Via le mascherine all'aperto: Domenico Cavallo spiega i principi di ragionevolezza e proporzionalità

22 Giugno 2021
domenico cavallo

Via le mascherine all’aperto dal 28 giugno: le ragioni della decisione appena presa dal Cts spiegate da Domenico Cavallo, professore ordinario di Tossicologia ambientale dell’Università dell’Insubria che in più occasioni si era espresso a favore nelle sue «Pillole di ottimismo» (PdO), informazioni sulla pandemia a cui lavora un team composto da anche da Silvia Brizzi (avvocato) e Aldo Manzin (ordinario di microbiologia di Cagliari).

MASCHERINE, VIRUS, PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA E PROPORZIONALITÀ SPIEGATI DAL PROFESSOR DOMENICO CAVALLO

Già lo scorso anno lo avevamo verificato, sottolineando l’importanza del “principio di ragionevolezza” e della “proporzionalità” degli interventi in base alla valutazione del rischio effettivo. Cosa è cambiato in questi mesi?

POCO: il virus non si trasmette all’aperto:

1) se si cammina da soli (in campagna, al mare, in un bosco, lungo un marciapiede di città, in una piazza, in una via affollata…);
2) se si cammina in compagnia di persone con cui si convive e con cui si è appena usciti di casa;
3) se non ci si ferma con altre 3-5-10 persone, per lo più estranee e non ci si intrattiene con queste per più di 15-20 minuti e a distanza inferiore a 1-2 metri.

MOLTO: al di là della stagionalità (che ha un suo ruolo importante e fondamentale) l’attuale situazione epidemiologica vede una riduzione significativa della circolazione del virus grazie alla VACCINAZIONE. Non siamo a livelli ottimali di immunità (da vaccino o da infezione naturale), ma siamo certi di una cosa: i vaccini riducono il rischio di malattia e impattano in maniera significativa sulla riduzione della trasmissione del virus, in ambienti chiusi o all’aperto che sia.

Quindi, la decisione da parte del Cts in merito all’abbandono dell’obbligo della mascherina è quanto mai opportuna.

Le considerazioni già svolte sulla necessità di proporzionare le misure restrittive all'effettivo rischio che si vuole prevenire, per non gravare in misura inutilmente eccessiva sulle libertà personali dei cittadini. Il principio di proporzionalità, enunciato per la prima volta nel 1912 nell’ambito del diritto di polizia tedesco da Fritz Fleiner è ormai un principio generale del diritto UE, divenuto un imprescindibile canone di riferimento per l’azione politica. In tal senso, le domande da porsi sono: il mantenimento di detta misura è necessario a prevenire il rischio di contagio? Detta misura è idonea a prevenire il contagio? E’ proporzionata al rischio di contagio?

La risposta ai tre quesiti, in questa fase calante e sempre meno preoccupante della pandemia, è NO, soprattutto grazie alla massiccia diffusione della pratica vaccinale.

Ultima modifica: Martedì, 22 Giugno, 2021 - 10:14