L’Insubria torna a scavare in Eritrea: Omar Larentis ad Adulis

Giovedì, 9 Gennaio 2020
Omar Larentis

L’Università dell’Insubria collabora nuovamente con la missione archeologica italiana che sta scavando i resti dell’antica città di Adulis, considerata la Pompei africana, in Eritrea. La missione continua grazie alla convenzione firmata nel 2018 tra il Centro di ricerca in Osteoarcheologia e paleopatologia dell’ateneo, diretto da Ilaria Gorini e coordinato da Marta Licata, e il Cerdo, Centro ricerche deserto orientale, fondato dai fratelli Castiglioni. Gli scavi sono diretti da Serena Massa dell’Università Cattolica di Milano.

L’Insubria partecipa con Omar Larentis, dottorando nel corso in Medicina sperimentale e Medical humanities che torna ad Adulis, per la seconda volta, dal 10 gennaio al 15 febbraio in qualità di antropologo fisico. Il suo compito è di analizzare i resti scheletrici, determinando il sesso e stimando l’età degli individui, e di studiare le pratiche di trattamento del corpo nei costumi funerari del luogo.

Adulis era un ricchissimo porto del regno di Axum e nel VII secolo d.C. fu distrutta da un’alluvione che la coprì di una spessa coltre di fango. Solo a fine ‘800 che una spedizione del British Museum riportò alla luce una grande basilica cristiana. Nel ‘900 ci furono gli scavi dell’archeologo Roberto Paribeni. E poi il sito fu di nuovo abbandonato e coperto dalla sabbia, fino all’intervento dei fratelli Castiglioni. La loro ipotesi è che l’area dove sorge Adulis possa essere collegata con la Terra di Punt, citata nella Bibbia come la regione abitata dai discendenti di Cam, figlio di Noè. Finora è emerso solo l’1% di una città che copre circa 40 ettari e sono state trovate tre basiliche paleocristiane, testimonianza interessante perché Adulis era al di fuori dei confini dell’Impero romano.

La missione italiana è sostenuta dal Cerdo, dal Ministero degli Esteri italiano e da un gruppo privato. Le autorità eritree forniscono logistica e manodopera locale. Il personale scientifico e le attrezzature tecniche sono a cura di: Politecnico di Milano, Università Cattolica, Università Orientale di Napoli, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e dall’Università dell’Insubria.

 

Ultima modifica: Venerdì, 10 Gennaio, 2020 - 09:45