tra proprietà molecolari e proprietà macroscopiche/applicative.

Sbocchi professionali:
I laureati magistrali potranno accedere, previo superamento dell'esame di stato, alla Sezione A dell'Ordine dei Chimici (Chimico Senior). In posizioni di autonomia e responsabilità consone con tale livello di professionalità, essi troveranno occupazione presso industrie del settore chimico e di settori merceologici ad esso correlati e potranno operare nei laboratori di ricerca di base ed applicata, nei laboratori di analisi, nei reparti di produzione con compiti di gestione e monitoraggio dei processi produttivi, nei comparti di gestione della qualità e di product management. Essi avranno inoltre sbocchi occupazionali presso enti pubblici e privati che svolgono, necessitando anche di competenze chimiche, attività di ricerca, di controllo, di consulenza nei settori della salvaguardia ambientale, della sanità e della sicurezza, della produzione energetica, della conservazione dei beni culturali. Infine, la preparazione dei laureati magistrali sarà adeguata per l'eventuale prosecuzione dell'iter universitario nell'ambito di un corso di dottorato di ricerca.

Fonte : SuA-Cds – quadro A2.b
Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT): 
  • Chimici e professioni assimilate - 2.1.1.2.1
Insegnamenti proposti per gli anni successivi
Insegnamenti degli anni precedenti (al max conclusi negli anni precedenti)
Insegnamenti attivi nell'anno in corso
Anno di corso: 1 (A.A. 2018/2019)
In tutte le sedi

Insegnamento obbligatorio

Anno di corso: 2 (A.A. 2019/2020)
Fonte : Sua-CdS - quadro A5.b

Per conseguire i 36 CFU relativi alla prova finale, lo studente deve svolgere un
lavoro sperimentale con carattere di originalità della durata di almeno otto mesi di attività continuativa su un argomento coerente con il percorso formativo, anche alla luce delle linee di ricerca dei docenti del corso di laurea. L'attività sperimentale è svolta sotto la guida di un docente del corso di laurea (Relatore) che ne ha la responsabilità scientifica. Il lavoro può essere svolto
presso un laboratorio di ricerca dell'Ateneo ovvero presso un Ente esterno pubblico o privato, sul territorio nazionale o all'estero, previa stipula di una convenzione tra l'Ente e l'Ateneo. Per iniziare il lavoro sperimentale, lo studente inoltra preliminare richiesta di approvazione al Consiglio di Corso di Studi, che valuta la pratica nella prima riunione utile.

Al temine del periodo di tesi, il candidato deve produrre un
elaborato, con carattere di originalità, descrittivo del lavoro sperimentale. L'elaborato deve comprendere la descrizione dello stato delle conoscenze sull'argomento affrontato, lo scopo del lavoro, l'approccio sperimentale, le metodologie e i materiali utilizzati, i risultati ottenuti, la loro discussione critica e le conclusioni tratte. Su richiesta del candidato, l'elaborato può essere redatto in lingua inglese.

Il contenuto dell'elaborato viene presentato e discusso pubblicamente, durante una delle
sedute di laurea previste dal calendario didattico, davanti a una Commissione giudicatrice composta da almeno cinque docenti afferenti al Consiglio di Corso di Studi in Chimica e Chimica Industriale e rappresentanti le quattro aree fondamentali della Chimica -- Chimica analitica, Chimica fisica, Chimica inorganica e Chimica organica. Il candidato viene ammesso alla seduta di laurea previa acquisizione di tutti i CFU previsti nel Piano degli Studi individuale. Al termine dell'esposizione, la Commissione ha la facoltà di porre al candidato domande relative al lavoro svolto.

In seduta ristretta, il Relatore della tesi fornisce alla Commissione un giudizio complessivo sul candidato. Il
voto finale è espresso in centodecimi e comprende la valutazione della carriera universitaria del candidato, con riferimento alla media degli esiti degli esami di profitto pesata sui CFU. Il candidato può acquisire un incremento di punteggio fino a un massimo di 8 punti (fino a 4 proposti dal Relatore e fino a 4 proposti dalla Commissione).