Università degli studi dell'Insubria

GIURISPRUDENZA

Coordinatore - Presidente
Crediti: 300
Durata: 5 Anni

schede informative

Fonte : testo redazionale
Fonte : Sua-CdS - quadro A3.b

Il Corso di Studi Magistrale in Giurisprudenza non prevede accesso programmato o un numero massimo di immatricolati al primo anno. Gli studenti devono solo sostenere all'inizio del primo anno di corso un test non selettivo di verifica del livello di preparazione iniziale. Il mancato superamento della prova non impedisce la frequenza dei corsi, ma obbliga lo studente a sostenere e superare una prova ulteriore come condizione per potersi iscrivere e sostenere gli esami di profitto. Gli studenti delle scuole superiori che partecipano all'Open Day che si svolge in genere nel mese di marzo hanno la possibilità si sostenere il test di verifica della preparazione iniziale e, in caso di esito positivo, ne risultano esonerati in caso di iscrizione al Corso di Studi.

Fonte : SuA-Cds – quadro A2.a

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Funzione in un contesto di lavoro:1
Competenze associate alla funzione:1
Sbocchi professionali:

PRATICA PROFESSIONALE - AVVOCATO
Funzione in un contesto di lavoro:Uno degli sbocchi professionali tradizionali, consentito dalla laurea magistrale in giurisprudenza, è
l’esercizio della professione forense, per il quale è richiesto lo svolgimento della pratica professionale, pre-condizione per sostenere il relativo Esame di Stato.

PRINCIPALI FUNZIONI DELLA FIGURA PROFESSIONALE
Il periodo di pratica forense, consistente nella redazione di atti e pareri, nonché nella frequentazione delle udienze e delle cancellerie in Tribunale, è orientato a dare contenuti pratici al sapere teorico assimilato nel corso di studio.
La professione di avvocato consiste nella rappresentanza, assistenza e difesa di una parte (persona fisica o giuridica) avanti un giudice o in una controversia extragiudiziale nonché doti di counseling in percorsi di negoziato o mediazione.
Essa richiede, oltre ad una profonda conoscenza delle materie giuridiche, doti comunicative e relazionali.

Competenze associate alla funzione:Conoscenza del diritto, delle convenzioni internazionali, della giurisprudenza nazionale, della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e della Corte del Lussemburgo; doti organizzative; capacità analitico-sintetiche; competenze gestionali, informatiche, relazionali e comunicative e abilità nel tradurre in linguaggi e forme compatibili con il diritto applicato istanze culturalmente/religiosamente motivate, piena padronanza del lessico giuridico e di una o più lingue straniere.
Sbocchi professionali:
Esercizio della professione di avvocato (in proprio o in studi associati o alle dipendenze di altro avvocato e/o di imprese o di enti), previo superamento dell’esame di abilitazione. L’avvocato può anche essere nominato giudice onorario e svolgere la funzione di giudice di pace o, in qualità di giudice onorario, di magistrato presso la giurisdizione ordinaria. Il titolo di avvocato è, inoltre, fra quelli che consentono di svolgere le funzioni di arbitro in sede stragiudiziale e di sostenere il concorso per esami per l’accesso alla magistratura.
PRATICA PROFESSIONALE - NOTAIO
Funzione in un contesto di lavoro:Altro sbocco tradizionale della laurea magistrale in giurisprudenza è la pratica professionale, volta a sostenere il concorso per esami per l’esercizio delle funzioni di notaio.
Il Notaio riceve e redige atti giuridici (compravendite, mutui, donazioni, testamenti, etc.) attribuendo loro pubblica fede; accerta la volontà dei contraenti e la traduce in atti giuridici idonei al raggiungimento degli obiettivi o degli interessi dei clienti; verifica la legalità degli atti e delle transazioni e la conformità dei documenti; esegue accertamenti (ad esempio ipotecari e catastali) e offre una consulenza specialistica.

PRINCIPALI FUNZIONI DELLA FIGURA PROFESSIONALE
Il periodo di pratica presso un notaio consente di dare contenuti pratici al sapere teorico assimilato nel corso di studio.
La professione notarile richiede una preparazione giuridico-fiscale di altissimo livello, specie nelle materie civilistiche, commerciali e di volontaria giurisdizione.

Competenze associate alla funzione:Conoscenza del diritto e della giurisprudenza rilevante, in specie civile e commerciale; competenze organizzative di problem solving, capacità di ascolto e di relazionarsi con gli altri e abilità nel tradurre in linguaggi e forme compatibili con il diritto applicato istanze culturalmente/religiosamente motivate.
Sbocchi professionali:
Esercizio delle funzioni notarili, previo espletamento del periodo di pratica e superamento del concorso per esami.
MAGISTRATO
Funzione in un contesto di lavoro:Tra le possibilità di impiego per i laureati in giurisprudenza vi è l’accesso alla carriera in magistratura. La legislazione vigente concepisce però il concorso per magistrato come un concorso di secondo livello, per accedere al quale occorre essere in possesso di un precedente titolo (ad es.: essere abilitati all’esercizio della professione forense, aver conseguito il titolo di dottore di ricerca, aver conseguito il diploma presso le scuole di specializzazione per le professioni legali, etc.).

PRINCIPALI FUNZIONI DELLA FIGURA PROFESSIONALE
Il magistrato amministra la giustizia penale – potendo esercitare funzioni requirenti (pubblico ministero) o giusdicenti (giudice) – civile e amministrativa, con possibilità di specializzazione in specifiche aree giuridiche.
Nell'ambito dell'attività giudiziaria, il magistrato può, a seconda delle funzioni, coordinare attività d’ indagine, esaminare e studiare gli atti processuali, fissare e dirigere le udienze, nominare periti e consulenti, raccogliere e valutare elementi di prova, emettere sentenze, vigilare ed intervenire nel percorso di esecuzione della pena. Il Magistrato ha altresì il potere di sollevare questioni di legittimità costituzionale contribuendo alla formazione del diritto.

Competenze associate alla funzione:Conoscenza del diritto, delle convenzioni internazionali, della giurisprudenza nazionale, della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e della Corte del Lussemburgo; competenze criminologiche e sensibilità alla mediazione del conflitti e abilità nel tradurre in linguaggi e forme compatibili con il diritto applicato istanze culturalmente/religiosamente motivate; doti organizzative; capacità gestionali, informatiche, relazionali e comunicative, piena padronanza del lessico giuridico.
Sbocchi professionali:
Esercizio delle funzioni di magistrato, previo superamento del concorso.
Il laureato in Giurisprudenza inizia la sua attività frequentando un corso di specializzazione a numero chiuso presso una Scuola di Specializzazione per le professioni legali (durata 2 anni). Dopo aver superato un concorso nazionale bandito dal Ministero della Giustizia, occorre frequentare un corso obbligatorio di 6 mesi presso la Scuola Superiore della Magistratura.
Il Magistrato di prima nomina (MOT magistrati ordinari in tirocinio) deve svolgere un tirocinio di 18 mesi presso altro Magistrato e dopo 2 anni diventa Magistrato di Tribunale. Con il passare del tempo e previa valutazione, il magistrato percorre le tappe ulteriori della carriera (Magistrato di Corte d'Appello, Magistrato di Cassazione).

GIURISTA D’IMPRESA O PRESSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE O PRESSO ORGANISIMI INTERNAZIONALI (CARRIERA DIPLOMATICA)
Funzione in un contesto di lavoro:La laurea magistrale in giurisprudenza consente l’accesso a diverse posizioni di lavoro sia nel settore privato, sia in quello pubblico, in Italia ed all’estero, all’esito di prove selettive o di accesso variamente sagomate.

PRINCIPALI FUNZIONI DELLA FIGURA PROFESSIONALE
La funzione esercitata è largamente variabile in rapporto all’estrema versatilità ed all’ampio raggio di impiego, ma presuppone pur sempre un nocciolo duro di conoscenze giuridiche generali e/o specifiche.
Competenze associate alla funzione:Conoscenze giuridiche, accompagnate a conoscenze di settore (economiche, contabili, informatiche, linguistiche, culturali e geografiche, etc.). capacità di redigere atti e pareri; capacità analitiche e sintetiche; capacità di lavoro e ricerca individuale ed in team; capacità gestionali e relazionali. Conoscenze linguistiche.
Sbocchi professionali:
Impiego in imprese private (giurista d’impresa), nel settore bancario, in società di formazione, presso sindacati, patronati, o in qualità di consulenti del lavoro; impiego nella pubblica amministrazione centrale o periferica o presso gli enti locali, nelle forze dell’ordine, negli organismi internazionali o dell’Unione europea; carriera diplomatica.
PROSECUZIONE DEGLI STUDI
Funzione in un contesto di lavoro:La laurea magistrale in giurisprudenza consente la prosecuzione degli studi giuridici attraverso la frequenza di Master di I e II livello, Scuole di specializzazione, Corsi di dottorato, in Italia od all’estero, previo superamento delle relative selezioni, nonché attraverso assegni di ricerca di durata variabile, nei limiti delle risorse disponibili negli Atenei.

PRINCIPALI FUNZIONI DELLA FIGURA PROFESSIONALE
Attività di ricerca e di approfondimento scientifico in autonomia ed in team. I caratteri di tale attività e le funzioni da espletarsi dipendono dall’argomento del dottorato o dell’assegno e dal relativo bando.

Competenze associate alla funzione:Competenze giuridiche ed informatiche; capacità di redigere atti e pareri; capacità di lavoro e ricerca individuale ed in team; capacità gestionali, comunicativo-relazionali e di problem solving. Ottimo livello di cultura generale.
Sbocchi professionali:
Il conseguimento del dottorato di ricerca o il proficuo svolgimento del periodo di assegno di ricerca consentono di affinare le attitudini di ricerca in vista di una eventuale prosecuzione della carriera accademica. In alternativa, essi consentono il reinserimento nelle tradizionali professioni legali di cui sopra. Infine, il titolo di dottore di ricerca consente di sostenere l’esame di accesso alla magistratura.

Fonte : SuA-Cds – quadro A2.b
Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT): 
  • Avvocati - 2.5.2.1.0
  • Esperti legali in imprese - 2.5.2.2.1
  • Esperi legali in enti pubblici - 2.5.2.2.2
  • Notai - 2.5.2.3.0
  • Magistrati - 2.5.2.4.0
Fonte : Sua-CdS - quadro A4.a

Ai fini indicati, i curricula dei corsi di laurea:
o attuano la completezza della formazione sia di base sia caratterizzante assumendo discipline da ciascuno dei settori scientifico-disciplinare di cui in tabella, ed attuano la coerenza complessiva della formazione orientando i contenuti in rapporto agli obiettivi formativi della classe; a tal fine, in particolare, utilizzeranno le discipline previste negli ambiti di materie affini e integrative per la predisposizione di indirizzi e/o piani di studio coerenti per la formazione dei diversi settori professionali cui la laurea d� accesso;
o assicurano la coerenza ad un progetto formativo che sviluppi i profili tecnici e metodologici idonei a contrastare la rapida obsolescenza, nonch� a garantire una consistente fecondit�, delle conoscenze e competenze acquisite;
o assicurano, per consentirne la loro utilizzazione nei corsi di formazione post-laurea per le professioni legali, mediante appositi insegnamenti caratterizzati da appropriate metodologie, l'acquisizione di adeguate conoscenze e consapevolezza:
a) degli aspetti istituzionali ed organizzativi degli ordinamenti giudiziari
b) della deontologia professionale, della logica ed argomentazione giuridica e forense, della sociologia giuridica, dell'informatica giuridica
c) del linguaggio giuridico di ameno una lingua straniera

Fonte : Sua-CdS - quadro A4.c
Autonomia di giudizio: 

Le conoscenze apprese durante il percorso di studio rappresentano per lo studente del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza la “piattaforma” di partenza per pervenire ad una propria autonomia di giudizio sulle problematiche interpretative ed evolutive che contraddistinguono il sapere giuridico.
Le riflessioni sul carattere problematico e “complesso” dell'esperienza giuridica sono connaturate allo studio di base e caratterizzante (le formulazioni legislative talora compromissorie e non chiare, nonché i contrasti inter-ordinamentali e giurisprudenziali che si radicano su di esse ne costituiscono il miglior esempio) e vengono affinate nel corso degli esami opzionali a scelta di ciascuno studente.
Il laureato magistrale in Giurisprudenza, al termine del percorso di studi, possiede competenze scientifico-metodologiche ed autonomia di giudizio che gli consentono di:
(a) identificare i problemi giuridici e transitare dall’universalismo della dimensione giuridica al particolarismo del caso concreto;
(b) comprendere un problema giuridico anche nuovo e/o con significative componenti religiose, etiche o sociali, e trovare per esso soluzioni conformi a diritto, teoricamente sostenibili e praticamente efficaci;
(c) orientarsi nelle nuove dimensioni europee o internazionali di sempre più numerose questioni giuridiche;
(d) gestire problemi giuridici delle società c.d. complesse anche sulla base di informazioni incomplete o limitate;
(e) identificare i tratti rilevanti dell'evoluzione giuridica e valutare la validità di nuove teorie o di soluzioni giuridiche emergenti;
(f) identificare e comprendere nuove basi filosofiche e sistematiche in specifici settori del sistema giuridico.
Le capacità di giudizio sopra indicate, fondate su un sapere giuridico non puramente tecnicistico, sono acquisite tramite la sinergia di diverse modalità didattiche:
- didattica frontale e studio dei manuali e delle fonti indicate durante il corso di studi;
- lezioni impartite da esperti esterni e visiting stranieri;
- ricerche organizzate su temi specifici, da condurre anche in team;
- esercitazioni su casi pratici per verificare le capacità di sussunzione sotto norme specifiche;
- simulazioni di processi e di mediazione dei conflitti;
- elaborazione e discussione della tesi di laurea;
- tirocini formativi;
- periodi di studio all'estero;
- laurea in apprendistato.
Al pari delle nozioni giuridiche, anche l’autonomia di giudizio è oggetto di verifica in sede di esami di profitto e di stesura dell'elaborato (tesi) che si colloca alla fine del percorso di studio e che deve necessariamente avere carattere di completezza, anche nella documentazione bibliografica, rispetto alle tematiche trattate e di autonomia rispetto all'impianto sistematico col quale le stesse risultano esposte.

Fonte : Sua-CdS - quadro A4.c
Capacità di apprendimento: 

Nella piena consapevolezza dell’intrinseca obsolescenza e mutevolezza del dato normativo, il laureato nel Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza deve essere in grado di:
- cogliere la complessità del fenomeno studiato e approfondire in modo autonomo, critico ed originale la conoscenza di temi e problemi specifici, nel quadro delle conoscenze di base fornite;
- aggiornare le conoscenze di base e specifiche, in coincidenza con le innovazioni legislative o giurisprudenziali che interesseranno i singoli istituti o intere materie;
- reperire autonomamente la disciplina vigente di singoli istituti, muovendo dal formante legislativo e completandolo con il necessario corredo giurisprudenziale e dottrinale.
La capacità di apprendimento viene particolarmente stimolata insegnando allo studente la ricerca del dato giuridico, sia secondo modalità tradizionali (ricerca su enciclopedie, riviste, risorse cartacee), sia mediante l'impiego delle banche dati remote ed on line.
La metodologia della ricerca normativa e giurisprudenziale è oggetto di particolare verifica e affinamento in fase di elaborazione della tesi di laurea, della quale si promuove una stesura improntata ad autonomia di pensiero nella rielaborazione critica di nozioni derivate dalla letteratura scientifica e dalle dinamiche evolutive giurisprudenziali.

Insegnamenti proposti per gli anni successivi
Insegnamenti degli anni precedenti (al max conclusi negli anni precedenti)
Insegnamenti attivi nell'anno in corso
Insegnamenti proposti per gli anni successivi
Insegnamenti degli anni precedenti (al max conclusi negli anni precedenti)
Insegnamenti attivi nell'anno in corso

Anno di corso: 5

Fonte : Sua-CdS - quadro A5.b

La prova finale consiste nell'elaborazione e discussione di una tesi monografica, sotto la guida di un docente, in una delle materie previste dall'ordinamento didattico del CdS, con carattere di originalità.
Per la definizione del voto di laurea vedi quadro A5.a
Nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza è stato altresì avviato il progetto “Syn-Thesis: nuovi percorsi di alleanza didattica per redigere la tesi di laurea”, volto promuovere la stesura di tesi di laurea sperimentali, basate su ricerche empiriche o giuridiche innovative ed originali, e spendibili altresì come prodotti di ricerca del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture. La tesi di laurea che si iscrive nel progetto Syn-Thesis prevede che lo studente segua un percorso di ricerca in stretta collaborazione con il relatore, sia aperto alla cooperazione con istituti di ricerca ed enti esterni all’Università e arrivi alla formulazione di un testo non necessariamente esteso bensì dai contenuti originali, metodologicamente rigoroso e perciò suscettibile di pubblicazione.