Università degli studi dell'Insubria

Giovani Pensatori: Legalità come prassi: dall’art engagement al civic engagement

Il laboratorio sulla legalità, ideato da Stefania Barile e realizzato dalla Commissione Legalità all’interno del Progetto dei Giovani pensatori del Centro Internazionale Insubrico (diretto dal prof. Fabio Minazzi e curato dalla prof.ssa Marina Lazzari), ha meritato, quest’anno, il marchio MIBAC 2018, dimostrando di rientrare pienamente nei criteri delineati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tra i quali l’impegno per la tutela e la diffusione del patrimonio storico- artistico del nostro territorio provinciale. Divenuto appuntamento annuale di riferimento per gli Istituti scolastici impegnati nell’offrire ai propri studenti una formazione civica sulla base di una progettualità interdisciplinare, volta all’acquisizione di competenze funzionali alla realizzazione di compiti di realtà, la giornata studio intende ancora una volta tracciare un percorso da sviluppare nel corso dell’anno scolastico.

 

La Giornata di studio verte sul significato di tutela, di conservazione e di manutenzione del bene comune; è curata da Stefania Barile, coordinatrice della Commissione Legalità, e prevede gli interventi di Fabio Minazzi (docente ordinario di filosofia della scienza dell’Università degli Studi dell’Insubria), Adriano Patti (magistrato della Corte di Cassazione), Tiziana Zanetti (esperta in diritto dell’arte) e Piero Lotti (restauratore d’arte).

 

Tre le ragioni che hanno mosso la Commissione Legalità ad organizzare questa Giornata studio. La prima di carattere progettuale consiste nella necessità di fare il punto sui progetti, che si moltiplicano e si diffondono sul territorio provinciale in modo sorprendente e che confermano la positività della linea progettuale intrapresa in tre anni di lavoro corredati da cinque eventi in sede accademica (convegni, giornate studio, conferenze e seminari) e una decina nelle scuole aderenti, nei Musei e nelle Associazioni partner (tra cui Acli provinciale, Libera, la Fondazione don Milani, Musea_GameArtGallery e Neoludica, e-ludo lab, coming tools, MF labs, Mentezero), con il coinvolgimento complessivo di cinquemila studenti. Ad oggi si contano nella provincia di Varese quindici istituti afferenti e otto Musei (Musei Civici di Varese-Castello di Masnago e Villa Mirabello, Museo antropologico Castiglioni di Varese, Museo Floriano Bodini di Gemonio, Museo archeologico di Sesto Calende, MIDeC di Laveno, Fornaci IBIS di Cunardo, Museo d’arte contemporanea Parisi Valle di Maccagno).

La seconda è di carattere giuridico e consiste nell’esigenza di tornare a parlare di tutela del patrimonio storico-artistico del territorio, cogliendo anche l’occasione del 70° anniversario della nostra Carta Costituzionale e, in particolare, dell’art. 9 in cui la tutela prende forma non solo giuridica ma anche storico-sociale-estetica. Tale riflessione riguarda principalmente la tutela di quel patrimonio storico-artistico e culturale, su cui è stato puntato il riflettore dell’attività di alternanza scuola-lavoro nei licei promossa da Legalità come prassi in questo triennio di attività nell’ambito di una ricerca metodologica di didattica interdisciplinare come laboratorio sulla legalità del progetto universitario dei Giovani Pensatori, ideato dal prof. Fabio Minazzi e giunto alla sua X edizione.

«Nel corso della giornata studio il problema della tutela viene affrontato – secondo quanto dichiarato da Stefania Barile - sotto diverse luci: da quella prodotta in un’ottica statico-conservativa a quella nata sotto la nuova luminosità aurorale della progettualità. In entrambe si rileva, tra l’idea e l’azione, l’importanza della cura, che deriva da un sentimento di appartenenza, dal sentire l’importanza del bene comune, da un’adesione sentimentale allo spirito della legge capace di accendere la partecipazione attiva, consapevole e responsabile alla tutela di quel patrimonio che appartiene a tutti e di cui tutti devono avere cura».

«La terza ragione – ha dichiarato Minazzi - è di carattere estetico-artistico e consiste nel riflettere sul valore, anche filosofico, di quella funzione strumentale che permette la diffusione dell’arte, della sua conoscenza e della sua tutela. In questo contesto di studio e di ricerca tale ruolo viene soddisfatto dalla capacità di tradurre un’idea progettuale in un’opera d’arte costituita di materiale corruttibile che necessita di cure continue per rimanere riferimento e sintesi culturale dell’incontro tra l’io e il mondo, tra il soggetto e la realtà naturale e sociale a cui sente di appartenere».

 

Per saperne di più: http://www.rmf.it/programmi/filosofia.htm

Quando

Venerdì, 16 Novembre, 2018 -  
09:30 / 13:00

Dove

Via Monte Generoso, 71 - 21100 Varese
Argomento: 
Didattica e formazione