Università degli studi dell'Insubria

SCIENZE E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE

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Anno Accademico 2018/2019
Laurea Magistrale in SCIENZE E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE

LM-92 - Classe delle lauree magistrali in Teorie della comunicazione
Sede del corso: Varese - Università degli Studi dell'Insubria
Coordinatore - Presidente: GASPARI GIANMARCO

schede informative

L'obiettivo principale del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione è quello di formare professionisti in grado di operare nei differenti settori che costituiscono il mondo della comunicazione, e di svolgere attività di ricerca in un settore in forte crescita quale quello dei nuovi media.
Il Corso di studi (innovativo nel panorama italiano), a completamento e arricchimento di un percorso formativo caratterizzato da un'approfondita preparazione umanistica, offre un percorso multidisciplinare mirato all'acquisizione di conoscenze e abilità in linea con le esigenze della nuova economia e società. Il percorso di studi si articola in un’ampia gamma di insegnamenti in ambito linguistico-letterario, giuridico, storico, filosofico e della comunicazione. La particolare innovatività del CdS, a livello regionale ed anche nazionale, è rappresentata dalla combinazione fra un solido bagaglio culturale ed una forte attenzione alle competenze relative alla sfera professionale, acquisite attraverso una diversificata offerta di laboratori e seminari professionalizzanti, tenuti da esperti della comunicazione e del giornalismo.
Gli studenti magistrali acquisiranno un solido bagaglio di competenze linguistiche, storiche, filosofiche, politiche, estetiche, retoriche, che verranno integrate da un insieme di competenze tecniche specifiche, focalizzate in particolare sui settori della comunicazione, del giornalismo (carta stampata, TV, web) e dell'editoria.
Il laureato magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione potrà inserirsi nei seguenti profili professionali: addetto alle relazioni con il pubblico; giornalista pubblicista; redattore editoriale; autore di testi radio-televisivi; operatore della comunicazione audiovisiva; media educator.

La preparazione personale di tutti i candidati - ammessi al colloquio in quanto laureati appartenenti alle classi di laurea elencate nel Quadro A3.a - viene verificata attraverso una discussione su argomenti relativi alle principali discipline di riferimento delle Scienze e Tecniche della Comunicazione. In particolare, gli argomenti potranno riguardare: a) le interconnessioni esistenti fra il percorso storico e l'evoluzione dei mass media nella civiltà occidentale; b) le principali problematiche giuridiche ed etiche relative alla professione giornalistica; c) i principali linguaggi (ivi inclusi quelli politici) e le principali tecniche della comunicazione; d) la narrazione televisiva e cross-mediale. Per gli studenti provenienti dalle classi di Laurea differenti da quella di Scienze della Comunicazione L-20 (ex classe 14) ma elencate nel Quadro A3.a, durante il colloquio verranno identificate eventuali necessità di rafforzamento della preparazione di base dei candidati in ambito linguistico, giuridico, storico, filosofico, e verranno consigliati opportuni approfondimenti, ove necessario.
Il colloquio è svolto da un'apposita Commissione, composta da docenti nominati dal Consiglio del Corso di Studio; il calendario dei colloqui viene pubblicato sulle pagine web (
https://www.uninsubria.it/node/2288) del Corso di Studio. L'esito negativo conseguito del colloquio comporta la preclusione all'accesso al Corso di Laurea.

ADDETTO ALLE RELAZIONI CON IL PUBBLICO
L’addetto alle relazioni con il pubblico è un professionista che, dotato di competenze culturali interdisciplinari, si occupa della comunicazione nelle imprese, nelle aziende private, nelle strutture pubbliche. Nella Pubblica amministrazione garantisce l’attività di informazione, consulenza, orientamento e assistenza di utenti e/o clienti, gestisce le procedure per la concreta conoscenza dei diritti di accesso e di partecipazione ai procedimenti amministrativi e ai servizi dell’ente pubblico.

Funzione in un contesto di lavoro:L’addetto alle relazioni con il pubblico si occupa della redazione dei testi per i comunicati agli organi di stampa e ne controlla le fasi di trasmissione; cura la rassegna stampa, organizza conferenze stampa, occupandosi sia degli aspetti operativi (inviti, luoghi, orari, relatori) sia della selezione delle notizie da divulgare.
Competenze associate alla funzione:Conoscenze culturali interdisciplinari e competenze mirate alla realizzazione di prodotti di informazione (sotto forma di comunicati stampa), in italiano e inglese, indirizzati al pubblico e alle testate giornalistiche.
Capacità relazionali nei diversi contesti, dalla pubblica amministrazione all’ambito aziendale ed al mondo dell’informazione.

Sbocchi professionali:
L’addetto alle relazioni con il pubblico trova sbocchi occupazionali in realtà diversificate: enti pubblici, aziende, testate giornalistiche; può lavorare anche come libero professionista.
PUBBLICISTA
Il pubblicista è una figura professionale che collabora con testate giornalistiche (carta stampata, media audiovisivi, web) mettendo a disposizione le proprie competenze specifiche o interdisciplinari per divulgare notizie, informazioni, inchieste attraverso i diversi canali di comunicazione di massa.

Funzione in un contesto di lavoro:Il pubblicista si occupa della raccolta di notizie, di interviste, della selezione di dati e della stesura di articoli, recensioni, cronache, o ancora dell’allestimento di servizi radiofonici, televisivi, di reportage.
Competenze associate alla funzione:Conoscenze culturali interdisciplinari, fondamentali per interpretare, sintetizzare e divulgare contenuti e informazioni riferite sia alla sfera della cultura umanistica che all’ambito scientifico.
Capacità di sintesi e di elaborazione scritta, necessarie per la realizzazione di prodotti testuali (sotto forma di articoli destinati alla carta stampata e al web), sia in lingua italiana che inglese.

Sbocchi professionali:
Il pubblicista può trovare impiego presso – o collaborare con – agenzie di stampa e redazioni di giornali quotidiani e periodici, radio-televisioni pubbliche e private, giornali elettronici.
REDATTORE EDITORIALE
Il redattore editoriale è una figura professionale che, dotato di competenze culturali interdisciplinari, partecipa alla realizzazione, in tutte le sue fasi, di un prodotto editoriale, sia tradizionalmente legato ai processi di stampa cartacea, sia con un profilo innovativo, cioè connesso alle nuove tecnologie della comunicazione e quindi alla realizzazione di prodotti editoriali audiovisivi e informatici.

Funzione in un contesto di lavoro:La figura del redattore editoriale svolge compiti di coordinamento tra le varie fasi di produzione di un prodotto editoriale con determinanti funzioni culturali e progettuali; segue la lavorazione del prodotto editoriale dalla sua ideazione fino alla sua realizzazione come oggetto finito.
Competenze associate alla funzione:Conoscenze culturali, unite a capacità organizzative e creative, per la realizzazione di prodotti editoriali riferiti a differenti ambiti disciplinari.
Capacità di coordinamento di gruppi di lavoro e attitudine all’organizzazione delle diverse fasi nelle quali si articola la realizzazione di prodotti editoriali.

Sbocchi professionali:
Il redattore editoriale può impiegarsi presso società di servizi editoriali tradizionali e on line, presso case editrici, giornali quotidiani, periodici, giornali on line nonché presso amministrazioni pubbliche e imprese private.
AUTORE TESTI RADIO-TELEVISIVI
L’autore di testi radio-televisivi svolge attività di ideazione e di scrittura di testi e sceneggiature per produzioni e programmi radiofonici e televisivi culturali, di intrattenimento e di informazione.

Funzione in un contesto di lavoro:L’autore di testi radio-televisivi svolge attività di ideazione e di scrittura di testi e sceneggiature per produzioni e programmi radiofonici e televisivi culturali, di intrattenimento e di informazione.
Competenze associate alla funzione:Capacità creative per la realizzazione di prodotti (testuali, audiovisivi, editoriali, di intrattenimento) adeguate alle diverse situazioni comunicative, oltre a capacità di sintesi per poter tradurre in forma originale e coerente l’oggetto della proposta radio-televisiva.
Capacità di lavoro in autonomia e in gruppo.

Sbocchi professionali:
L’autore di testi radio-televisivi può impiegarsi presso società di servizi editoriali, enti radiofonici, tv pubbliche e private, siti web.
OPERATORE DELLA COMUNICAZIONE AUDIOVISIVA
L’operatore della comunicazione audiovisiva comprende un insieme di figure che collaborano alle diverse fasi della realizzazione di prodotti audiovisivi, contando in particolar modo su competenze relative alla comunicazione visiva e alle tecniche di ripresa e di montaggio.

Funzione in un contesto di lavoro:L’operatore della comunicazione audiovisiva si occupa di partecipare alle diverse fasi di progettazione e di coordinamento della produzione di supporti di comunicazione e di sistemi documentali multimediali con tecnologie audiovisive e digitali.
Competenze associate alla funzione:Competenze tecniche relative alle attività di ripresa, montaggio ed editing di filmati, sia nella tipologia del cortometraggio che del messaggio pubblicitario in forma video.
Capacità creative, soprattutto in fase di ripresa delle immagini che andranno a costituire il prodotto finale.
Capacità di lavoro in autonomia e in gruppo.

Sbocchi professionali:
Questa figura professionale può essere esercitata in diversi campi: dalla comunicazione istituzionale e imprenditoriale, alla formazione, divulgazione scientifica e massmediale, alle imprese, enti di formazione, editoria multimediale, aziende radiotelevisive, istituti di beni culturali e ambientali.
MEDIA EDUCATOR
Il media educator è una nuova figura professionale che svolge l’importante attività di formatore con conoscenze sui media (cinema, TV, internet). Poiché i media influenzano oggi l’ambiente in cui viviamo e la formazione dell’opinione, il media educator ha il compito di collaborare alla realizzazione di prodotti mediali per la formazione ed educazione di diverse categorie di utenti ad un uso critico e competente dei media.

Funzione in un contesto di lavoro:Il media educator gestisce percorsi formativi nel campo dei media e delle nuove tecnologie, effettua una analisi e un’accurata riflessione sul rapporto fra sistemi di comunicazione e processi sociali; sa individuare, altresì, tecniche e strategie operative da impiegare nell’intervento specifico, nell’ottica di un miglioramento della qualità e dell’efficacia dei servizi mediatici.
Competenze associate alla funzione:Conoscenze culturali interdisciplinari, soprattutto nell’ambito dei mezzi di comunicazione di massa nelle loro differenti declinazioni.
Capacità didattiche e formative necessarie per gestire percorsi ad hoc, incentrati sull’utilizzo consapevole dei media e sulla comprensione del ruolo degli stessi nella formazione dell’opinione pubblica.
Capacità di coinvolgimento degli utenti dei percorsi formativi sui media, attraverso tecniche didattiche fondate sull’utilizzo di prodotti multimediali.

Sbocchi professionali:
Il media educator può trovare uno sbocco professionale, in strutture scolastiche, in aziende pubbliche e private, in organizzazioni di volontariato oltre che presso case di produzione televisive e multimediali.

Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT): 
  • Specialisti delle pubbliche relazioni, dell'immagine e professioni assimilate - 2.5.1.6.0
  • Dialoghisti e parolieri - 2.5.4.1.2
  • Redattori di testi per la pubblicità - 2.5.4.1.3
  • Redattori di testi tecnici - 2.5.4.1.4
  • Revisori di testi - 2.5.4.4.2
  • Bibliotecari - 2.5.4.5.2
  • Curatori e conservatori di musei - 2.5.4.5.3
  • Sceneggiatori - 2.5.5.2.4

Il corso di laurea Magistrale in Scienze e Tecniche della comunicazione ha la finalità di far acquisire solide e specialistiche competenze linguistiche, filosofiche e filosofico politiche, estetiche, storiche, logiche, retoriche, ma anche scientifiche di base, con attenzione ai principi dell'editoria e alle modalità di comunicazione giornalistica applicate in particolare ai nuovi media, nonchè alle conoscenze teorico metodologiche utili per pervenire ad analisi approfondite dei sistemi comunicativi dei linguaggi mediologici e settoriali; per produrre testi nell'ambito di tali linguaggi e per progettare teoricamente modelli comunicativi. Particolare attenzione viene dedicata alla componente comunicativa dell'immagine nelle sue implicazioni fenomenologiche e socio-politiche. La costruzione sociale dell'immagine e le molteplici relazioni tra immagine e testo/discorso linguistico costituiscono oggetto, oltre che di materie specifiche (in particolar modo degli ambiti filosofico, linguistico, culturologico e politico sociale), di indagine transdisciplinare, in relazione a settori culturali e professionali nodali nella società contemporanea: pubblicità, mass media, moda, editoria e ovunque, nell'ambito dell'impresa, vi sia l'esigenza di progettare percorsi comunicativi.
Finalità precipue del corso di laurea magistrale sono le seguenti: da un lato formare esperti di modelli comunicativi, che siano in grado di svolgere attività di ricerca in un settore in forte crescita nella società contemporanea; dall'altro lato, a livello professionalizzante, formare progettisti, a vari livelli, di modelli comunicativi che possano essere utilizzati nei settori che costituiscono l'asse portante del mondo della comunicazione nella società contemporanea, con particolare attenzione alle nuove forme di giornalismo online. Il curriculum del Corso di Laurea magistrale, accanto alle attività formative indispensabili, accoglie settori disciplinari propri degli ambiti linguistico, letterario italiano e straniero, artistico, musicale e dello spettacolo, filosofico, storico, filosofico-politico, storico-scientifico e scientifico, a completamento e arricchimento di un percorso formativo verso la comunicazione caratterizzato da un taglio umanistico aperto alla costante interazione con le discipline tecnico-scientifiche. Il corso di laurea magistrale coniuga quindi in modo originale contenuti disciplinari umanistici mirati alla comunicazione (linguistici, filosofico-estetici, storici, storico-scientifici, culturologici, filosofico-politici), connessi all'attività di ricerca svolta dai docenti del corso, con l'applicazione specifica ai principali ambiti del mondo della comunicazione interdisciplinare e interculturale, particolarmente attivi nel contesto geografico in cui il corso si inserisce ed in sinergia con le competenze presenti nelle strutture dipartimentali che concorrono alla sostenibilità dell'offerta formativa.

Autonomia di giudizio: 

I laureati devono dimostrare una forte autonomia di lavoro, cioè la capacità di produrre e analizzare in autonomia testi per i diversi mezzi di comunicazione. Questa autonomia si estende alla responsabilità assunta sui contenuti prodotti e analizzati, che implica una capacità di valutazione etica e sociale sul funzionamento dei vari sistemi comunicativi e dei contenuti da questi prodotti. L'autonomia di giudizio sui prodotti dei media è sviluppata con insegnamenti storici e teorici: la capacità di vedere le dinamiche storiche che producono i prodotti comunicativi e quella di analizzare i sistemi di valore che essi trasmettono è la premessa indispensabile di un giudizio maturo su questi temi. Questa maturità è valutata negli esami pertinenti

Abilità comunicative: 

L'abilità comunicativa è ovviamente fondamentale per un laureato in Scienze e tecniche della comunicazione. In particolare per quanto riguarda la laurea magistrale in Scienze e tecniche della comunicazione, il laureato deve saper predisporre testi per i più diversi mezzi e quindi deve essere capace di controllare non solo la produzione di contenuti, ma anche la sua destinazione a seconda del mezzo. Questa abilità è favorita da laboratori e dallo studio dei linguaggi filosofici, filosofico-politici, storici, scientifici ed estetici che si sviluppa anche nella direzione del loro uso pratico. Tale capacità è verificata dagli esami relativi e dalla valutazione delle specifiche attività di laboratorio.

Capacità di apprendimento: 

Poiché il panorama della comunicazione è in grande e continuo movimento, è essenziale che il laureato abbia acquisito la capacità di aggiornamento e di giudizio sui nuovi mezzi e sulle nuove versioni dei vecchi mezzi che presumibilmente continueranno a modificarsi. La formazione del corso di laurea mira non solo e non tanto a insegnare strutture e contenuti dei mezzi esistenti quanto a permettere una comprensione degli sviluppi possibili e un apprendimento continuo radicato su criteri di fondo ben definiti. Questo risultato è ottenuto integrando i corsi che analizzano la situazione esistente con quelli storici e teorici che permettono allo studente di comprendere il quadro generale dello sviluppo dei mezzi di comunicazione, le permanenze e le variazioni nei loro contenuti e di essere in grado di gestire un continuo aggiornamento personale. Tale capacità è verificata dagli esami relativi.

Come descritto nel quadro precedente (A5.a), l'elaborato originale realizzato sotto la guida del Relatore (eventualmente coadiuvato da uno o più Correlatori), viene discusso nel corso della prova finale. Quest'ultima consiste in una presentazione pubblica di 20 minuti, seguita da una discussione che si svolge davanti a una Commissione. Quest'ultima è composta di norma di non meno di cinque membri in maggioranza da professori e ricercatori titolari di insegnamenti nel corso afferenti ai Dipartimenti unici, principali, associati. Il Presidente della Commissione giudicatrice è un professore di prima o di seconda fascia, su indicazione del Presidente del CdS.
Il giudizio sulla discussione della Tesi di Laurea può portare ad un aumento di voti, rispetto alla media, corrispondente a:
fino a 2 punti sopra la media per le tesi compilative e con pochi elementi originali (sufficiente)
fino a 4 punti per le tesi ben strutturate e corroborate da capacità di analisi critica (buono)
fino a 6 punti per le tesi elaborate con originalità e ottima padronanza del tema di ricerca (molto buono).
La Commissione, in aggiunta, ha la possibilità di attribuire fino a 8 punti per le Tesi caratterizzate da ottima informazione, riferimenti bibliografici approfonditi, approfondita analisi critica e risultati di particolare originalità (eccezionale).
La Commissione inoltre avrà facoltà di incrementare il punteggio finale di ulteriori 2 punti, se il laureando avrà frequentato nel corso del triennio almeno 7 seminari di approfondimento o attività equivalenti previa valutazione da parte del CdS. La distinzione della lode, su proposta del Presidente o del docente relatore, verrà attribuita agli studenti il cui punteggio finale corrisponde a 110/110 e che hanno conseguito almeno 4 lodi negli esami di profitto del Corso di Laurea. Agli studenti con una media superiore a 106/110, ai quali sarà attribuito un punteggio aggiuntivo rispetto alla media da 8 a 10 punti, potrà essere assegnata la distinzione della lode su proposta del Presidente o del Relatore, anche in mancanza del requisito sul numero minimo delle lodi negli esami di profitto.
La proclamazione si svolge di norma al termine della sessione di laurea e comunque con un numero di laureandi non superiore a sei.