Mascherine egoiste e altruiste? La spiegazione del professor Domenico Cavallo

Giovedì, 9 Aprile 2020
prof. Cavallo

Come scegliere e utilizzare la mascherina giusta per proteggersi dal Covid19? Pubblichiamo di seguito l'articolo di Barbara Zanetti che su Prealpina e Prealpina.it ha intervistato il professor Domenico Cavallo.
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Le sigle le abbiamo imparate tutti, nemmeno fossimo dei superesperti di medicina del lavoro. Ffp2, Ffp3, e poi le chirurgiche, cioè le mascherine che tutti dovremmo indossare per affrontare il distanziamento sociale e contribuire a sconfiggere la pandemia da coronavirus . Non tutti sanno però che le mascherine si possono dividere anche in egoiste e altruiste. Proprio così, come se fosse dotate di un' anima. La differenza sta tutta nel fatto che alcune proteggono se stessi ma non chi abbiamo di fronte e viceversa. A spiegarlo è il professor Domenico Cavallo , docente di Medicina del lavoro all' università dell' Insubria, sede di Como. E a sfatare il mito delle mascherine (introvabili o quasi) Ffp2 e Ffp3, perché se sono utilissime per gli operatori sanitari, per alcune caegorie di pazienti o per chi, in condizioni normali, cioè fuori da questa emergenza sanitaria, lavora per esempio per smantellare l' amianto o in altre situazioni per le quali è importante proteggere le vie respiratorie, indossare la mascherina che è un dispositivo di protezione vero e proprio può essere addirittura pericoloso. «Bisogna saperle usare, agli addetti di aziende dove è indispensabile questa protezione vengono fatti dei corsi e per il comune cittadino, se ha problemi cardiovascolari o altre patologie, le Ffp2 e le Ffp3 possono mettere a rischio la salute del paziente e provocare crisi respiratore o cardiache». Il docente universitario spiega che una mascherina può rappresentare addiritttura un pericolo per la salute che va di pari passo con l' efficienza stessa del dispositivo. Più impedisce il passaggio dell' aria, più può essere pericolosa. La mascherina chirurgica, quella che tutti i lombardi dovrebbero indossare, protegge chi sta di fronte a noi. Se siamo portatori sani o abbiamo semplicemente un raffreddore, evitiamo la trasmissione del contagio. Ma la mascherina chirurgica non ci difende davvero dal virus. Si tratta dunque di una mascherina "altruista": «serve a a prevenire la diffusione del contagio». È invece una mascherina egoista la Ffp2 (e la ancor più tecnica Ffp3): serve per proteggersi. Delle prime, esistono con o senza valvola. I filtri fermano i virus e batteri all' esterno, ma fanno fuoriuscire l' aria: quindi se siamo infetti contagiamo chi abbiamo di fronte. In teoria, dovremmo indossare due mascherine (senza soffocare, però): una per proteggerci e una per proteggere. Non basta indossare la mascherina, bisogna anche sapere come toglierla e come e quanto utilizzarla. «Va sempre tolta utilizzando l' elastico o il laccetto e mai bisogna metere le mani davanti alla mascherina: all' esterno si deposita di tutto e se siamo venuti a contatto con una persona con il coronavirus, la mascherina può diventare veicolo dell' infezione». Le mascherine sono ancora un bene prezioso e al di là dei problemi di distribuzione di queste ore, anche costoso. Quante volte si può utilizzare la chirurgica? «Se andiamo a fare la spesa e incontriamo molte persone, nonostante il distanziamento sociale, direi una volta sola. Se usciamo da soli a portare a passeggio il cane senza incontrare nessuno, anche più volte». Ai lombardi è stato detto che si possono utilizzare anche sciarpe o foulard, che cosa ne pensa? «Rispondo in dialetto lombardo: piutost che nient l' è mei piutost».

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Ultima modifica: Giovedì, 9 Aprile, 2020 - 11:34