La ricerca Osteoarcheologia e paleopatologia Insubria premiata con un contributo di 128mila euro

Mercoledì, 29 Gennaio 2020
scavi archeologici

Riconoscimento importante per il gruppo di ricercatori in Storia della medicina del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita diretto da Luigi Valdatta, che si sono aggiudicati il contributo di 128.000 Euro previsto dal bando «Emblematici provinciali 2019», che finanzia iniziative di impatto positivo per il benessere della comunità e per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio locale.

I ricercatori, afferenti al centro di ricerca in Osteoarcheologia e paleopatologia dell’ateneo, diretto da Ilaria Gorini e coordinato da Marta Licata, hanno avuto il merito di intrecciare ricerca, cultura e storia, nel lavoro presentato per concorrere all’assegnazione del contributo.

In particolare, il progetto è stato ritenuto coerente con le attuali prospettive scientifiche della storia della medicina e il gruppo di ricerca ha superato gli ambiti didattici tradizionali, per offrire le proprie competenze nello studio delle malattie e delle popolazioni antiche in rapporto operativo con le scienze archeologiche.

Grazie a questo finanziamento, il centro di ricerca istituirà un percorso archeologico di valorizzazione, tutela e fruizione, a Cittiglio, Caravate e Azzio, per rilanciare il turismo del territorio, partendo dalla riqualificazione di alcuni siti archeologici della Valcuvia ad oggi ancora sconosciuti ma che rivestono uno straordinario potenziale storico e artistico.

Il progetto ha coinvolto diverse realtà da tempo impegnate sul territorio, tra cui i comuni e le parrocchie di Cittiglio, Azzio e Caravate, il Gruppo Amici di San Biagio di Cittiglio, Il Gruppo degli Amici del Convento di Azzio, La Società Storica Varesina.

Il Centro da diversi anni sostiene, promuove e realizza iniziative volte alla valorizzazione, alla conservazione e alla fruizione del patrimonio archeologico, proponendo piani di scavo, recupero, restauro, studio e musealizzazione dei beni storico-archeologici e conduce le proprie indagini unendo le metodologie della scienza biomedica a quelle delle scienze archeologiche, in collaborazione con la cattedra di Archeologia, storia dell'arte e topografia dall'alto Medioevo all'Età moderna, del Professor Andrea Spiriti.

Lo studio dei resti ossei è uno dei pochi campi di indagine utili a chiarire la realtà delle antiche popolazioni, la loro demografia, le loro abitudini e le loro malattie, per questo è così importante per diversi ambiti disciplinari.

Gli altri progetti destinatari dei primi contributi di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto, sono:

TRADATE – Con un contributo di 80.000 euro vedrà la luce un bel progetto di educazione ambientale allo sviluppo sostenibile dell’Ente Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate che porterà anche alla realizzazione di un eco planetario. In particolare, nella sede del Centro didattico-scientifico Osservatorio Astronomico di Tradate, la cupola di osservazione del planetario sarà dotata di un moderno sistema di proiezione digitale, in grado di essere utilizzato anche per la didattica ambientale, con proiezioni di video che avvolgono lo spettatore a 360 gradi.

INARZO – All’inserimento lavorativo di persone diversamente abili è destinato il progetto della cooperativa sociale Mirabilia Dei che, grazie al contributo di 140.000 euro, realizzerà nella zona del Lago di Varese, a Inarzo, un capannone per lavorazioni elettromeccaniche e un laboratorio gastronomico, dove sarà possibile trasformare prodotti alimentari provenienti dall’attività agricola e destinarli alla ristorazione sociale.

ARCISATE – Alla Parrocchia Prepositurale San Vittore Martire di Arcisate lo stanziamento di 82.000 euro servirà a valorizzare la Basilica di San Vittore non solo come bene architettonico, ma anche come luogo identitario per tutta la comunità di Arcisate. In particolare il progetto mira a risanare e conservare le facciate esterne della Basilica, con interventi di riqualificazione e consolidamento degli intonaci, delle superfici lapidee, dei cotti e degli elementi in ferro, cancellando i segnali evidenti di degrado dovuti all’azione degli agenti atmosferici.

 

 

 

 

Ultima modifica: Mercoledì, 29 Gennaio, 2020 - 15:33