Università degli studi dell'Insubria

MEDICINA E CHIRURGIA

schede informative

Lo scopo dell'arte medica è la salute, il fine è ottenerla. (Galeno)

Il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia si propone il conseguimento degli obiettivi formativi della classe LM-41 che dà luogo all'acquisizione del titolo di Dottore Magistrale in Medicina e Chirurgia.
Obiettivo primario del CdS è fornire al professionista la cultura biomedica e psico-sociale e la visione multidisciplinare necessarie a gestire i problemi relativi alla salute e alla malattia.
La preparazione del medico deve essere inoltre orientata alla promozione della salute e alla prevenzione della malattia non solo del singolo individuo ma anche della comunità e del territorio.
Il CdS è articolato su sei anni e organizzato in discipline scientifiche di base, discipline relative ai processi fisiopatologici responsabili delle malattie e discipline strettamente cliniche. Parte essenziale del processo formativo è l'attività di tirocinio professionalizzante che si svolge in parallelo con l'attività didattica frontale dal terzo al sesto anno, consentendo allo studente di acquisire le indispensabili nozioni clinico-teoriche e di imparare ad applicarle nella pratica quotidiana al letto del malato. Tale attività di tirocinio si svolge in diversi reparti sotto la guida di tutors ed è organizzata in modo da costruire gradualmente la necessaria formazione multidisciplinare, consentendo anche l'acquisizione di abilità pratiche.
Durante il tirocinio lo studente impara inoltre ad interagire in modo empatico e costruttivo con i pazienti, i familiari e il personale sanitario.
L'acquisizione del titolo di Dottore Magistrale in Medicina e Chirurgia permette di esercitare la professione di Medico di Assistenza Primaria o continuare gli studi nelle Scuole di Specializzazione per diventare Medico Specialista in ambiti medici o chirurgici.
Tutti i laureati possono partecipare all'Esame di stato per ottenere l'abilitazione all'esercizio della professione di Medico-chirurgo. Legge di riferimento: DM 445 del 19/10/2001 - pubblicato sulla GU n.299 del 27/12/2001. Il DM n.445 (entrato in vigore a partire dalla prima sessione 2004) ha introdotto una nuova disciplina relativa allo svolgimento delle prove d'esame e si applica indistintamente a tutti i Laureati in Medicina e Chirurgia, indipendentemente dall'ordinamento e dal tirocinio svolto.
l'esame consiste di tre mesi di tirocinio (uno nel reparto di medicina, uno nel reparto di chirurgia e un mese da un medico di medicina generale) e di due prove scritte. Per essere abilitato, il candidato dovrà conseguire la sufficienza in tutte le prove e un voto complessivo non inferiore a 180/270. Voto minimo finale: 180 Voto massimo finale: 270.
Il voto di abilitazione è il risultato della somma delle 5 prove, che devono essere tutte sufficienti (cioè non inferiori a 60/90). Alla fine della prova scritta, l'ufficio procederà alla somma dei 5 risultati individuali delle tre prove di tirocinio e delle due prove scritte a) e b) e alla loro somma in novantesimi.

L'accesso al CdS è programmato a livello nazionale ai sensi dell'art. 1 comma 1, lettera a) della Legge 2 agosto 1999 n. 264. L'immatricolazione è subordinata al superamento di un'apposita prova selettiva di ammissione. Il numero massimo dei posti disponibili per l'ammissione, adeguato alle potenzialità didattiche dell'Ateneo e alle normative vigenti, viene stabilito dal Ministero con apposito bando.
Le modalità ed il contenuto della prova vengono stabiliti annualmente con Decreto Ministeriale.
La prova di ammissione, unica e di contenuto identico in tutto il territorio nazionale, si svolgerà il 5 settembre 2017 e secondo le modalità o che saranno indicate nel bando di concorso.
Gli studenti che hanno superato l'esame di ammissione al CdS, rispondendo in modo corretto a meno della metà delle domande riguardanti singoli argomenti di Matematica, Fisica, Chimica, Biologia o Genetica, sono ammessi a frequentare con un obbligo formativo aggiuntivo, che sono tenuti a sanare nel corso degli esami attinenti.
Allo scopo di consentire l'annullamento dell'obbligo formativo aggiuntivo, il CCdLM istituisce attività didattiche propedeutiche che vengono svolte nell'arco del primo semestre del 1° anno di corso e che gli studenti con obbligo formativo aggiuntivo sono obbligati a frequentare.

MEDICO CHIRURGO
Funzione in un contesto di lavoro:Il titolo di dottore magistrale in Medicina e Chirurgia e il superamento dell’esame di abilitazione permettono di svolgere le funzioni inerenti a prevenzione, diagnosi, prognosi e terapia delle malattie dell’uomo. Tali funzioni sono svolte come medico generalista oppure come medico specialista nelle diverse specializzazioni medico-chirurgiche, in autonomia e/o in collaborazione con colleghi, con altre figure professionali sia di ambito sanitario sia appartenenti a contesti diversi (ad es. politici e sociali).
Il medico chirurgo interviene in ogni attività inerente al mantenimento dello stato di salute dell'individuo, così come definito dalla Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS): situazione caratterizzata da un completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente dall'assenza di malattia. Il medico chirurgo concorre al mantenimento della salute pubblica attraverso la prevenzione, l’informazione sanitaria, la collaborazione con organizzazioni sanitarie governative, non governative e organizzazioni umanitarie.

Competenze associate alla funzione:Lo svolgimento dell’attività di medico chirurgo richiede che il laureato abbia le competenze necessarie per :
- diagnosticare e trattare le diverse malattie
- valutare lo stato di salute globale dell’individuo, tenendo conto anche del contesto socio-economico e ambientale in cui vive
- interagire in modo costruttivo ed empatico con i pazienti e loro familiari, con colleghi e altre figure sanitarie
- lavorare in modo autonomo e, quando necessario, collaborare e/o coordinare le attività di altre figure professionali.
- mantenersi costantemente aggiornato sui progressi tecnico-scientifici della medicina .

Sbocchi professionali:
Il laureato magistrale in medicina e chirurgia esercita la professione medica nell'ambito delle norme e delle definizioni stabilite dall'Unione Europea, previo superamento dell’esame di abilitazione alla professione di medico-chirurgo e l’iscrizione all’albo professionale, per la quale la laurea magistrale è requisito necessario. La laurea magistrale in medicina e chirurgia costituisce inoltre requisito necessario per accedere alle scuole di specializzazione di area medico-chirurgica. Alle scuole di specializzazione si accede, dopo la laurea e l’esame di stato, superando l’esame di ammissione nazionale; il percorso di studi ha durata diversa a seconda della tipologia della scuola di specializzazione e permette di ottenere il titolo di medico specialista.
Per quanto riguarda gli sbocchi professionali il laureato magistrale in medicina e chirurgia può svolgere attività di medico generalista o di medico specialista come libero professionista o presso diverse strutture:
- ambulatori pubblici e privati
- ospedali e centri specialistici pubblici e privati
- università e centri di ricerca
- organizzazioni sanitarie e umanitarie nazionali e internazionali


Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT): 
  • Medici di medicina generale - 2.4.1.1.0

La missione del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico consiste nel formare un medico che, al raggiungimento della Laurea, abbia acquisito:
- le competenze teoriche e pratiche necessarie per una visione multidisciplinare e integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia;
- l’educazione orientata a tenere conto della comunità e del territorio
- la consapevolezza della fondamentale rilevanza della prevenzione delle malattie e della promozione della salute
- Competenze bioetiche e capacità di comunicazione necessarie ad interagire in modo empatico con gli interlocutori al fine di individuare soluzioni condivise.
Tale missione risponde in maniera adeguata alle nuove esigenze di cura e salute, non più incentrate sulla malattia, ma sulla persona ammalata, considerata nella sua globalità di soma e psiche e inserita nel contesto sociale. La formazione medica così orientata costituisce inoltre il primo segmento di un'educazione che deve durare ed evolversi durante gli anni di esercizio della professione. A tale scopo, nel corso di studio, è dato ampio spazio non solo all’apprendimento delle conoscenze mediche, ma anche alle esperienze dirette al letto del paziente, allo sviluppo del ragionamento clinico e della cultura della prevenzione, all’acquisizione della capacità di auto-apprendimento critico.
Le caratteristiche qualificanti del medico che si intende formare comprendono:
l) capacità di individuare, analizzare e curare, in piena autonomia, le diverse malattie, utilizzando un corretto approccio clinico, basato sulle evidenze scientifiche (evidence based medicine)
2) buona capacità di contatto umano (communication skills);
3) abitudine all'aggiornamento costante delle conoscenze e delle capacità tecniche, possesso delle basi metodologiche e culturali atte all'acquisizione autonoma e alla valutazione critica delle nuove conoscenze e delle nuove metodiche (continuing professional development);
4) buona capacità di lavoro interdisciplinare e interprofessionale (inter-professional education);
5) conoscenza approfondita dei fondamenti metodologici necessari per un corretto approccio alla ricerca scientifica in campo medico
6) capacità di utilizzare in modo autonomo le tecnologie informatiche indispensabili nella pratica clinica.
Al fine del raggiungimento degli obiettivi didattici sopra elencati il corso, della durata di 6 anni, è organizzato in 12 semestri e 36 corsi integrati; a ciascun corso integrato è assegnati un adeguato numero di CFU dal Consiglio della struttura didattica, in osservanza a quanto previsto nella tabella delle attività formative indispensabili. Ad ogni CFU corrisponde un impegno-studente di 25 ore, di cui di norma non più di 12 ore di lezione frontale o 20 ore di studio assistito all'interno della struttura didattica. Ad ogni CFU professionalizzante corrispondono 25 ore di lavoro per studente, di cui 20 ore di attività professionalizzante, sotto la guida del tutor, all'interno di laboratori, reparti e ambulatori, e 5 ore di rielaborazione individuale delle attività apprese.
Il corso di studio è costruito in modo che l’apprendimento avvenga in maniera progressiva, con una forte integrazione tra gli insegnamenti sia orizzontale, per affinità di organo e/o di funzione, sia verticale tra materie di base e materie cliniche. Nei primi due anni lo studente acquisisce una solida preparazione nelle discipline pre-cliniche (chimica, fisica, biologia, anatomia, biochimica, fisiologia, con integrazione orizzontale dei programmi per organi e funzioni) e nella metodologia clinica; successivamente affronta lo studio dei processi fisiopatologici, della epidemiologia, clinica e terapia delle diverse malattie, della protezione della salute del singolo e delle comunità, con un continuo richiamo alle scienze di base.
Il corso di laurea, inoltre, attribuisce estrema rilevanza all’attività pratica clinica: l’attività didattica frontale e il tirocinio professionalizzante, infatti, svolti in parallelo, dal terzo al sesto anno, consentono allo studente di acquisire le indispensabili nozioni clinico-teoriche e di imparare, in modo efficace, ad applicarle nella pratica quotidiana al letto del malato. A questo scopo, dal primo semestre del terzo anno fino al secondo semestre del sesto anno, è programmata l’attività di tirocinio professionalizzante che prevede la frequenza obbligatoria nei diversi reparti, per più settimane ogni anno, sotto la guida di tutor. In particolare durante il terzo e il quarto anno lo studente svolge il tirocinio nei reparti e ambulatori di medicina interna e di chirurgia generale, nel quinto e sesto anno il tirocinio è esteso anche ai reparti specialistici medici e chirurgici, così da costruire in modo graduale e attivo la necessaria formazione multidisciplinare, consentendo anche l’acquisizione di abilità pratiche.
Durante il tirocinio inoltre lo studente impara ad interagire in modo empatico e costruttivo con i pazienti.

Autonomia di giudizio: 

I laureati devono avere la capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi sulla base di informazioni anche limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate all'applicazione dei loro giudizi e delle loro conoscenze. Pertanto debbono essere in grado di:
1. dimostrare, nello svolgimento delle attività professionali, un approccio critico, uno scetticismo costruttivo e un atteggiamento creativo orientato alla ricerca
2. identificare e affrontare i problemi del paziente, utilizzando le conoscenze acquisite durante il corso di studi e costantemente aggiornate tramite l’accesso autonomo alle diverse fonti di informazione scientifica
3. essere consapevoli del ruolo che hanno la complessità, l'incertezza e la probabilità nelle decisioni prese durante la pratica medica
4. essere consapevoli dei principi morali ed etici e delle responsabilità legali che sono alla base della professione medica
5. rispettare e promuovere i valori professionali che includono eccellenza, altruismo, responsabilità, compassione, empatia, attendibilità, onestà, integrità, impegno a seguire metodi scientifici
6. riconoscere che una buona pratica medica dipende strettamente dalla creazione e dal mantenimento di buone relazioni con il paziente e i suoi familiari, a salvaguardia del benessere, della diversità culturale e dell'autonomia del paziente.
Tali abilità vengono conseguite attraverso l’attività didattica frontale, la discussione interattiva di casi clinici con docenti e tutors, l’interazione con i pazienti durante i tirocini professionalizzanti.
I risultati ottenuti si verificano mediante esami orali, ma soprattutto durante i tirocini professionalizzanti attraverso l’interazione continua con docenti e tutors, interazione che permette un confronto critico protratto e costruttivo sulle tematiche cliniche ed etiche.
Inoltre tali abilità vengono verificate durante le attività di preparazione, presentazione e discussione della tesi di laurea.

Abilità comunicative: 

I laureati devono saper spiegare, in modo chiaro, ai pazienti e ai loro familiari, ad interlocutori specialisti e non specialisti, le ipotesi diagnostiche, il percorso per arrivare alla diagnosi e le possibili scelte terapeutiche; devono anche essere in grado di scegliere, nelle diverse occasioni, l’approccio e le modalità comunicative più opportune, in base alle circostanze e alle caratteristiche dell’interlocutore.
Pertanto debbono essere in grado di:
1) ascoltare attentamente per estrarre e sintetizzare le informazione rilevanti su tutte le problematiche
2) acquisire la capacità di trasmettere in modo chiaro al paziente e ai suoi familiari le informazioni circa i problemi di salute, mettendo in grado gli interlocutori di condividere le necessarie decisioni come partners alla pari
3) comunicare in maniera efficace con i colleghi, con la comunità medico-scientifica, con altri settori anche non specialistici e con i media
4) interagire con altre figure professionali coinvolte nella cura dei pazienti attraverso un lavoro di gruppo efficiente
5) dimostrare di avere le capacità di base e gli atteggiamenti corretti nell'insegnamento agli altri
6) dimostrare una buona sensibilità verso i fattori culturali e personali che migliorano le interazioni con i pazienti e con la comunità
7) comunicare in maniera efficace sia oralmente, che in forma scritta
8) creare e mantenere documentazioni mediche chiare, complete ed esaurienti
9) riassumere e presentare l'informazione appropriata ai bisogni dell'audience e discutere piani di azione realizzabili che rappresentino delle priorità per l'individuo e per la comunità

Tali abilità vengono conseguite attraverso la discussione interattiva di casi clinici con docenti e tutors e soprattutto attraverso l’interazione diretta e guidata dai tutors con i pazienti durante i tirocini professionalizzanti.
In particolare la capacità di preparare relazioni scritte su casi clinici viene acquisita principalmente durante i tirocini professionalizzanti attraverso la stesura guidata della storia clinica del paziente.
I risultati ottenuti si verificano mediante esami orali, ma soprattutto durante i tirocini professionalizzanti attraverso l’interazione diretta con i docenti, interazione che permette un confronto critico protratto e costruttivo.
Inoltre tali abilità vengono verificate durante la presentazione e la discussione della tesi di laurea.

Capacità di apprendimento: 

I laureati devono aver sviluppato quelle capacità di apprendimento che consentano loro di continuare a studiare ed aggiornarsi in modo autonomo e critico.
A tal fine devono essere in grado di:
l) raccogliere, organizzare e valutare in modo critico l'informazione sanitaria e biomedica proveniente dalle diverse fonti disponibili,
2) raccogliere le informazioni specifiche sul paziente da sistemi e applicativi di gestione di dati clinici.
3) utilizzare la tecnologia associata all'informazione e alle comunicazioni come valido supporto alle pratiche diagnostiche, terapeutiche e preventive, per la sorveglianza e il monitoraggio dello stato di salute.
4) comprendere l'applicazione e anche i limiti delle nuove tecnologie sanitarie
5) gestire un buon archivio della propria pratica medica .

Tali abilità vengono conseguite attraverso attività didattica frontale, corsi teorico-pratici finalizzati all’acquisizione di abilità informatiche e capacità di utilizzo di piattaforme scientifiche, lettura critica di lavori scientifici in italiano e in inglese, stesura guidata di brevi relazioni scientifiche.
I risultati ottenuti si verificano valutando le brevi relazioni scientifiche, le capacità critiche dimostrate nella discussione di casi durante il tirocinio clinico e il lavoro svolto per la preparazione della tesi di laurea.

Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea, lo studente deve aver seguito tutti i corsi e avere superato i relativi esami.
La prova finale (16 CFU) consiste nella redazione, esposizione e discussione in seduta pubblica di un elaborato originale, finalizzato a dimostrare l'acquisizione di specifiche competenze scientifiche in ambito medico-chirurgico e la capacità di elaborazione critica, sotto la supervisione di un docente del CdS in qualità di relatore.
La presentazione prevede l'esposizione alla Commissione di scopo del lavoro, metodi utilizzati, risultati ottenuti e discussione dei risultati, discussione che comprende il confronto con i dati della letteratura, le ricadute cliniche e i potenziali sviluppi successivi. Per la presentazione il candidato utilizza strumenti e programmi informatici utili per una esposizione più immediata, schematica e chiara.
Nella prova finale il candidato deve mostrare una conoscenza approfondita e una piena maturità di giudizio nei settori che definiscono il percorso di studi scelto.
La Commissione, costituita da cinque docenti del CdS, valuta il candidato in base a:
- curriculum degli studi;
- preparazione scientifica;
- capacità di approfondimento e di integrazione tra discipline diverse;
- senso critico e abilità comunicative.

Il punteggio finale è stabilito dalla Commissione che nella valutazione terrà conto della originalità della tesi, dell'esposizione del candidato, dell'efficacia della presentazione, della preparazione dimostrata dal candidato nel raggiungere gli obiettivi formativi attesi.
Per determinare il voto di laurea si terrà conto della media ponderata dei voti ottenuti negli esami curriculari, media cui verrà aggiunto il punteggio attribuito dalla commissione d'esame (punteggio massimo attribuibile:
- 5 punti per tesi compilativa, 9 punti per tesi non compilativa);
- si aggiungerà 1 punto se la laurea è conseguita nel corso del VI° anno.
Per l'attribuzione della lode sono necessari:
- media ponderata dei voti ottenuti negli esami curriculari > 102/110, lode in almeno 2 esami curriculari e accordo unanime della commissione.