Covid, mortalità 40 volte maggiore per malati con tumori sangue

Martedì, 13 Ottobre 2020
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Adn Kronos ha reso noto lo studio al quale ha partecipato Francesco Passamonti e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet: https://www.thelancet.com/journals/lanhae/article/PIIS2352-3026(20)30251-9/fulltext

 

L'Italia alle prese con l'epidemia di coronavirus Sars-CoV-2 è su un crinale sottile che non può essere oltrepassato, se non esponendo a gravi rischi la vita di oltre 33mila persone che ogni anno nel nostro Paese ricevono una diagnosi di tumore del sangue. E' il monito che arriva dagli esperti della Società italiana di ematologia (Sie), promotrice di uno studio che ha evidenziato "un altissimo tasso di mortalità, pari al 37%, nei pazienti ematologici contagiati da Covid-19 nel periodo febbraio-maggio 2020. Una percentuale 2,4 volte superiore rispetto a quella della popolazione generale che ha contratto il virus, e ben 41,3 volte maggiore rispetto a quella dei malati ematologici osservata nello stesso periodo dello scorso anno, cioè in epoca pre-Covid".

 

Il lavoro, pubblicato su 'The Lancet Hematology', ha valutato 536 pazienti di 67 centri ed è stato presentato oggi a Milano come "il più grande studio al mondo che ha analizzato le caratteristiche cliniche e i fattori di rischio associati a Covid-19 in persone colpite da malattie del sangue maligne". Paolo Corradini, presidente Sie e direttore di Ematologia all'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, ricorda che "il 70% dei cittadini colpiti da tumore del sangue guarisce. Un risultato molto importante raggiunto grazie a terapie sempre più efficaci", e che deve invitare a "continuare a curare questi pazienti, anche durante la pandemia. I trattamenti non possono essere interrotti", ammonisce lo specialista.

La ricerca Sie dimostra infatti che "uno dei principali fattori di rischio di morte, in caso di contagio da Covid-19 è proprio la fase avanzata della patologia ematologica. L'immunodepressione provocata dalla malattia che interessa il midollo, l'organo che produce le difese immunitarie, espone i pazienti a maggior rischio di morte se contagiati dal Covid-19". Per questo "anche a marzo e aprile, nel periodo più critico della pandemia - precisa Corradini - i nostri centri hanno continuato a curare con regolarità i pazienti, raccomandando il rispetto delle regole fondamentali come l'uso della mascherina per i familiari e il tampone per ogni paziente prima del ricovero".

Tra i tumori del sangue più frequenti ci sono i linfomi (13.182 i nuovi casi di linfoma non Hodgkin e 2.151 quelli di linfoma di Hodgkin stimati in Italia nel 2020), le leucemie (7.967) e il mieloma multiplo (5.759). "Nello studio retrospettivo" promosso dalla Sie, in collaborazione con Fil (Fondazione italiana linfomi), Seifem (Sorveglianza epidemiologica infezioni nelle emopatie) e Sies (Società italiana di ematologia sperimentale), "sono stati considerati non solo i tumori del sangue, ma anche altre malattie ematologiche maligne come le sindromi mielodisplastiche - sottolinea Francesco Passamonti, ordinario di Ematologia all'università dell'Insubria di Varese e direttore di Ematologia dell'Asst Sette Laghi - Il periodo considerato va dal 25 febbraio al 18 maggio scorsi. Il tempo mediano di ospedalizzazione è stato molto breve, pari a 16 giorni, 20 per i sopravvissuti e 11 per i morti. Il 18% ha potuto accedere alle terapie intensive".

"Su 536 pazienti con malattie ematologiche e contagiati dal Covid-19 - riporta l'esperto - 198, cioè il 37%, sono deceduti. Una percentuale altissima. Inoltre abbiamo analizzato un altro parametro, cioè il tasso di mortalità standardizzato che indica il rapporto fra la mortalità del malato ematologico con Covid rispetto a quella della popolazione generale italiana colpita dal virus. E' risultato 2,4 volte superiore, per arrivare a 3,72 volte maggiore nei pazienti ematologici under 70. Questo dato è molto importante - puntualizza Passamonti - perché i pazienti più giovani sono i candidati ideali per il trapianto allogenico e le terapie Car-T", nuova frontiera dell'immunoterapia anticancro. E la leucemia mieloide acuta e il linfoma non Hodgkin sono le patologie che pongono più a rischio la vita dei pazienti, se contagiati" da Sars-CoV-2.

"La malattia ematologica avanzata rappresenta un fattore di rischio molto importante in caso di contagio da Covid - osserva Corradini - Per questo dobbiamo continuare a trattare e tutelare i pazienti. Obiettivo che può essere raggiunto anche con una campagna di vaccinazione antinfluenzale mirata alle categorie a rischio e ai famigliari dei pazienti ematologici, già abituati a seguire regole stringenti di protezione anche prima della pandemia. Tutti i potenziali contatti dei malati devono essere vaccinati contro l'influenza - raccomanda il presidente Sie - per creare una gabbia di difesa. Anche perché solo alcuni pazienti possono essere sottoposti alla profilassi, ad esempio i trapiantati da meno di un anno non riescono a produrre una risposta immunitaria".

La Società italiana di ematologia vuole ora promuovere "un altro studio - annuncia Corradini - per fotografare lo stato di salute delle persone con malattie ematologiche sopravvissute al virus. Molte soffrono ancora di gravi problemi respiratori e non possono essere curate, ad esempio, con la chemioterapia. E' fondamentale capire qual è l'impatto della pandemia nel lungo periodo sulla popolazione che ha superato il Covid".

Fonte: Adn Kronos

Ultima modifica: Martedì, 13 Ottobre, 2020 - 11:01