I Giovani Pensatori portano l’educazione civica nelle scuole e aprono il dialogo con i genitori

Martedì, 23 Febbraio 2021
locandina progetto lepman

Con il Progetto Lepman l’Università dell’Insubria ha stretto una straordinaria alleanza con alcune scuole di Varese, coinvolgendo 200 studenti degli istituti superiori e 500 delle primarie e secondarie di primo grado dal 2019 ad oggi. Promosso dal Centro Internazionale Insubrico diretto da Fabio Minazzi, il Progetto Lepman è cresciuto in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Busto Arsizio-Valle Olona, il Corso di Storia e storie del mondo contemporaneo dell’ateneo e Ibby Italia.

Spiega Fabio Minazzi: «A seguito della giornata di studio Progetto Lepman a scuola dello scorso novembre, svolta in modalità peer education, sull’operazione di tutela del patrimonio letterario per l’infanzia e l’adolescenza svolta da Jella Lepman tra il 1945 e il 1953, due classi quarte del Liceo delle Scienze Umane Manzoni e tre classi Terze della Scuola media Dante hanno deciso di proseguire il percorso insieme, approfondendo il problema del rapporto tra il valore della lettura dei classici e l’invadenza dei social nella vita degli adolescenti».

Mara Cannavacciuolo, docente di Lettere e referente per l’IC Varese 5 dei Progetti di legalità e cittadinanza, sostiene infatti che «il lavoro, avviato con il webinar online del 18 novembre scorso sulla figura di Jella Lepman, ha offerto interessanti spunti di riflessione, rielaborazione ed  approfondimento su tematiche afferenti all’educazione civica: l’attenzione al rispetto delle leggi, la valorizzazione della lettura all’avanzare dei nuovi media,  i pro e i contro della tecnologia, il ruolo educativo e di supervisione dei genitori nei confronti dei propri figli al fine di sviluppare consapevolezza sull’uso corretto dei digital tools».

E l’incontro con i genitori dei ragazzi della Scuola Dante coinvolti nel progetto, che si terrà venerdì 26 febbraio dalle ore 18 alle 20 sempre in modalità peer to peer su piattaforma digitale con il titolo «Un’esperienza di peer education alla scuola Dante», sarà l’occasione per un confronto interessante, in cui si parlerà di potenzialità, di rischi e di responsabilità educative.

Gli studenti della 4AS del Liceo Manzoni, con la docente di Storia Giuliana Bottelli, e della 4CS, con la docente di Scienze Umane Stefania Barile, hanno lavorato insieme con l’obiettivo di contribuire alla formazione di una consapevolezza sull’uso dei digital tools, identificabile come coscienza digitale, negli alunni delle classi 3E, 3F e 3H della Scuola Dante, condotti dalle rispettive docenti Francesca Bruno, Elena Sandroni ed Emilia Redaelli. Le attività, progettate a gennaio nelle ore dedicate ai Percorsi per competenze trasversali e orientamento (Pcto), sono state presentate peer to peer tra l’8 e il 22 febbraio collegandosi via Google Meet dalle rispettive aule scolastiche.

Gli studenti della 4AS hanno proposto «una riflessione sui libri – spiega Giuliana Bottelli – quale occasione di incontro tra giovani che nella lettura riscoprono il fascino della condivisione di un sapere capace di nutrire l’anima degli uomini tra passato e presente»; quelli della 4CS «hanno studiato la prima fase dell’adolescenza, le relazioni tra genitori e figli, le caratteristiche dei new media e dei social media, soffermandosi sul problema della tecnologia persuasiva – specifica Stefania Barile – poi hanno predisposto e somministrato un questionario online sull’uso dei social agli studenti della Dante, che hanno analizzato e presentato in occasione del loro incontro peer to peer». 

 

 

Ultima modifica: Lunedì, 1 Marzo, 2021 - 13:06